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Bill Bowerman

allenatore di atletica leggera e imprenditore statunitense
Bill Bowerman
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Atletica leggera Athletics pictogram.svg
Specialità Mezzofondo
Ruolo Allenatore
Società Università dell'Oregon
 

William Jay Bowerman, detto Bill (Portland, 9 febbraio 1911Fossil, 24 dicembre 1999), è stato un allenatore di atletica leggera e imprenditore statunitense, cofondatore della Nike.

BiografiaModifica

In qualità di allenatore ha curato 31 atleti che hanno vinto successivamente un titolo ai Giochi olimpici, 12 che sono entrati nel team All-America, 24 campioni della NCAA e 16 corridori che sono scesi sotto la barriera dei 4 minuti nel miglio. Celebre il caso del suo più famoso atleta, Steve Prefontaine, ragazzo di grande talento morto a soli ventiquattro anni in un incidente stradale. Nei 24 anni di servizio presso l'Università dell'Oregon come allenatore della squadra universitaria di atletica, ha vinto 23 campionati, ottenuto 4 titoli NCAA e portato la propria squadra fra le prime 10 degli Stati Uniti per ben 16 volte.

Grazie alla sua carriera da allenatore conosce Phil Knight, studente negli anni cinquanta dell'università e mezzofondista. Insieme i due fondano nel 1964 la Nike, importando inizialmente le scarpe dal Giappone. divenne successivamente l'inventore della Nike. Come tecnico ha contribuito anche lui a inventare scarpe più leggere come le Cortez e le Waffle Racer. Quando un giorno la moglie stava cucinando dei waffles, gli viene un'idea brillante, fare cioè delle "suole a waffle": versando della plastica nella macchina per waffles della moglie, inventa così delle suole molto particolari, le suole "a waffle".

Muore a 88 anni la notte di Natale del 1999.[1]

Nei mediaModifica

Nei film dedicati alla vita di Prefontaine, Prefontaine (1997) e Without Limits (1998), il suo personaggio è interpretato rispettivamente da R. Lee Ermey e Donald Sutherland.

NoteModifica

  1. ^ Morto Bowermn, il papà della Nike, su archiviostorico.gazzetta.it, 27 dicembre 1999. URL consultato il 13 agosto 2018.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN30930675 · ISNI (EN0000 0000 8436 3300 · LCCN (ENn84029406 · NDL (ENJA00434050 · WorldCat Identities (ENn84-029406