Black out in Italia del 2003

evento avvenuto il 28 settembre 2003
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Il black out in Italia del 2003 è stato un disservizio alla rete elettrica nazionale verificatosi il 28 settembre 2003, il più grave evento in tal senso nella storia d'Italia.[1]

L'incidenteModifica

Alle 3:27 del mattino di domenica 28 settembre 2003, l'intero territorio nazionale dell'Italia si ritrovò senza energia elettrica[1]. Il fenomeno causò ingenti disagi: l'interruzione dei trasporti (tra cui aeroporti e ferrovie), lo spegnimento dei semafori e il blocco degli ascensori;[1] le persone rimaste chiuse all'interno richiesero l'intervento dei vigili del fuoco[1].

Timori di un black-out per sovraccarico della rete si erano avuti già in estate, a causa dell'eccezionale ondata di caldo e del massiccio uso di condizionatori e sistemi di refrigerazione elettrici che ne derivò.[1][2] La circolazione stradale fu inoltre aggravata dalla pioggia che in quel momento si stava abbattendo.[3]

Il black-out colpì l'Italia mentre a Roma si stava svolgendo la prima edizione della notte bianca, alla quale stavano partecipando circa 500 000 persone, molte delle quali rimasero bloccate nelle strade e nella metropolitana.[4]

La situazione rientrò solo nel corso della giornata, con la fornitura di energia elettrica ripristinata prima al Nord e poi al Sud.[5] Al Nord l'erogazione dell'energia elettrica fu ripristinata intorno alle 9, al Centro alle 16:30 (a Roma a partire dalle ore 11:30 circa), al Sud alle 19 e in Sicilia alle 22. Le uniche aree del territorio italiano che non furono coinvolte nell'evento furono le isole di Pantelleria, di Capri e della Sardegna.

Le causeModifica

Inizialmente la responsabilità dell'accaduto fu attribuita alla Francia, ma l'ipotesi di un danno alla sua rete venne presto rigettata; successivamente, si individuò come motivo la caduta di un albero in Svizzera, alle 3:01 del mattino, che avrebbe danneggiato alcune linee elettriche cui sono collegate l'Italia e lo stato elvetico (tanto che il fenomeno colpì, parzialmente, anche la Slovenia), e il carico si distribuì sulle linee rimanenti, le quali si ritrovarono a loro volta sovraccariche e si disattivarono.[1]

Le cause prime che portarono al distacco dell’Italia dalla rete europea originarono al di fuori del sistema elettrico italiano e sono da ricondurre all’apertura per guasto, alle ore 3:01, di una delle tre linee che dal nord della Svizzera trasportavano, attraverso il Ticino, circa 3000 MW verso l’Italia e al successivo scatto, dopo 24 minuti circa, delle altre due linee dello stesso “corridoio”. Da parte del gestore ETRANS non si provvedette a richiedere all’Italia l’unico provvedimento in grado di risolvere la situazione: la modifica del programma di scambio con l’Italia per almeno 2000 MW che il GRTN avrebbe potuto eseguire distaccando le pompe degli impianti idroelettrici ad accumulo. Lo stesso gestore svizzero si attardò, invece, dopo l’apertura della prima linea e in presenza di una linea vicina in sovraccarico, a tentare interventi sulla sua rete, dimostratisi inefficaci.[6]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f L'Italia piomba nel buio Black out da Nord a Sud, su repubblica.it, 28 settembre 2003.
  2. ^ Picco di consumi elettrici L'Italia a rischio black out, su repubblica.it, 26 giugno 2003.
  3. ^ Vincenzo Cerami, Sotto la pioggia nella notte più scura, su repubblica.it, 29 settembre 2003.
  4. ^ Ore 3.30: stop alla "Notte bianca" 500.000 romani erano in strada, su repubblica.it, 28 settembre 2003.
  5. ^ Blackout, finita l'emergenza nessun blocco né oggi né domani, su repubblica.it, 29 settembre 2003.
  6. ^ Conclusioni della commissione di indagine (PDF), su arera.it, 28 novembre 2003.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica