Botaurus stellaris

specie di uccello

DescrizioneModifica

Ha un peso medio di circa 1,2 kg e può raggiungere un'apertura alare superiore al metro[4]; il becco è lungo 7 cm, il tarso è di 10 cm,la coda ha una lunghezza di 11 cm.[senza fonte] Ha un piumaggio bruno screziato di nero.

BiologiaModifica

Il tarabuso fa un verso simile al muggito, che lo rende riconoscibile anche a distanza.

Nidifica in canneti e nelle vasche di risaia, purché le piante di riso siano adeguatamente cresciute.

Distribuzione e habitatModifica

Ha un ampio areale che si estende in Europa, Asia e Africa.[1]
In Italia è diffuso soprattutto nelle regioni centro-settentrionali, dall'Umbria fino al Friuli-Venezia Giulia. I principali siti di svernamento sono i Laghi di Mantova e i Laghi Briantei (Lombardia), le lagune di Grado, Marano e Panzano, (Friuli-Venezia Giulia), la parte centro orientale della pianura bolognese (Medicina e Molinella[5]), le valli di Comacchio e del Mezzano, la Bassa modenese (Emilia-Romagna), i Laghi Reatini, la palude di Colfiorito e la Maremma Grossetana (Toscana) e il Biviere di Lentini (Sicilia).[4]

Vive nelle paludi, negli acquitrini, nei canneti, nei pantani e nelle risaie.

TassonomiaModifica

Sono note due sottospecie:[3]

  • Botaurus stellaris stellaris (Linnaeus, 1758) - diffusa in Europa e Asia
  • Botaurus stellaris capensis (Schlegel, 1863) - diffusa in Africa

Nella cultura di massaModifica

Questo uccello era relativamente diffuso in Sardegna prima che venissero bonificate le paludi ivi presenti, dove era definito con il nome locale di boi forraiu (letteralmente bue fornaio) a causa del richiamo cupo e cavernoso. Proprio per via della voce terrificante, interpretata come la voce dei morti dall'oltretomba, questo animale era temuto e considerato foriero di sventure.

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) BirdLife International 2012, Botaurus stellaris, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.1, IUCN, 2017. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  2. ^ Georges-Louis Leclerc de Buffon, Dell'airone, in Storia naturale, vol. 9, Firenze, 1832, p. 167.
  3. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Ardeidae, in IOC World Bird Names (ver 6.2), International Ornithologists’ Union, 2016. URL consultato il 6 maggio 2014.
  4. ^ a b Tarabuso, su Uccelli da proteggere.it. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  5. ^ Regione Emilia Romagna, Siti dell'Emilia Romagna facenti parte di Rete Natura 2000, su ambiente.regione.emilia-romagna.it.

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