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Burghy

ex catena di fast food italiana
Burghy
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per Azioni
Fondazione1981 a Milano
Fondata daSupermercati GS
Chiusura2006
Sede principaleMilano
SettoreAlimentare
Prodottifast food
Slogan«Più gusto di Burghy nessuno ti dà»
Noteinglobata nel gruppo McDonald's Italia

Burghy è stata una catena italiana di fast food nata nel 1981 a Milano, con primo ristorante in piazza San Babila, fondata dalla catena di Supermercati GS, quando apparteneva al gruppo SME.

Acquisto da parte del Gruppo CremoniniModifica

Nel 1985 l'intera catena Burghy comprensiva di 96 ristoranti fu acquisita dal Gruppo Cremonini.

Negli anni ottanta Burghy possedeva numerosi punti vendita nella zona di Milano e del suo hinterland, tra i quali i ristoranti di piazzale Loreto, corso Buenos Aires, corso Vittorio Emanuele, galleria Vittorio Emanuele e quello di piazza San Babila. Quest'ultimo era il punto di ritrovo preferito dai cosiddetti paninari, giovani liceali rampolli di importanti famiglie benestanti. In quegli anni Burghy si espanse notevolmente nel centro-nord Italia arrivando a un picco di 96 ristoranti nel 1995, talvolta in collaborazione con Autogrill, condividendo alcune sedi coi marchi Spizzico e Ciao. Esempio emblematico quanto controverso la prestigiosa location bresciana del fast-food multimarca Vittoriamix, che su input dell'immobiliarista Caravaggi si insediò nel 1994 su più livelli di uno storico palazzo in via IV Novembre, tra la piacentiniana Piazza Vittoria e i portici di via X Giornate, occupando 50 dipendenti[1](qui però dopo pochi mesi a seguito di delibere antipaninari Burghy e Ciao dovettero chiudere, non senza proteste della clientela).[2]

Nel 1995 con 76 ristoranti aperti, si inaugurano i primi drive in a Milano-Bruzzano, San Donato Milanese e Castelletto Ticino.

Acquisto da parte di McDonald's ItaliaModifica

Nel 1996 la rete dei 96[3] ristoranti Burghy venne acquisita dalla multinazionale statunitense della ristorazione veloce McDonald's, la quale, avendo solo 38 ristoranti, non era ancora riuscita ad affermarsi in Italia.[4]

In cambio, il Gruppo Cremonini divenne il fornitore di carne bovina dei ristoranti McDonald's presenti in Italia e parte d'Europa (e da un panino prodotto dalla catena italiana è ispirato il Crispy McBacon, lanciato nel 2000 e venduto solo in Italia.[senza fonte] )

L'ultimo ristorante Burghy a passare sotto il marchio McDonald's fu quello di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, dentro il centro commerciale "Shopville Gran Reno", nel 2006.

MascotteModifica

Negli anni '90 Burghy lanciava la sua mascotte, Willy Denty, personaggio con fogge di cartone animato, raffigurante una bocca con denti giganteschi, un paio di gambe ed un paio di braccia, protagonista delle sorprese dei menu Burghy per bambini. Burghy non offriva sorprese caratterizzate dai cartoni animati o dai film del momento, bensì sorpresine dipinte a mano, spille e peluche aventi per soggetto esclusivamente Willy Denty e i suoi amici, tutte prodotte dalla Grani & Partners. La prima serie era composta da quattro soggetti (Willy Denty, il panino Mr. Burghy, la cola Freddy e la scatola di patatine Patty), la seconda serie, datata 1997, era invece composta da sei soggetti di Willy Denty in veste cattiva, la terza serie, datata 1998, da sei soggetti di Willy Denty in veste allegra.

Fa eccezione un breve periodo in cui vennero distribuiti i "Food Fighters", giocattoli della Mattel rappresentanti prodotti alimentari nelle vesti di soldati.

Tra le altre sorprese distribuite da Burghy, verso la metà degli anni novanta, la serie di videocassette dedicate a vari cartoni animati come i Puffi o Tom & Jerry Kids in cui, all'esterno, appare lo slogan dell'epoca: Più gusto di Burghy nessuno ti dà. Il contenuto delle videocassette inizia con lo spot Burghy degli anni '80, raffigurante un cowboy che si reca in uno dei ristoranti della catena omonima.

SponsorizzazioniModifica

NoteModifica

  1. ^ Contratto Autogrill: incentivi legati alla qualità, su Cisl Brescia, 24 gennaio 2002. URL consultato il 13 maggio 2019.
  2. ^ La cronaca della repentina chiusura di 2 dei 3 brand facenti parte del Vittoriamix viene riproposta a seguito della definitiva chiusura anbche del sopravvissuto ristorante nel 2012, in questo articolo del Giornale di Brescia https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/bye-bye-al-fast-food-del-centro-chiude-spizzico-1.1253562
  3. ^ Burghy, la Storia di un Successo Italiano che Mise in Crisi McDonald’s, su Smartweek, 3 marzo 2017. URL consultato il 13 maggio 2019.
  4. ^ Taino Danilo, McDonald's si mangia Burghy, in Corriere della Sera, 22 marzo 1996. URL consultato l'11 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2011).

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica