Casalinga con bambino nel Giappone del periodo Meiji.

Una casalinga è una donna che attende alle faccende domestiche in casa propria e non ha altra professione.[1]

Rispetto al lavoro svolto da una collaboratrice familiare all'attività della casalinga viene spesso riconosciuto, anche in sede giurisprudenziale, un maggiore valore in termini di cura, educazione e assistenza ai familiari (figli e/o marito).[2]

Indice

Storia e diffusioneModifica

 
Manifesto di propaganda bellica statunitense rivolto alle casalinghe
 
Una casalinga tedesca (1956)

Nelle famiglie del mondo agricolo, che hanno prevalso numericamente in buona parte delle società occidentali almeno fino alla fine dell'Ottocento, il ruolo della donna non era quello di casalinga: essa collaborava infatti attivamente ai lavori agricoli, sia pure specializzandosi in quelli giudicati meno faticosi[3], e anche nelle famiglie operaie le donne generalmente dovevano lavorare fuori casa per contribuire al reddito familiare.[4]

Con lo sviluppo economico il diffondersi di un certo benessere permise a fasce della popolazione abbastanza vaste di fare a meno del lavoro femminile retribuito e di concentrare l'attività della padrona di casa sulla cura dei figli e sui lavori domestici. Il ruolo della casalinga come protagonista della famiglia oggi considerata tradizionale raggiunse la sua apoteosi, in Italia ed in altre società europee, negli anni centrali del Novecento. Nel primo dopoguerra molti regimi totalitari valorizzarono infatti la famiglia - e quindi la casalinga - come principale luogo della trasmissione ai giovani dei valori. Anche nelle nazioni che si definivano democratiche i governi si operarono per coinvolgere le famiglie e le donne di casa nell'impegno bellico, ad esempio tramite la preparazione di generi di conforto da inviare alle truppe[5] o la raccolta di materiali da riutilizzare per la produzione di armamenti.

A partire dalla fine degli anni Cinquanta questo modello familiare entrò però progressivamente in crisi così che per molte donne lo svolgimento dei lavori domestici e la cura dei figli come unica attività divenne sempre meno allettante.[6] Tra i fenomeni che vengono citati come cause di tale modifica del modello culturale, oltre al diffondersi di idee legate al femminismo (che ritenevano la dipendenza economica della moglie dal reddito del marito come un fatto negativo) vengono anche citati il diffondersi dell'istruzione superiore alle donne e le conseguenti maggiori opportunità ed aspettative professionali.[7]

Nel periodo del boom economico degli anni Sessanta alla famiglia mono-reddito basata a livello economico sulle entrate del marito si sostituitì molto spesso una famiglia dove entrambi i coniugi lavoravano fuori casa. Negli ultimi decenni del Novecento è stato lo stesso concetto famiglia a subire una profonda crisi, e sono diventate comuni famiglie mono-parentali o composte da una sola persona.[8] La crisi economica però, bloccando l'ingresso di molte donne nel mondo del lavoro, ha tenuto alto il numero delle casalinghe. Ad esempio in Italia nel 2013 secondo le rilevazioni ISTAT le casalinghe erano circa 7,5 milioni, a fronte di 9,3 milioni di donne occupate.[9]

NormativaModifica

I lavori casalinghi non retribuiti vengono normati o supportati in vari modi dalla legislazione e dalla pubblica amministrazione in vari paesi. Ad esempio in Italia dal 1997 è attivo un fondo previdenziale dedicato alle persone di più di 16 anni che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari.[10]

In Brasile il lavoro domestico è regolato dalla legge 8.212 del 24 luglio 1991, che ne norma gli aspetti previdenziali.[11] Secondo la legislazione del paese una persona che svolge lavoro casalingo può usufruire di diritti che erano un tempo riservati ai lavoratori dipendenti come la pensione di invalidità, quella di vecchiaia o quella per anzianità di servizio. Per alcuni benefici quali contributi in caso di malattia o il salario di maternità è necessario un determinato numero minimo di mesi di contribuzione.[12]

Nell'immaginario collettivoModifica

Lo stereotipo della donna di casa è stato formulato in alcune società dove la figura della casalinga è stata o rimane tuttora rilevante, con espressioni ormai entrate nell'uso comune. Possono, ad esempio, essere citate in Germania la Casalinga sveva (Schwäbische Hausfrau, austera portatrice di un ethos di saggezza frugale e parsimoniosa) e, in Italia, la Casalinga di Voghera (che rappresenterebbe una fascia della popolazione italiana piccolo-borghese, dal basso livello di istruzione e che esercita dei lavori piuttosto semplici) . Tali espressioni vengono usate di frequente nel dibattito politico ed economico, tanto da essere assurte alla dimensione miti collettivi[13].

Anche la serie televisiva statunitense Desperate Housewives (casalinghe disperate), che descrive in modo impietoso il cosiddetto American way of life, è presto uscita dall'ambito del puro intrattenimento per diventare un vero e proprio fenomeno culturale.

NoteModifica

  1. ^ Casalinga, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ AA.VV., Infortunistica nella circolazione stradale nel lavoro nello sport, CEDAM, anno 2012
  3. ^ Dai campi alle filande. Famiglia, matrimonio e lavoro nella "pianura dell'Olona" (1750-1850), Elena De Marchi e Franco Angeli, anno 2009, vedi Google books
  4. ^ Tra fabbrica e società: mondi operai nell'Italia del Novecento, Volume 33, Stefano Musso, Feltrinelli Editore, anno 1999, vedi Google books
  5. ^ Donne e propaganda internazionale. Percorsi femminili tra Italia e Stati Uniti nell’età della Grande Guerra, Daniela Rossini, ed. FrancoAngeli, vedi Google books
  6. ^ L'Italia repubblicana nella crisi degli anni Settanta: culture, nuovi soggetti, identità, Cecilia Dau Novelli, Rubbettino Editore, anno 2003, vedi Google books
  7. ^ Il santo del giorno, Enrico Pepe, ed. Città Nuova, anno 2009, vedi Google books
  8. ^ Corporate family responsibility e work-life balance, Guglielmo Faldetta, FrancoAngeli, anno 2008, vedi Google books
  9. ^ Italia ancora Paese di casalinghe, sono 7,5 milioni, articolo del 7 marzo 2015 , ANSA, on-line su www.ansa.it
  10. ^ Fondo casalinghe, INPS, scheda su www.inps.it
  11. ^ LEI Nº 8.212, DE 24 DE JULHO DE 1991, Presidência da República, on-line su www.planalto.gov.br
  12. ^ Aposentadoria de Dona de Casa – Como Funciona, pagina su socialprevidencia.net
  13. ^ Heiner Flassbeck, Zehn Mythen der Krise, (p. 22)

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