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Castel Tirolo
Schloss Tirol
Tirol Schloss 01.jpg
Castel Tirolo visto dall'omonimo borgo
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneTrentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
CittàTirolo
Coordinate46°41′39.14″N 11°08′42.1″E / 46.694206°N 11.145028°E46.694206; 11.145028Coordinate: 46°41′39.14″N 11°08′42.1″E / 46.694206°N 11.145028°E46.694206; 11.145028
Mappa di localizzazione: Trentino-Alto Adige
Castel Tirolo
Informazioni generali
TipoCastello
Altezza644 s.l.m.
Inizio costruzioneXI secolo
Proprietario attualeProvincia autonoma di Bolzano
Sito web
Informazioni militari
NoteVisitabile dal 15 marzo ai primi di dicembre di ogni anno
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Castel Tirolo (Schloss Tirol in tedesco), situato presso Tirolo (Provincia autonoma di Bolzano), è il maniero da cui ebbero origine i conti del Tirolo e la culla del territorio che da loro prese il nome.

StoriaModifica

La balza su cui sorge è stata abitata fin dalla preistoria. Sono stati rinvenuti anche oggetti e sepolture risalenti all'alto Medioevo. Gli archeologi nel 1993 hanno anche scoperto una chiesa paleocristiana.[1] Si trattava - si scoprì poi - di tre chiese, costruite l'una sui resti dell'altra, la più antica delle quali, con le fondazioni in muratura e la struttura in legno, risale alla tarda epoca romana. La seconda è invece del VI secolo (anche se sul suo utilizzo come edificio di culto prima della successiva aggiunta dell'abside ancora si discute[2]); la costruzione più recente, a tre absidi, risale all'VIII-XI secolo.

Il primo insediamento fortificato risale all'XI secolo, tracce del quale si trovano nei sotterranei del palazzo signorile, a sud, e della annessa cappella.

La seconda fase di costruzione è datata 1139-1140, epoca al quale risale il mastio. Si tratta di una torre quadrata, le cui mura alla base hanno uno spessore di oltre 5 metri. Della costruzione originaria rimangono solo i primi tre piani. Non è chiaro se la costruzione sia stata interrotta per l'edificazione del vicino refettorio (la Mushaus, cominciata nel 1172 e più volte rimaneggiata fino al XX secolo) o se sia stata danneggiata nell'incendio del 1302. Di certo nel 1532 un documento ne parla come di un rudere, e così risulta anche nella più antica raffigurazione (1620). È stato completato tra il 1902 e il 1904, con pietre recuperate da un vicino maso medievale andato distrutto per un incendio nel 1900.

La terza grande fase di costruzione avviene sotto il conte Mainardo II, attorno alla metà del XIII secolo. Mainardo fece costruire un altro palazzo, sul versante est, di cui oggi non c'è più traccia: è stato "inghiottito" dalla sottostante forra dei castagni (ted.: Köstengraben), le cui acque hanno eroso la roccia fino al crollo dell'edificio. L'attuale edificio e il camminamento risalgono al XIX secolo. Allo stesso periodo si fa risalire la sopraelevazione della cappella: la parte inferiore è consacrata a San Pancrazio, quella superiore, riservata alla nobiltà, a santa Elisabetta d'Ungheria.

Vi soggiornò per anni la contessa Margherita, ultima della sua dinastia. Il castello rimase la residenza principale della contea fino al 1420, quando Federico IV d'Asburgo trasferì la propria sede ad Innsbruck.

Molto importanti sono i portali romanici del palazzo e della cappella, ricchi di bassorilievi. Tra gli storici non c'è accordo sulla data e sull'origine di questi portali: per alcuni sarebbero addirittura - almeno parzialmente - da far risalire alla chiesa a tre absidi i cui resti sono stati trovati poco distanti, per altri commissionati dal conte Alberto III di Tirolo.

Il museoModifica

Oggi il castello ospita il museo storico-culturale della provincia di Bolzano, aperto al pubblico dal 15 marzo fino ai primi di dicembre di ogni anno.[3]

Il centro recupero avifaunaModifica

Nelle immediate vicinanze si trova un centro recupero avifauna, fondato nel 1989 in Valle Aurina e trasferito nei pressi del castello nel 1998. È un'attività indipendente e non gestita dal museo provinciale di Castel Tirolo.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Gertrud Mras, Die Grabplatte der Lobecena aus der frühmittelalterlichen Kirche auf dem Burghügel von Schloss Tirol aus epigraphischer Sicht, in "Tiroler Heimat", 68, 2004, pp. 5-10.
  2. ^ Castel Tirolo - Chi fu Lobecena? Archiviato l'11 maggio 2006 in Internet Archive.
  3. ^ www.casteltirolo.it.

BibliografiaModifica

  • (DE) Martin Bitschnau, Walter Hauser, Baugeschichte der Burg Tirol im Hochmittelalter (1077/1100-1300). Vorbericht über die bauhistorischen Untersuchungen 1986-1994, in «Tiroler Heimat», 59 (1995), pp. 5–18.
  • Il Segreto della Turris Parva. Tracce di storia medievale a Castel Tirolo. Con contributi di Martin Bitschnau, Walter Hauser, Petr Hlaváček, Barbara Lanz, Martin Mittermair, Wolfgang Neuner, Kurt Nicolussi, Walter Oberhuber, Hannes Obermair, Klaus Oeggl, Harald Stadler, Irene Tomedi. NEARCHOS, Numero Speciale 1, 1998. ISBN 39-00-77318-1.
  • (DE) Thomas Biller (a cura di), Schloss Tirol: Saalbauten und Burgen des 12. Jahrhunderts in Mitteleuropa (Forschungen zu Burgen und Schlössern, 4), Monaco, Wartburg-Gesellschaft, 1998. ISBN 3-422-06225-4
  • Kindl Ulrike e Baccin Alessandro, Il Codice Brandis. I castelli del Burgraviato, della Val Venosta e dell'alta Valle dell'Inn, Rovereto, Osiride, 2018, ISBN 978-88-7498-287-5.

Voci correlateModifica

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