Chamaeza meruloides

specie di uccello

Il tordo formichiero di Such o formicario di Such (Chamaeza meruloides Vigors, 1825) è un uccello passeriforme della famiglia Formicariidae[2].

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Tordo formichiero di Such
Chamaeza meruloides - Such's Anttrush; Iporanga, São Paulo, Brazil.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Tyranni
Infraordine Furnariides
Famiglia Formicariidae
Genere Chamaeza
Specie C. meruloides
Nomenclatura binomiale
Chamaeza meruloides
Vigors, 1855

EtimologiaModifica

Il nome scientifico della specie, meruloides, deriva dall'unione della parola latina merula ("merlo") con l'aggiunta del suffisso di origine greca -οιδης (-oidēs, "simile a"), col significato di "simile a un merlo", in riferimento all'aspetto di questi uccelli: il loro nome comune, invece, rappresenta un omaggio a George Such, che ne raccolse nel nord del Rio de Janeiro i due esemplari (poi andati perduti) utilizzati per la descrizione scientifica della specie[3].

DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Misura 19-19,5 cm di lunghezza, per 65,7-76,7 g di peso[4].

AspettoModifica

Si tratta di uccelli dall'aspetto paffuto e massiccio, muniti di testa arrotondata con becco sottile e appuntito, ali corte e arrotondate, zampe allungate e coda corta e squadrata.

Il piumaggio si presenta di colore bruno su testa, dorso e ali, con tendenza a schiarirsi su queste ultime, nonché sulla coda, anche in questo caso scurendosi: codione e sottocoda sfumano nel rossiccio (più chiaro e tendente all'arancio inferiormente), mentre sopracciglio, gola ed una banda a forma di mezzaluna sulla guancia sono di colore bianco. Di quest'ultimo colore sono anche la porzione centrale del petto e del ventre, mentre le aree laterali di queste due aree, oltre che i fianchi ed il basso ventre, presentano penne con base e area laterale di colore bruno, a dare un aspetto screziato.

Il becco è nerastro, mentre le zampe sono di color carnicino: gli occhi sono di colore bruno scuro.

BiologiaModifica

Si tratta di uccelli diurni e tendenzialmente solitari, che si muovono quasi esclusivamente al suolo, pronti a rifugiarsi nel folto della vegetazione al minimo segnale di pericolo.

Il richiamo del tordo formichiero di Such consiste in un'insolitamente lunga (20-40 secondi) sequenza di singole note fischianti e ascendenti (1,2–1,8 kHz)[4].

AlimentazioneModifica

Sebbene la dieta di questi animali rimanga in larga parte sconosciuta, essa molto verosimilmente si basa principalmente su insetti ed altri piccoli artropodi rinvenuti al suolo.

RiproduzioneModifica

Mancano informazioni riguardo alla riproduzione di questi uccelli, tuttavia si ha motivo di ritenere che essa non differisca in maniera significativa, per modalità e tempistica, da quanto osservabile nelle specie congeneri.

Distribuzione e habitatModifica

Il tordo formichiero di Such è endemico del Brasile, del quale popola la fascia costiera della regione sud-orientale, dall'area di confine fra Minas Gerais ed Espírito Santo a sud fino al nord-est del Santa Catarina: popolazioni isolate di questi uccelli sono presenti anche nella porzione costiera centrale del Bahia.

L'habitat di questi uccelli è rappresentato dalla mata atlantica collinare e montana e dalle aree più aperte nelle immediate circostanze di essa, fra i 200 ed i 1550 m di quota[4].

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Chamaeza meruloides, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ (EN) F. Gill e D. Donsker (a cura di), Family Formicariidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 20 gennaio 2019.
  3. ^ Pacheco, J. F. & Whitney, B. M., On the origin of some birds collected by George Such, and the type localities of several forms, in Auk, vol. 114, n. 2, 1997, p. 303–305.
  4. ^ a b c (EN) Cryptic Antthrush (Chamaeza meruloides), su HBW Alive. URL consultato il 20 gennaio 2019.

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