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Chelonia mydas

specie di animale della famiglia Cheloniidae

DescrizioneModifica

Si distingue dalle altre tartarughe marine per il carapace dotato di quattro paia di scuti costali, una sola placca prefrontale sulla testa, che è robusta, voluminosa ed arrotondata, la punta del becco corneo della mascella superiore non ricurva ad uncino e gli scudi del carapace mai embricati.
Il maschio si differenzia dalla femmina per la coda più robusta (più larga e lunga) e per le unghie degli arti anteriori più lunghe.
La colorazione della corazza è bruno-olivastra, con striature e macchie gialle o marmorizzate. Gli esemplari giovani sono più uniformemente bruno-olivastri, con gli arti bordati di giallo. L'adulto è lungo fino a 140 cm circa, con un peso che può raggiungere i 500 kg.

BiologiaModifica

Il suo stile di vita è simile a quello della tartaruga comune (Caretta caretta), dalla quale differisce soprattutto per le imponenti migrazioni, anche di 2000 km, che a migliaia gli adulti compiono in gruppo spostandosi dalle zone dove sostano per cibarsi a quelle di accoppiamento e ovodeposizione. È ritenuta la più adatta al nuoto fra le tartarughe viventi.

AlimentazioneModifica

Si nutre prevalentemente di fanerogame marine e per questo la si rinviene soprattutto in aree ricche di praterie sommerse.

RiproduzioneModifica

La stagione riproduttiva va da luglio a marzo. La femmina si accoppia e depone le uova ogni 2-3 anni: sulla spiaggia, scava con le natatoie 5-7 buche nelle quali, ad intervalli di 10-15 giorni, depone circa 100 uova a guscio bianco e molle, per un numero complessivo stagionale di circa 500 unità. L'incubazione dura 50-60 giorni, in dipendenza delle condizioni climatiche. Si calcola che solo un neonato su 500 riesca a raggiungere la maturità sessuale.

Distribuzione e habitatModifica

La specie è cosmopolita di mari tropicali e subtropicali. Vive in acque pelagiche e costiere, in vicinanza delle barriere coralline e di coste sabbiose, dalla superficie fino a 30-40 metri di profondità.

È presente anche nel Mediterraneo con alcuni siti di nidificazione concentrati soprattutto nella parte sud-occidentale[senza fonte].

Nel 2009 ne sono stati rinvenuti pochissimi esemplari anche lungo le coste italiane, precisamente nel Golfo di Manfredonia[3] e in Sardegna non lontano da Castelsardo[4].

 
Areale di C. mydas (in azzurro). I cerchi rossi indicano i siti di nidificazione maggiori, quelli gialli siti di nidificazione minori.

Stato di conservazioneModifica

La IUCN Red List classifica C. mydas come specie in pericolo di estinzione (Endangered).[1]

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Seminoff 2004, Chelonia mydas, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2018.2, IUCN, 2018.
  2. ^ Chelonia mydas, in The Reptile Database.
  3. ^ "A Manfredonia nuota la tartaruga verde", in la Repubblica, 1º agosto 2009.
  4. ^ Cristina Nadotti, "Una tartaruga verde trovata in Sardegna", in la Repubblica, 13 agosto 2009.

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