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Cheloniidae

famiglia dell'ordine dei Testudinati

DescrizioneModifica

Le dimensioni dei Chelonidi variano dai 75 cm della tartaruga di Kemp ai 213 cm della tartaruga caretta, che può raggiungere un peso di 450 kg. Hanno guscio piatto, affusolato e coperto di scudi, arti simili a pinne e cranio completamente ricoperto, non retrattile nel guscio.

BiologiaModifica

La dieta dei Chelonidi, principalmente carnivora (a eccezione della tartaruga verde, che da adulta si nutre di fieno marino), comprende spugne, meduse, mitili, granchi, cirripedi, ricci e pesci.

Entrambi i sessi migrano dall'area in cui si alimentano verso quella in cui nidificano, dove la femmina si riproduce seguendo un ciclo che va da 1 a 3 anni. Le uova, sferiche e in numero di 80-200, vengono deposte in covate multiple, a intervalli di 10-30 giorni.

ClassificazioneModifica

Generi esistentiModifica

La famiglia comprende 6 specie, suddivise in 5 generi:[1][2]

CladogrammaModifica

Di seguito è riportato un cladogramma che mostra i rapporti filogenetici delle tartarughe marine viventi ed estinte della famiglia Cheloniidae basata sugli studi di Lynch & Parham (2003)[3] e Parham & Pyenson (2010):[4]

Pancheloniidae (=Cheloniidae sensu lato
 

Toxochelys


 
 

Mexichelys


 
 

Lophochleyinae


 
 

Euclastes


 
 

Argillochelys


 

Eochelone


 
 
 

Erquelinnesia


 

Pacifichelys



 
 

Puppigerus


 Cheloniidae (sensu stricto
 

Syllomus


 
 

Procolpochelys


 
 

Chelonia mydas


 

Natator depressus



 
 

Eretmochelys imbricata


 Carettini 
 Lepidochelys 
 

Lepidochelys kempii


 

Lepidochelys olivacea



 

Caretta caretta













Generi estintiModifica

Il seguente elenco di generi di chelonidi estinti (sensu lato) è stato pubblicato da Hirayama & Tong, nel 2003, se non diversamente specificato.[5]

NoteModifica

  1. ^ Cheloniidae, in The Reptile Database. URL consultato il 3 marzo 2012.
  2. ^ Rhodin, Anders G.J.; Paul van Dijk, Peter; Inverson, John B.; Shaffer, H. Bradley. Archiviato il 17 luglio 2011 in Internet Archive.(pdf). pp. 000.89–000.138. Archived from the original on 2010-12-15. Retrieved 2010-12-15.
  3. ^ S.C. Lynch e Parham, J.F., The first report of hard-shelled sea turtles (Cheloniidae sensu lato) from the Miocene of California, including a new species (Euclastes hutchisoni) with unusually plesiomorphic characters (PDF), in PaleoBios, vol. 23, nº 3, 2003, pp. 21–35.[collegamento interrotto]
  4. ^ James F. Parham e Nicholas D. Pyenson, New Sea Turtle from the Miocene of Peru and the Iterative Evolution of Feeding Ecomorphologies since the Cretaceous, in Journal of Paleontology, vol. 84, nº 2, 2010, pp. 231–247, DOI:10.1666/09-077R.1.
  5. ^ Hirayama, R., & Tong, H. (2003). "Osteopygis (Testudines: Cheloniidae) from the Lower Tertiary of the Ouled Abdoun phosphate basin, Morocco."[collegamento interrotto] Palaeontology, 46(5): 845-856.
  6. ^ Myers, T.S., Polcyn M.J., Mateus O., Vineyard D.P., Gonçalves A.O., & Jacobs L.L. (2017). "A new durophagous stem cheloniid turtle from the lower Paleocene of Cabinda, Angola." Papers in Palaeontology 1-16.
  7. ^ I.G. Danilov, A.O Averianov e A.A. Yarkov, Itilochelys rasstrigin gen. et sp. nov., a new hard-shelled sea turtle (Cheloniidae sensu lato) from the Lower Palaeocene of Volgograd Province, Russia (PDF), in Proceedings of the Zoological Institute RSA, vol. 314, nº 1, 2010, pp. 24–41.

Voci correlateModifica

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