Chiesa di San Teodoro (Pavia)

Basilica di San Teodoro
825PaviaSTeodoro.JPG
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàPavia
Religionecattolica di rito romano
TitolareSan Teodoro di Pavia
Diocesi Pavia
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzioneXII secolo

Coordinate: 45°10′59″N 9°09′05″E / 45.183056°N 9.151389°E45.183056; 9.151389

La basilica di San Teodoro è una chiesa di impianto tardo romanico situata nel centro storico di Pavia. Risalente al XII secolo, l'aspetto originario è stato ripristinato con i restauri effettuati a cavallo del Novecento. Ospita cicli di affreschi rappresentanti le storie di sant'Agnese e san Teodoro e due importanti affreschi attribuiti a Bernardino Lanzani con vedute di Pavia del XVI secolo.

StoriaModifica

La basilica fu edificata su una precedente chiesa altomedievale dedicata a sant'Agnese sorta in epoca longobarda alla metà dell'VIII secolo, gestita dai chierici dei monaci di San Colombano di Bobbio e legata all'attività del vescovo Teodoro[1]. Successivamente la basilica, dopo che vi furono trasferite le spoglie, venne intitolata a san Teodoro.

La chiesa sorge su un terrazzamento naturale digradante verso il Ticino in una zona della città anticamente abitata da pescatori, barcaioli e commercianti che svolgevano le loro attività lungo il fiume. È probabile che proprio le associazioni corporative di questi mestieri abbiano avuto una parte decisiva nella costruzione della chiesa dedicata al santo[2] che veneravano come patrono e che fu Vescovo di Pavia alla metà dell'VIII secolo, nel periodo di passaggio dalla dominazione longobarda a quella carolingia

La chiesa fu rimaneggiata nel 1510 e nel 1692-1693. Infine è stata riportata nelle forme originarie coi restauri del 1887 e del 1904-1909.

DescrizioneModifica

San Teodoro è stata edificata in stile tardo romanico in cotto lombardo. Ha impianto basilicale con tre absidi, di cui quella centrale è più profonda, articolato in tre navate di tre campate ciascuna, con il transetto appena accennato. La navata centrale è larga il doppio di quelle laterali. La copertura è a volte a crociera rette da pilastri cruciformi di tipo romanico non perfettamente allineati. Le campate corrispondenti al transetto hanno volta a botte. Al di sopra del transetto è posto il tiburio, suddiviso in una parte inferiore, costituita da una galleria di archi su colonnine, e da una superiore di dimensioni inferiori. Il tutto è sovrastato da una lanterna cinquecentesca. Sul lato meridionale sono disposti la sacrestia e il campanile della metà del XVI secolo. Sul fianco sinistro, pittoresco per la sapiente contrapposizione dei volumi, si apre una porta laterale che reca nella lunetta un affresco duecentesco con la Madonna e il Bambino.

La facciataModifica

Durante i restauri della facciata sono stati ripristinati il profilo a capanna, la galleria superiore ed è stata aperta una trifora che ha preso il posto del rosone cinquecentesco. Sulla facciata vi sono numerosi bacini ceramici presenti anche nelle altre chiese romaniche pavesi, ad esempio la Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro.

InternoModifica

 
L'interno

Il presbiterio è rialzato sulla cripta risalente al XIII secolo. Nel transetto meridionale sono affrescate le Storie di Sant'Agnese, opera di un ignoto artista degli inizi del cinquecento. Nella prima campata della navata destra è collocato un altare barocco che ospita una statua lignea della Vergine in trono fra due angeli.

La storia di San TeodoroModifica

Sulla parete sinistra del transetto si trova l'affresco con la storia di san Teodoro, realizzato nel 1514 nell'ambito del rinnovo della decorazione della chiesa voluto da Luchino Corti, come attesta l'iscrizione posta nella cornice superiore.

Il ciclo è composto da 12 riquadri, disposti in tre fasce con scene descritte nei minimi particolari. Ogni episodio è accompagnato da una didascalia posta sotto il dipinto. Il ciclo si basa sulla tradizione che vuole Teodoro salvatore della città longobarda, assediata invano da Carlo Magno in quanto protetta con miracoli dal suo vescovo. La storia illustrata del Santo inizia con un angelo che appare al re longobardo Desiderio per suggerirgli l'elezione di Teodoro a vescovo di Pavia e si conclude con la sua morte. In realtà Teodoro, vescovo di Pavia tra il 770 e il 785, visse i primi anni in esilio e rientro in città dopo la vittoria dei Franchi nel 774.[3] Interessanti sono alcune scene in cui sono rappresentati particolari della città dell'epoca.

Due fasce, sopra l'arco di accesso al transetto e sopra il catino absidale di sinistra, rappresentano la morte di san Teodoro e il suo funerale.

Altre opereModifica

 
Statua di San Teodoro, marmo, XIV secolo.

Davanti della cripta è collocata una statua marmorea policroma risalente al Trecento di San Teodoro che reca in mano la rappresentazione simbolica della città di Pavia. Sui pilastri della chiesa sono presenti numerosi affreschi votivi del XIII secolo.

 
Uno dei due affreschi raffiguranti Pavia

Nella prima campata della navata sinistra, dietro il battistero, vi sono due affreschi con viste di Pavia (1522) attribuiti a Bernardino Lanzani. La chiesa conserva anche una grande tela, opera di Carlo Antonio Bianchi, raffigurante la Madonna con i Santi Michele e Lorenzo.

Nel 1998, durante i lavori per il rifacimento dell'impianto di riscaldamento, nella prima campata della navata destra, è stato scoperto un mosaico medievale con scene contornate da fasce con motivi decorativi e iconografici tipici del repertorio romanico. Il mosaico potrebbe essere stato ricoperto a causa di interventi dovuti ai cedimenti del terreno verificatisi in questa parte della chiesa. Una menzione particolare meritano pure gli affreschi del XIII secolo conservati sui pilastri della navata centrale.

Altare maggioreModifica

L'altare maggiore custodisce le spoglie di San Teodoro. L'altare reca un paliotto con cinque tavolette ad olio, attribuite a Perin del Vaga, che presentano episodi della vita del santo.

CriptaModifica

 
la cupola romanica

La cripta ospita l'arca in granito di San Teodoro e il monumento funerario del prevosto Luchino Corti, della prima metà del Cinquecento. Sulle pareti sono presenti tracce d'affreschi quattrocenteschi. Sul fronte della cripta si conserva una parte consistente della decorazione originaria che, coperta da strati di intonaco e costruzioni successive, fu riportata in luce dai restauri. A lato della porta d'ingresso alla cripta si scorgono le figure di Costantino e di Sant'Elena con la Croce. Seguono, procedendo verso destra, Santa Maria Maddalena, San Giovanni Battista, San Pietro crocefisso, Madonna in trono Santo Stefano e il Cristo, tutte opere del Duecento. Appoggiata alla fronte della cripta, è una statua in marmo policromo del XIV secolo rappresentante San Teodoro che reca in mano la rappresentazione simbolica di Pavia.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Chiesa di S. Teodoro - complessoPavia (PV) su Lombardiabeniculturali.it
  2. ^ Paola Resegotti e Daniela Preda (1995), pagg. 21-22
  3. ^ Linda Lucini, San Teodoro e il sogno di re Desiderio, La Provincia Pavese, 22 gennaio 2008

BibliografiaModifica

  • Faustino Gianani, San Teodoro: vescovo di Pavia: il santo, la basilica, i tesori, Succ. Fusi, Pavia, 1961
  • Paola Resegotti e Daniela Preda, La Basilica di San Teodoro in Pavia: tra arte e storia, Edizioni Cardano, Pavia, 1995
  • A. Segagni Malacart, L'architettura romanica pavese, in Storia di Pavia, III/3, L’arte dall’XI al XVI secolo, Milano, Banca Regionale Europea, 1996, pp. 115- 227.
  • Pavia arte sacra ritrovata. Tesori scelti dall'inventario diocesano, a cura di G. Sozzi, G. Bozzini, Bergamo, Grafica & Arte, 2006, pp. 140- 141.

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