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San Siro di Pavia
Castelletto monferrato-chiesa san siro particolare.jpg
San Siro di Pavia sulla parrocchiale di Castelletto Monferrato
 

Protovescovo di Pavia

 
Nascita?, IV secolo
MortePavia, IV secolo
Venerato daChiesa cattolica
Santuario principaleCattedrale di Santo Stefano e Santa Maria Assunta
Ricorrenza9 dicembre
AttributiCesto con cinque pani e due pesci, bastone pastorale, mitra vescovile, pallio e altri paramenti liturgici.
Patrono diBorgo San Siro-Stemma.png Borgo San Siro
Castelletto Monferrato-Stemma.png Castelletto Monferrato
Castel Mella-Stemma.png Castel Mella
Coenzo
Diocesi di Pavia
Godiasco-Stemma.png Godiasco
Grandola ed Uniti-Stemma.pngGrandola ed Uniti
Lomazzo-Stemma.png Lomazzo
Lanzo d'Intelvi-Stemma.png Lanzo d'Intelvi
Montesiro
Pavia-Stemma.pngPavia
Paruzzaro-Stemma.png Paruzzaro
San Siro (Italia)-Stemma.png San Siro
San Siro (Bagnoli di Sopra)
San Siro (Milano)
Sospiro-Stemma.png Sospiro
Soresina-Stemma.pngSoresina
Rota d'Imagna-Stemma.png Rota d'Imagna

Siro (IV secoloPavia, IV secolo) è stato, secondo la tradizione, il primo vescovo di Pavia; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Le leggende agiograficheModifica

La storia di Siro ci è stata tramandata da una fonte agiografica, il manoscritto del XIV secolo De laudibus Papiæ. Secondo questa fonte Siro sarebbe stato il ragazzo che portò le ceste di pani e di pesci che poi Gesù moltiplicò: «Vi è qui un fanciullo con cinque pani d'orzo e due pesci - aveva detto Andrea - che cos'è mai questo per tanta gente?». Sempre secondo questa tradizione Siro avrebbe poi seguito Pietro a Roma e sarebbe stato da lui inviato nella Pianura Padana a predicare e a convertire quelle popolazioni. Divenne quindi il vescovo di Ticinum Papiæ il nome dato dai romani a Pavia. Sempre secondo questo scritto egli fu molto presente in tutta la regione predicando in tutte le principali città. Questo ne fa un motivo di vanto per i devoti di Pavia che possono dire che il loro primo vescovo sia anteriore al primo vescovo di Milano, da cui Pavia dipende ecclesiasticamente.

Un'altra Vita del santo risalente all'VIII secolo fa risalire il vescovado non a un discepolo di Pietro, ma a Sant'Ermagora, a sua volta discepolo di Marco evangelista e fondatore della diocesi di Aquileia. Storicamente, poiché il terzo vescovo di Pavia, Evenzio (o Invenzio), è accertato tra il 381 e il 397, il primo vescovo dovrebbe essere verosimilmente vissuto nel corso del IV secolo.

La vita di Siro sarebbe stata ricondotta al I secolo per attribuire la dignità di Chiesa apostolica alla diocesi pavese. Sant'Ambrogio (340-397) aveva portato a Milano un primato che Pavia poteva ottenere da Roma soltanto con il riconoscimento della dignità di Chiesa apostolica. La corretta genealogia episcopale di Pavia sarebbe stata ricostruita dal canonico Beretta[non chiaro],sulla base di un antico manoscritto, consentendo una datazione della vita di san Siro non antecedente al IV secolo[1]. In merita alla ricostruzione di questa diatriba storica, rileva dire che la famiglia Beretta è radicata nella storia milanese almeno dal XVII secolo.

Il cultoModifica

Inizialmente sepolto nella chiesa dei Santi Gervasio e Protasio di Pavia, dov'è conservato tuttora l'avello che ne costituì la prima sepoltura, il corpo del primo vescovo e patrono della città si trova adesso nella cappella a lui intitolata nel Duomo di Pavia, opera del Bramante. Dal 1969 san Siro non è più annoverato nel calendario universale dei santi della Chiesa cattolica. La festa liturgica ricorre il 9 dicembre.

Galleria d'ImmaginiModifica

Quadri e affreschiModifica

ScultureModifica

NoteModifica

  1. ^ Michele Chieppi, San Siro Primo Vescovo e Patrono della Città di Pavia (9 Dicembre), su archive.org, pp. 4-5 (di 13). URL consultato il 5 febbraio 2019 (archiviato il 5 febbraio 2019)., studio preliminare

BibliografiaModifica

  • Francesco Ogliari, La vita di San Siro, Selecta Editrice, 2007
  • N. Everett, The earliest recension of the Life of S. Sirus of Pavia in: Studi Medievali 43 (2002), 857-958.

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Controllo di autoritàVIAF (EN18363931 · ISNI (EN0000 0004 5303 9793 · LCCN (ENn80040791 · GND (DE131705180 · CERL cnp00821706 · WorldCat Identities (ENn80-040791