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Chiesa di Santa Maria della Carità (Brescia)

edificio religioso di Brescia
Chiesa di Santa Maria della Carità
Facciata portale e grisaglie Santa Maria della Carità Brescia.jpg
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
LocalitàBrescia-Stemma.svgBrescia
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Brescia
ArchitettoAgostino Avanzo
Stile architettonicoBarocco
Inizio costruzione1640
Completamentoultimi rifacimenti intorno alla metà del XVIII secolo

Coordinate: 45°32′23.24″N 10°13′25.62″E / 45.539788°N 10.223784°E45.539788; 10.223784

La chiesa di Santa Maria della Carità, conosciuta anche come chiesa del Buon Pastore poiché retta fino al 1998 dall'adiacente monastero omonimo, è una chiesa di Brescia, posta lungo via dei Musei, all'incrocio con via Gabriele Rosa. Impostata su una caratteristica pianta ottagonale, ospita un notevole apparato decorativo barocco e alcune opere, anche scultore, degne di nota.

Questa voce riguarda la zona di:
Via dei Musei
Visita il Portale di Brescia

StoriaModifica

La chiesa viene edificata a partire dal 1640 su progetto dell'architetto Agostino Avanzo per volere del sacerdote Pietro Franzoni, superiore del Pio Istituto delle Penitenti, e grazie al contributo economico della popolazione: il cantiere durerà fino al 1655. Il nuovo edificio si sovrappose al precedente, dedicato alla Maria Maddalena, con il ben preciso scopo di accogliere al suo interno una fedele riproduzione della Santa Casa di Nazaret, custodita nel Santuario della Santa Casa a Loreto, riproduzione che vi fu difatti posta nel 1658. Già nel 1654, comunque, la chiesa aveva ricevuto al suo interno il miracoloso affresco della Madonna della Carità, opera della fine del Quattrocento-inizio Cinquecento originariamente posta nel cosiddetto monastero di San Girolamo, retto dalle suore carmelitane, oggi ex Caserma Randaccio in via Lupi di Toscana[1]. Del santuario precedente si mantennero i due altari laterali e le relative pale, che furono ricollocati nella nuova chiesa e che ancora oggi sono presenti.

La struttura subì importanti rifacimenti dal 1730 in poi grazie all'interessamento del sagrestano Busi, nuovamente sostenuto dai fondi del popolo. L'altare maggiore viene sostituito da uno molto ricco e fastoso dei Calegari, in marmo, adornato da una elaborata balaustra sul davanti e, lateralmente, da due statue di Dionigi Cignaroli. Al centro fu posto l'affresco della Madonna della Carità. L'interno viene anche totalmente ridipinto: nel 1731 Giuseppe Orsoni affresca le pareti, mentre nel 1733 Bernardino Boni dipinge a olio le lunette sotto la cupola con i principali episodi della vita della Madonna. Anche la cupola, nel corso del secolo, sarà affrescata da Ferdinando Cairo e Luigi Vernazal. Nel 1744 viene eretto il portale d'ingresso e, poco dopo, vengono posizionate, ai lati della facciata, le due statue di Antonio Ferretti e Alessandro Calegari. Altre opera di rilievo è la posa del pavimento ad elaborati e complicati intarsi marmorei, conservatosi pressoché intatto. Nell'Ottocento verrà installato, sulla cantoria in controfacciata, un organo Tonoli.

Alla fine dell'Ottocento la giurisdizione della chiesa passò alle suore del vicino monastero del Buon Pastore, dal quale la chiesa prese il nome che tuttora l'accompagna accanto a quello originale. Nel 1998 le suore si trasferirono a Mompiano e, su disposizione del vescovo Bruno Foresti, l'amministrazione della chiesa fu trasferita alla parrocchia del Duomo.

Dal 1567 nel santuario si pratica la Santa Messa quotidiana, mentre la tradizione del Rosario risale al 1693.

StrutturaModifica

EsternoModifica

La facciata della chiesa è di genere tradizionale e non tradisce la conformazione ottagonale interna. Il colore dominante è l'ocra, che diventa giallo chiaro in corrispondenza delle lesene, che dividono la facciata in due ordini: lesene doriche su quello inferiore e corinzie su quello superiore. Sull'asse centrale si aprono il portale d'ingresso e, al di sopra, un grande finestrone rettangolare, mentre un timpano triangolare corona l'intera facciata. Ai lati di questa sono poste le due statue, prima citate, di Antonio Ferretti e Alessandro Calegari: in particolare quella di quest'ultimo, a destra, rappresenta una figura femminile che regge il modello di una casa, a testimonianza dell'originario scopo per cui la chiesa era stata costruita, cioè ospitare la riproduzione della Santa Casa.

PortaleModifica

Il portale della chiesa di Santa Maria della Carità è, di solito, l'unico particolare per cui questo edificio è ricordato frequentemente. Le due colonne libere color ferro che lo compongono, difatti, provengono dall'antica Basilica di San Pietro de Dom, demolita nel 1603 per realizzare il Duomo nuovo: si tratta, perciò, di due delle sole dieci colonne giunte fino a noi delle ventotto originali che ne costituivano il colonnato interno. Il materiale che le compone è marmo egiziano scuro ed erano, a loro volta, già colonne di spoglio di epoca romana, probabilmente estratte nei pressi del foro romano della città. I capitelli ionici in sommità, ovviamente, sono successivi.

Interno e opereModifica

L'interno, come già detto, è impostato su una pianta ottagonale, dove è comunque favorito un asse principale grazie all'allineamento dell'ingresso e del grande altare maggiore, che si presenta come un grande involucro cubico in legno e marmo dentro il quale è custodita la riproduzione della Santa Casa di Loreto. Sulle pareti, diametralmente opposti e in linea ortogonale con l'asse centrale, si trovano i due altari laterali in legno, già contenuti nella precedente chiesa e qui ricollocati. In quello di sinistra è posta una pala raffigurante la Maria Maddalena di Antonio Gandino, a destra i Santi Sebastiano, Antonio e Rocco di Francesco Paglia, entrambe opere seicentesche. Sull'altare maggiore, invece, è conservato l'affresco staccato della Madonna della Carità.

Alla chiesa è annesso un piccolo santuario e la canonica dove sono custodite altre opere degne di interesse, fra cui lapidi, affreschi del Cinquecento facenti parte della precedente struttura e tele di vari autori.

Immagini dell'internoModifica

Organo a canneModifica

Sopra la cantoria in controfacciata è collocato l'organo Tonoli[2], costruito nel XIX secolo e modificato nei primi decenni del Novecento. Lo strumento, a trasmissione completamente meccanica, ha una tastiera di 58 tasti ed una pedaliera retta, non originale, con 27 pedali; le manette che comandano i vari registri sono collocate in tre colonne, due alla destra della consolle e una alla sinistra. In base alla loro posizione nelle varie colonne, di seguito la disposizione fonica dello strumento:

Colonna alla sinistra della consolle - Secondo Organo
Violoncello 8' Bassi
Oboe 8' Soprani
Dolciana 4' Bassi
Dolciana 4' Soprani
Flutta 8' Soprani
Violino 8' Soprani
Colonna di sinistra della registriera - Concerto
Fagotto Dolce 8' Bassi
Tromba 8' Soprani
Clarone 4' Bassi
Corno Inglese 16' Soprani
Violone 8' Bassi
Flutta 8' Soprani
Violino 8' Soprani
Voce Umana
Due di Ripieno
Colonna di destra della registriera - Ripieno
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava 4' Bassi
Ottava 4' Soprani
Decimaquinta
Decima IX
Vigesima II
Due di Ripieno
Contrabbassi 16'+8' (al Pedale)

NoteModifica

  1. ^ Dépliant illustrativo della Chiesa di Santa Maria della Carità fornito all'interno
  2. ^ Fonte, da Organibresciani.it Archiviato il 24 giugno 2013 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

  • Francesco de Leonardis, Guida di Brescia, Grafo Edizioni, Brescia 2008
  • Dépliant illustrativo della Chiesa di Santa Maria della Carità fornito all'interno

Voci correlateModifica

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