Claude Lamoral I di Ligne

militare spagnolo
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Claude Lamoral I
Autor desconhecido - Retrato de Claude Lamoral.jpg
Claude Lamoral I di Ligne in un ritratto del XVII secolo. Oggi questo dipinto è conservato nel Museo nazionale delle Belle Arti, Rio de Janeiro
Principe di Ligne
Stemma
In carica 1641 –
1679
Predecessore Albert Henri
Successore Henri Louis Ernest
Viceré di Sicilia
In carica 1670 –
1674
Predecessore Francisco Fernández de La Cueva
Successore Francisco Bazán de Benavides
Governatore e Capitano generale dello Stato di Milano
In carica 1674 –
1678
Predecessore Antonio Lopez de Ayala Velasco y Cardeñas
Successore Juan Tomás Enríquez de Cabrera
Trattamento Sua Altezza Illustrissima
Altri titoli Principe d'Épinoy
Principe di Amblice
Principe del Sacro Romano Impero
Sovrano di Faignoles
Grande di Spagna
Marchese di Roubaix
Conte di Fauquemberg
Nascita Belœil, 8 ottobre 1618
Morte Toledo, 21 dicembre 1679
Dinastia Casato di Ligne
Padre Florent, I principe di Amblise
Madre Luisa di Lorena, signora di Busigny
Consorte Clara Maria di Nassau-Siegen
Figli Henri Louis Ernest
Louise Claire
François Albert
Nicolau
Claude Lamoral Alphonse
Marie Henriette
Francisca
Procope Hyacinthe
Ernestina Francisca
Charles Joseph
Vitor
Religione Cattolicesimo

Claude Lamoral I de Ligne, III principe di Ligne, principe di Epinoy, marchese di Roubaix e conte di Fauquemberg, spesso italianizzato in Claudio Lamoraldo (Belœil, 8 ottobre 1618Toledo, 21 dicembre 1679), è stato un militare spagnolo d'origine belga.

Fu Governatore e Capitano generale dello Stato di Milano dal 1674 al 1678.[1]

BiografiaModifica

Giovinezza e ascesaModifica

Nato a Belœil, Claude Lamoral era figlio di Florent, I principe di Amblise, succedette al fratello Alberto Enrico (1615–1641), come III principe di Ligne. Fu Principe del Sacro Romano Impero, Grande di Spagna e Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (1646).

MatrimonioModifica

Claude Lamoral sposò nel 1642 la vedova di suo fratello, Clara Maria di Nassau-Siegen.

Carriera militareModifica

 
Claude Lamoral in tenuta miliatre

Tra il 1649 ed il 1669, fu Capitano Generale della cavalleria spagnola dei Paesi Bassi spagnoli, la terza carica dopo Capitano Generale e Governatore delle Armi.

Carriera diplomaticaModifica

 
Dipinto di François Duchatel che commemora l'entrata di Lamoral in Londra nel 1660

Nel 1660 venne inviato come rappresentante del re di Spagna alla corte reale di Carlo II d'Inghilterra come primo ricognitore della monarchia inglese restaurata.

Carriera politicaModifica

 
Stemma vicereale di Claude Lamoral de Ligne a Siracusa.

Divenne quindi viceré di Sicilia (1670–1674), dove egli si concentrò nelle difese delle coste del Regno dai pirati turchi, i quali erano soliti attaccare la popolazione locale per rapirli e venderli come schiavi.[2]

Successivamente venne nominato Governatore del Ducato di Milano, rimanendo in carica dal 1674 al 1678.

Ultimi anni e morteModifica

Claude Lamoral, con la moglie Clara Maria, si dedicò negli ultimi anni della sua vita all'ampliamento del Castello di Belœil con uno spettacolare giardino di stile francese, di 25 ettari [3][4]. Morì il 21 dicembre 1679 a Toledo.

DiscendenzaModifica

Claude Lamoral e Clara Maria di Nassau-Siegen ebbero i seguenti figli:

  • Henri Louis Ernest di Ligne
  • Louise Claire, poi duchessa di Aveiro per matrimonio
  • François Albert
  • Nicolau
  • Claude Lamoral Alphonse, conte di Faucquenberg
  • Marie Henriette
  • Francisca
  • Procope Hyacinthe, marchese di Moÿ
  • Ernestina Francisca
  • Charles Joseph, II marchese di Arronches
  • Vitor

TitoliModifica

A Lamoral spettarono i seguenti titoli: Principe di Ligne; Principe di Amblice; Principe del Sacro Romano Impero; Sovrano di Faignoles; Cavaliere dell'Insigne Ordine del Toson d'Oro; Governatore e Capitano Generale dello Stato di Milano.[1]

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro

NoteModifica

  1. ^ a b Francesco Bellati, Serie de' governatori di Milano dall'anno 1535 al 1776, Milano, Giuseppe Richino Malatesta, stampatore regio camerale, 1776, p. 17.
  2. ^ Copia archiviata, su trapaniantica.it. URL consultato il 3 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
  3. ^ Sito Castello di Belœil, in inglese
  4. ^ Descrizione dei giardini attuali dal The Telegraph

Voci correlateModifica

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Controllo di autoritàVIAF (EN65076969 · ISNI (EN0000 0000 1719 3022 · GND (DE129104914 · BNF (FRcb14973884h (data) · CERL cnp00527629 · WorldCat Identities (ENviaf-65076969
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