Claudio di Savoia-Racconigi

marchese
Claudio di Savoia-Racconigi
Ritratto di Claudio di Savoia-Racconigi.png
Marchese di Racconigi
Stemma
In carica 1503 –
1521
Predecessore Francesco
Successore Bernardino I
Trattamento Sua Altezza Reale
Altri titoli Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
Governatore di Vercelli
Maresciallo generale di Savoia e Piemonte
Nascita Torino, 1445
Morte Racconigi, 1521
Dinastia Savoia-Racconigi
Padre Francesco di Savoia-Racconigi
Madre Caterina de Seyssel
Consorte Ippolita Borromeo
Religione Cattolicesimo

Claudio di Savoia-Racconigi (Torino, 1445Racconigi, 1521) fu marchese di Racconigi e Pancalieri con Sommariva.

BiografiaModifica

I primi anniModifica

Figlio di Francesco, marchese di Racconigi, e di sua moglie la nobildonna francese Caterina de Seyssel, Claudio nacque attorno al 1445. Nel 1476, appena maggiorenne, sposa la ricca nobildonna milanese Ippolita Borromeo, figlia dell'erede della contea di Arona, Giovanni Borromeo (figlio a sua volta del conte Vitaliano II) la quale gli porta in dote notevoli ricchezze che vanno da subito a rimpinguare le languenti casse del ramo dei Savoia-Racconigi, stabilendo nel contempo un legame tra i Savoia ed i Borromeo che risulterà in seguito politicamente altrettanto vantaggioso.

La fortunaModifica

Nel 1472, dopo la morte del duca Amedeo IX di Savoia e data la minore età del suo erede, Filiberto, il ducato di Savoia passò sotto la reggenza della duchessa vedova, Jolanda di Valois, che era sorella di re Luigi XI di Francia. Questa, in nome del figlio e per tutelare i confini del reame del defunto marito, decise di concludere un'alleanza col duca Carlo il Temerario di Borgogna, il quale però stava combattendo una guerra di espansione contro i cantoni della Confederazione Elvetica, motivo per cui anche la Savoia venne attirata in questo gorgo bellico, con un notevole dispendio di denaro. Prima ancora di ricorrere a prestiti e finanziamenti esterni, Carlo di Savoia-Racconigi intervenne a favore dei lontani cugini mettendo a disposizione la dote ricevuta dalla propria moglie nel 1476, venendo ricompensato con la nomina a governatore della città di Vercelli e col possesso del feudo e del castello di Sommariva Bosco. La gratitudine dei Savoia nei confronti di Claudio continuò anche quando nel 1478, alla morte di Jolanda, Filiberto venne dichiarato maggiorenne e poté prendere autonomamente le redini del governo del ducato: tra i suoi primi atti vi fu la nomina a Marescalco (ovvero "maresciallo") di Savoia nella persona di Claudio, marchese di Racconigi.

La caduta e la contrapposizione ai duchi di SavoiaModifica

La situazione mutò invece radicalmente con l'ascesa del fratello di Filiberto, Carlo I, il quale salì al potere alla prematura scomparsa del primo nel 1485. Sobillato dai nobili di corte ostili al marchese di Racconigi e intenzionato a liberarsi dei favoriti di sua madre e suo fratello, Carlo I decise di privare Claudio di tutte le cariche ricevute e dei feudi. Di fronte a questo affronto che coinvolgeva direttamente anche la famiglia dei Borromeo la cui dote della figlia Ippolita era stata posta in garanzia, Claudio decise in tutta fretta di portarsi a Milano per richiedere l'assistenza dei Borromeo e di riflesso anche degli Sforza, inviando nel contempo al castello di Sommariva un proprio piccolo esercito per tutelare i propri possedimenti di fronte a quella che vedeva come un'autentica usurpazione da parte del duca di Savoia. Qualche giorno dopo, infatti, il maggiordomo ducale Arrighino Valperga si portò a Sommariva per conto del duca per chiedere la restituzione del feudo come imposto dal duca sovrano ed ottenuta la conferma da Claudio stesso, si avviò verso Torino ma presso Carmagnola la sua carrozza venne assalita ed il Valperga finì ucciso.

Carlo I a questo punto decise di dichiarare Claudio ribelle e omicida e quest'ultimo decise pertanto di fuggire a Saluzzo, ponendosi sotto la protezione del locale marchese Ludovico II, anch'egli in lite coi Savoia per questioni territoriali e per la possibile successione al Marchesato di Monferrato.

Claudio, sempre più determinato a far valere i propri diritti ed a difendere quelli della somma di denaro della famiglia di sua moglie, nell'estate del 1486 decise di assediare le cittadine di Racconigi e Pancalieri, riuscendo a conquistarle entrambe ed a mantenerle sino al novembre di quello stesso anno quando un contingente militare guidato da Giovanni Antonio Secco (inviato dal duca di Milano in aiuto a quello di Savoia), non riesce a riassediare e riconquistare Racconigi che è costretta a pagare un riscatto di 1500 fiorini per non subire ulteriori danni o distruzioni.

La riconciliazione e gli ultimi anniModifica

Claudio conduce vita errante sino alla morte di Carlo I nel 1490, anno in cui moglie Bianca, in qualità di reggente del trono del marito per il figlio minorenne, decide di perdonare Claudio, nominandolo ciambellano di corte ed assegnandogli una cospicua pensione. Tra le richieste poste in essere da Claudio in questo periodo vi è anche la restituzione del feudo di Racconigi che venne accordata alla sua famiglia nel 1493; come prima azione proprio Claudio vorrà fortemente la fondazione del convento dei carmelitani della città, del quale assisterà alla cerimonia di posa della prima pietra.

Alla morte del padre Francesco nel 1503 gli succedette alla signoria di Racconigi, vivendo anni di tranquillità.

Claudio morì a Racconigi nel 1521.

Matrimonio e figliModifica

Claudio sposò a Milano nel 1476 la nobildonna Ippolita Borromeo, figlia del futuro Giovanni I, conte di Arona, e di Maria Cleofe Pio di Savoia dei Conti di Carpi. La coppia ebbe i seguenti figli:

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Ludovico di Savoia-Acaia Giacomo di Savoia-Acaia  
 
Margherita di Beaujeu  
Ludovico I di Savoia-Racconigi  
 
 
 
Francesco di Savoia-Racconigi  
Guy de Montbel, signore d'Entremonts Jean de Montbel, signore d'Entremonts  
 
Béatrix de Thoire et Villars, signora di Montelier  
Alice di Montbel  
Catherine de Maubec François de Maubec  
 
Alix de Grolée  
Claudio di Savoia-Racconigi  
Antoine de Seyssel, barone d'Aix Aymon de Seyssel, signore d'Aix  
 
Antoinette de Poitiers Valentinois  
Jean de Seyssel, signore di Barjact  
Jeanne de La Rochette Jean de La Rochette  
 
Marguerite de Montgelas  
Caterina de Seyssel  
Urbain de La Chambre, visconte di Moriana Jean de La Chambre, conte di Luille  
 
Jeanne de Chalon  
Marguerite de La Chambre  
Aimée de Corgenon Jean de Corgenon  
 
Jeanne de Saint-Trivier  
 

NoteModifica


Collegamenti esterniModifica