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Geografia fisicaModifica

Il Col di Lana si allunga alla sinistra della valle del Cordevole, delimitato a sudest dal rio Andraz, a sudovest dal Cordevole stesso, a nordovest dal torrente Ruaz. A nordest un'ampia vallata lo separa dal Setsas.

Il gruppo si articola in più cime che sono, a partire da sudest, il Panettone (2.125 m), il Cappello di Napoleone (2.200 m), il Col di Lana vero e proprio (2.452 m), la cima Sief (2.424) e il Col de la Roda (1.971).

EscursionismoModifica

 
La chiesetta in prossimità della cima; sullo sfondo il Civetta.

Tutte le cime sono raggiungibili attraverso i sentieri CAI 21 (Pieve di Livinallongo-Passo Sief), 21bis (Castello-Col di Lana) e dalle diverse varianti. Parte dei percorsi compongono l'anello detto "Teriol Ladin", costituito nel 1996 dal CAI di Livinallongo. Sulla cima principale sorgono una chiesetta e un bivacco.

Storia: la grande guerraModifica

Località di confine tra l'impero austroungarico e il Regno d'Italia, il Col di Lana è stato teatro di aspri combattimenti nel corso della prima guerra mondiale che hanno lasciato sul terreno circa 8.000 morti, in massima parte fanti (da cui il soprannome "Col di Sangue").

È noto in particolare l'episodio della mina fatta esplodere dai genieri italiani il 17 aprile 1916. Costituita da 5 tonnellate di gelatina dinamite, esplose alle 23:35 circa[1]. Una parte della montagna crollò per gli effetti dell'esplosione, causando la morte di circa 150 militari austriaci e consentendo agli italiani di occupare la vetta[2]. Nel 1917, a seguito della disfatta di Caporetto, gli italiani si dovettero però ritirare[1].

È ancora oggi possibile vedere l'enorme cratere lasciato dall'esplosione[1].

Sull'episodio è stato girato il film di Luis Trenker Montagne in fiamme.

NoteModifica

  1. ^ a b c La conquista del Col di Lana[collegamento interrotto] (PDF)
  2. ^ ANA - novantennale dello scoppio della mina[collegamento interrotto]

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

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