Comanche

popolazione di nativi americani
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Flag of the Comanche Nation.svg
La bandiera Comanche
 
Sottogruppi
  • Kewatsana
  • Kotsai
  • Kwahadie
  • Motsai
  • Nokoni
  • Patgusa
  • Penateka
  • Pohoi
  • Tanima
  • Wasaih
  • Yamparika[1]
Luogo d'origineest del Nuovo Messico, sud-est del Colorado e Kansas, tutto l'Oklahoma e buona parte del Texas occidentale
Popolazione20.000
Distribuzione
Oklahoma 5.000
Texas, California e Nuovo Messico 5.000

I Comanche sono una nazione di nativi americani, stanziata in epoca storica nella Comancheria (territorio che comprende attualmente l'est del Nuovo Messico, sud-est del Colorado e Kansas, tutto l'Oklahoma e buona parte del Texas occidentale).

Si calcola che la popolazione totale Comanche abbia raggiunto nel passato le 20.000 unità. Oggi la Nazione Comanche conta circa 10.000 membri, circa la metà abita nell'Oklahoma (principalmente a Lawton), l'altra metà nel Texas, California e Nuovo Messico.

Indice

Origine del nomeModifica

Il nome Comanche (pronunciato cuh-MAN-chee) apparso per la prima volta nei documenti nel 1706[2], proviene presumibilmente dal komon'teia UTE o kohmaths che significa "chi vuole combattere contro di me"[3] o dallo spagnolo che indica "strada principale". Il nome originale invece era Nermurnuh (Ne-me-ne, Nimenim, Nuumu) che sta per "Vero essere umano"[4]. I Comanche parlano una lingua Uto-Azteca[5], classificata anche come un dialetto Shoshone.

StoriaModifica

FormazioneModifica

 
Il territorio Comanche

I Comanche emersero come gruppo distinto subito dopo il 1700, quando si staccarono dal popolo Shoshone insediandosi lungo l'alto corso del fiume Platte in Wyoming. Questo coincise con l'inizio da parte loro dell'utilizzo del cavallo, che consentì una grande mobilità nella ricerca di migliori territori di caccia. La loro prima migrazione li portò verso le pianure che si trovano a sud; da qui proseguirono verso i territori che si estendono dal fiume Arkansas al centro del Texas. Durante quel periodo la loro popolazione ebbe un grande incremento dovuto all'abbondanza di bisonti, all'affluenza di migrazioni dal popolo Shoshone e all'adozione di un numero significativo di donne e bambini presi prigionieri da gruppi rivali. Nonostante questo, i Comanche non formarono mai una singola e coesa unità tribale ma restarono divisi in almeno una dozzina di gruppi autonomi (Yamparika - assorbendo anche il gruppo Kethato o Iehta'o -, Kwahadi, Kotsoteka, Nokoni - assorbendo anche i gruppi Tanima e Tenawa -, Penateka, e altri minori) fra loro[1]. Questi gruppi erano contraddistinti da una stessa lingua e da una stessa cultura, ma fazioni diverse, spesso contrapposte per rivalità personali o familiari, potevano affrontarsi con le armi con la stessa frequenza con la quale cooperavano fra loro.

Il cavallo nella cultura dei ComanchesModifica

Il cavallo ha contribuito in modo significativo a far emergere una specifica cultura Comanche, e non è da escludere che sia stata la ricerca di risorse addizionali di cavalli fra i coloni della Nuova Spagna (piuttosto che la ricerca di nuove mandrie di bisonti) il principale motivo per cui i Comanche si staccarono dagli Shoshoni. I Comanche sono probabilmente stati il primo gruppo di nativi a introdurre pienamente il cavallo nella loro cultura[3], e quelli che hanno fatto conoscere questo animale agli altri popoli delle Grandi Pianure.

Verso la metà del diciannovesimo secolo i Comanche rifornivano cavalli ai commercianti e ai coloni sia francesi sia americani, e più tardi agli emigranti che passavano dai loro territori per andare verso la Corsa all'Oro in California. Molti di questi cavalli erano stati rubati, fu così che i Comanche acquistarono presto la reputazione di formidabili ladri di cavalli e in seguito anche di bovini. Le loro vittime includevano coloni spagnoli ed americani, come anche altre tribù delle Grandi Pianure, contro le quali spesso arrivavano a guerreggiare.

I Comanche erano avversari formidabili e svilupparono strategie di combattimento a cavallo con armi tradizionali; essi dedicarono alla guerra la maggior parte del loro tempo. Le loro scorribande nel Messico, che potevano arrivare fino all'America Centrale, avvenivano tradizionalmente durante la luna piena, questo consentiva loro di vedere meglio di notte. Da questo deriva il termine "Comanche Moon", luna dei Comanche, durante la quale cavalcavano in cerca di cavalli, prigionieri e armi.

 
Un accampamento Comanche

A conclusione di circa un quarantennio di ostilità, nel 1790 Comanche e Kiowa stipularono un'alleanza saldissima, estesa nel 1840 (dopo la battaglia di Wolf Creek nel 1838, che consolidò le posizioni dei nuovi venuti, e le epidemie sofferte nel 1839 dalle nazioni dei Plains meridionali) agli Cheyenne e Arapaho sopravvenuti da nord. Nella primavera 1840, infatti, insieme ai capi Kiowa Piccola Montagna (Dohasan) e Orso Seduto (Satank), Dieci Orsi (Parra-wasamen) si fece promotore della pace e dell'alleanza tra Comanche e Kiowa da un lato e Cheyenne e Arapaho dall'altro - ottenendo l'adesione dei più importanti capi dell'epoca, quali Casacca-di-Ferro (Pohebits-quasho), della divisione Kwahadi, Testa Rasata (Wulea-boo), della divisione Kotsoteka, Albero Alto (Huupi-pahati) e Bevanda-dell'Aquila (Quenah-evah), della divisione Nokoni, o Gobba-di-Bisonte (Poche-ha-quehip) e Lupo Giallo (Isa-viah), della divisione Penateka. Lo stesso Dieci Orsi, figlio di una donna di origine Ute e all'epoca capo di una banda Yamparika, era stato il promotore della pace tra i Comanche e gli Ute, quando, nel 1820, accompagnando il figlio in una spedizione di guerra contro gli Ute, la madre riconobbe alcuni parenti e indusse le due parti a incontrarsi pacificamente, e Dieci Orsi stipulò un accordo di pace con gli Ute condiviso dagli altri capi Comanche.

Un ulteriore trattato con i Kiowa fu sottoscritto il 18 ottobre 1865 da 7 commissari da parte degli Stati Uniti tra i quali John B. Sanborn e William S. Harneye, dai capi "delle varie bande degli indiani di Comanche" - Tab-e-nan-i-kah (Rising Sun), Esh-e-tave-pa-rah (Female Infant), A-sha-hab-beet (Milky Way), Queen-ah-e-vah (Eagle Drinking) e altri - e dai capi della tribù Kiowa di indiani - Ta-ki-bull (Stinking Saddle Cloth)[6].

Relazioni con i coloniModifica

I Comanche intrattennero relazioni ambigue sia con i primi coloni europei che con quelli che vennero più tardi per colonizzare il loro territorio; erano considerati dai coloni come partner commerciali ma anche temuti per le loro scorribande. I Comanche erano potenzialmente sempre in guerra con tutti i gruppi di nativi americani che vivevano nelle Grandi Pianure, e questo li portò ad essere oggetto delle manovre politiche dei poteri coloniali europei e degli Stati Uniti. Sam Houston, presidente dell'appena creata Repubblica del Texas, stava per avere successo nel suo tentativo di fare un trattato di pace con i Comanche, ma questa iniziativa fallì a causa del rifiuto del parlamento del Texas, contrario a creare dei confini ufficiali fra il Texas e la Comancheria, e per il subentrare nella Presidenza della repubblica texana di Mirabeau Lamar, incallito fautore dell'eliminazione degli Indiani.

Nel 1847 gli immigrati tedeschi organizzati nella Adelsverein, che aveva comprato una concessione fra il Llano River e il Colorado River, ottenne l'aiuto dell'agente Robert S. Neighbors per trattare coi Penateka, e il barone Johann O. von Meusebach incontrò i capi (Mopechucope, Pocheha-quehip, Santa Anna, non figurando Pahayuca e Isa-viah) sul San Saba riuscendo, con doni per un valore di 3.000 dollari, a stipulare con loro un trattato recante il consenso all'insediamento tedesco a Fredericksburg. Nel maggio Pahayuca (Uomo Dedito-all'Amore), Mopechucope (Vecchio Gufo, Pocheha-quehip (Gobba-di-Bisonte) e Santa Anna incontrarono nuovamente Neighbors per apprendere che il Senato aveva soppresso l'articolo del trattato di Council Springs che avrebbe dovuto proibire l'ingresso dei bianchi nel territorio Comanche; fra altre inutili proteste, Santa Anna rivendicò il diritto alle spedizioni nel Messico, e Neighbors, essendo gli U. S. A. in guerra contro il Messico, non si oppose: Pocheha-quehip, Isa-viah e Santa Anna, con alcune centinaia di guerrieri, attraversarono, perciò, il Rio Grande dilagando nel Coahuila e nel Chihuahua, spingendosi fino a San Francisco del Oro, e bruciando villaggi, rubando cavalli e rapendo donne e bambini; al ritorno i Penateka si imbatterono in un reparto di dragoni statunitensi vicino a Parras, subendo una sconfitta che indusse i capi a tornare nel Messico con 800 guerrieri, per un'altra spedizione, nell'agosto.

I Comanche riuscirono a mantenere la loro indipendenza e ad incrementare i loro territori, ma alla metà del 1800 furono decimati da un'ondata di epidemie introdotte involontariamente dai coloni bianchi. Epidemie di vaiolo (1817, 1848) e di colera (1849) ridussero notevolmente la popolazione dei Comanche, che passò dalle 20.000 unità della metà del secolo, a poche migliaia intorno al 1870[7].

Le prime riserveModifica

I primi tentativi di trasferire i Comanche nelle riserve iniziarono nel 1854, quando il governo federale, con il permesso dello stato del Texas, istituì due riserve sul fiume Brazos, una per i Comanche e un'altra per i Kiowa. Le riserve furono abbandonate nel 1859 per attriti con i coloni e gli indiani vennero trasferiti sul territorio dello stato di Oklahoma[8].

Segui il trattato del 18 ottobre 1865[6] quando fu attribuita ai Comanche e ai Kiowa una riserva costituita dal Panhandle nel Texas e l'Oklahoma ad ovest del fiume Cimarron e il meridiano 98° longitudine ovest[8].

I spostamenti degli Comanche proseguirono nel 1867 con il Trattato di Medicine Lodge (Treaty of Medicine Lodge)[9], che offrì loro chiese, scuole [10] e miserevoli elargizioni vitalizie in cambio di un vasto territorio (160.000 km²). Il governo promise di fermare i cacciatori di bisonti che stavano decimando le mandrie delle Grandi Pianure, ma in cambio chiese ai Comanche, come anche agli Apache, ai Kiowa, ai Cheyenne e agli Arapaho di trasferirsi in una riserva di appena 13.000 km². Comunque il governo decise di non prevenire la decimazione delle mandrie, questo provocò la reazione dei Comanche che, convinti dall'"uomo della medicina" Isa-tai (Sterco-di-Coyote)[11], e guidati da alcuni tra i capi più famosi - Kobay-oburra, Kobay-otoho e Quanah (figlio di Peta Nocona e di Cynthia Ann Parker, l'indiana bianca, anglo-americana rapita bambina dai Nokoni ed assimilata nella tribù con il nome Na-udah, “Colei che fu trovata”[12]) per gli Kwahadi, Mow-way per i Kotsoteka, Piaru-ekaruhkapu per i Nokoni, Tabananika, Isa-rosa, Isa-habit, Tuwikaa-tiesuat, Isa-nanica per gli Yamparika, Gui-pah-gho, Set'tainte, Tsen-tainte e Zepko-ete per i Kiowa, Piccola Robe e Schermo Bianco per i Cheyenne[13]) attaccarono un gruppo di cacciatori nella regione della Texas Panhandle in quella che fu chiamata Seconda Battaglia di Abobe Walls (27 giugno 1874[14]). L'attacco fu disastroso per i Comanche[15] e fu chiamato l'esercito per riportare quelli che restavano di loro nella riserva. In appena dieci anni i bisonti furono ridotti all'estinzione, questo ebbe come conseguenza la fine della caccia come abitudine di vita per i Comanche. Nel 1875 l'ultima banda libera di Comanche, capeggiata dal guerriero Quahadi Quanah Parker, si arrese e si trasferì nella riserva di Fort Sill in Oklahoma.

Nel 1892 il governo negoziò il Jerome Agreement[16] con i Comanche, i Kiowa e gli Apache, che ridusse ulteriormente le loro riserve a 1.940 km² ad un costo di $ 308,88 per km². Furono assegnati 0,6 km² ad ogni persona di ogni tribù da conservarsi in amministrazione fiduciaria.

NoteModifica

  1. ^ a b Comanche tribù indiani nativi, su indianiamerica.it. URL consultato il 31 agosto 2017.
  2. ^ I Comanches, Don Bautista De Anza, il New Mexico, su farwest.it, 21 agosto 2012. URL consultato il 31 agosto 2017.
  3. ^ a b (EN) Comanche, su britannica.com. URL consultato il 31 agosto 2017.
  4. ^ (EN) Carl Waldman, Encyclopedia of Native American Tribes, illustrazioni di Molly Braun, Infobase Publishing, 14 maggio 2014, p. 74-77, ISBN 978-1-4381-1010-3. URL consultato il 31 agosto 2017.
  5. ^ Jean Ormsbee Charney, p. 2
  6. ^ a b (EN) Treaty of october 18, 1865, su accessgenealogy.com, 31 ottobre 2012. URL consultato il 31 agosto 2017.
  7. ^ I Comanche, foto dei grandi guerrieri delle pianure, su farwest.it. URL consultato il 31 agosto 2017.
  8. ^ a b (EN) Comanche indians, su accessgenealogy.com, 11 agosto 2012. URL consultato il 31 agosto 2017.
  9. ^ Douglas C. Jones, 1966
  10. ^ (EN) Medicine Lodge Peace Treaty, su kshs.org, febbraio 2011. URL consultato il 31 agosto 2017.
  11. ^ (EN) The Battle of Adobe Walls, su tsl.texas.gov. URL consultato il 31 agosto 2017.
  12. ^ (EN) Renato Ruggeri, La battaglia del Pease River e Cynthia Ann Parker, su farwest.it. URL consultato il 31 agosto 2017.
  13. ^ Billy Dixon, p. 208
  14. ^ (EN) The second battle of Adobe Walls, su americancowboychronicles.com, luglio 2013. URL consultato il 31 agosto 2017.
  15. ^ (EN) The Battle of Adobe Walls, su cowboysindians.com. URL consultato il 31 agosto 2017.
  16. ^ Morris W. Foster, p. 99

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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