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Diatryma

genere di animale della famiglia Gastornithidae
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Diatryma
Diatryma.jpg
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Gruiformes
Famiglia Gastornithidae
Genere Diatryma
Specie

Diatryma (il cui nome significa: attraverso un'apertura) è un genere di uccelli preistorici carnivori alti circa 2 m, diffuso nell'Eocene, 65-50 milioni di anni fa, in Europa e Nordamerica. In modo particolare esso viveva sulle distese pianeggianti e dal momento in cui non esisteva nessun altro grande predatore, non aveva in pratica rivali e si nutriva prevalentemente di piccoli mammiferi.

La sua esistenza è cronologicamente posta dopo l'estinzione dei dinosauri, quando cioè nuovi predatori dovevano prendere il loro posto. I più grandi cacciatori presenti sulla Terra risultarono le "terribili gru", uccelli estremamente robusti ma incapaci di volare, fra i quali si imposero per milioni di anni il Phorusrhacos e, in particolare, il Diatryma.

Appartiene alla stessa famiglia del Gastornis, da cui differisce per le dimensioni leggermente maggiori.

Indice

DescrizioneModifica

 
Ricostruzione grafica di come doveva apparire il Diatryma

Il Diatryma era dotato di due zampe massicce la cui conformazione, adatta a un animale corridore, gli permetteva di muoversi rapidamente. Quando inseguiva la preda, il Diatryma si muoveva a passi lunghi e decisi; inoltre, proprio come facevano alcuni dinosauri predatori, utilizzava i "piedi" , come arma per colpire e sconfiggere la vittima: ognuno di essi era largo e provvisto di quattro dita lunghe con artigli, di cui l'ultimo rivolto all'indietro. La testa del Diatryma, a differenza di quella degli emù e degli struzzi dei nostri giorni, era grande rispetto alle dimensioni del corpo: infatti, dal collo all'estremità del becco, misurava quanto quella di un cavallo, circa 50 cm.

L'enorme becco, che si trovava nella parte anteriore e misurava sui 20 cm, era ricurvo, molto duro e forte; come gli uccelli moderni, infatti, il Diatryma era sprovvisto di denti, ma il becco era così affilato da riuscire a strappare la carne dal corpo della preda.

Mentre infatti immobilizzava la vittima con il becco che serviva al Diatryma per stritolare il corpo e per incidere le carni della vittima catturata, con gli artigli taglienti ne lacerava la pelle finché la preda, indebolita dalla perdita di sangue, cessava di opporre resistenza.

Il Diatryma si cibava generalmente di piccoli mammiferi vegetariani, ma gli esperti pensano che, data la sua ferocia, avrebbe potuto attaccare mortalmente perfino un cavallo di piccole dimensioni, come il Propalaeotherium o l'Hyracotherium.

Lo spesso strato di piume che ricopriva il corpo del Diatryma lo faceva sembrare più grande di quanto non fosse realmente, ma era proprio il piumaggio a renderlo estremamente leggero, permettendogli di correre rapidamente.

Questo enorme uccello non aveva bisogno di due ali che gli garantissero una fuga rapida; infatti non esisteva nemico alcuno che gli potesse dare la caccia. Il loro peso è stato quantificato intorno ai 100 kg.

Sebbene abbia peculiarità simili a quelle del phorusrhacos, in realtà questi è da ascrivere ad un altro genere.

StudiModifica

Ci sono stati numerosi dibattiti sull'alimentazione del Diatryma, prendendo come punto di partenza lo studio del loro becco; alcuni studiosi asserivano che fosse progettato per rompere noci, il che lo avrebbe annoverato tra gli erbivori, mentre altri erano sicuri che il diatryma se ne servisse per cacciare. Il mistero si risolse solo nel 1991, quando Lawrence Wittmer e Kenneth Rose, facendo uno studio biomeccanico sulla sua mandibola, conclusero che il Diatryma fosse stato un carnivoro e che avesse cacciato piccoli mammiferi.

Nella cultura di massaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica