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Plestia
Sede vescovile titolare
Dioecesis Plestiensis
Chiesa latina
Vescovo titolare sede vacante
Istituita 1966
Stato Italia
Regione Umbria
Diocesi soppressa di Plestia
Eretta ?
Soppressa ?
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche
Resti dell'antica Plestia sull'altopiano di Colfiorito.

La diocesi di Plestia (in latino: Dioecesis Plestiensis) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Indice

StoriaModifica

Incerte sono le origini del cristianesimo a Plestia, antica città umbra a 99 miglia da Roma. Secondo la passio di san Feliciano, l'evangelizzazione del territorio plestino si deve al martire e protovescovo di Forum Flaminii, morto durante le persecuzioni dell'imperatore Decio (249-251).[1]

Gli eruditi hanno sempre riconosciuto l'esistenza di una diocesi di Plestia, benché a questa sede non venisse assegnato alcun vescovo.[2] Nel 1894 Theodor Mommsen pubblicò per la prima volta l'edizione critica degli atti dei tre concili celebrati nei primi anni di pontificato di papa Simmaco (498-514).[3] Tra i vescovi che presero parte ai concili del 499 e del 502 è presente anche Fiorenzo (Florentius), indicato nelle liste conciliari come vescovo Plestano[4], episcopus ecclesiae Plestanae[5] e episcopus ecclesiae Plestinae.[6] In base all'edizione del Mommsen[7], il vescovo Fiorenzo è stato attribuito alla diocesi di Plestia[8], mentre in precedenza veniva assegnato alla diocesi di Paestum[9].

Della diocesi non si hanno più notizie a partire dalla metà circa del V secolo, scomparsa sia per la guerra greco-gotica che devastò la regione, ma soprattutto per la crescita delle acque del lago Plestius che invase la città.[10] Secondo l'anonimo autore della vita di san Rinaldo, vescovo di Nocera agli inizi del XIII secolo, all'epoca dell'imperatore Ottone I (951-983) fu ricostituito il castrum di Plestea, che, assieme ad altri territori, andò a formare la diocesi di Nocera.[11] Questa informazione è ripetuta da Ludovico Jacobilli[12], da Ferdinando Ughelli[13] e da Francesco Lanzoni[14].

In una bolla di papa Innocenzo II del 1138, la chiesa di Santa Maria di Dignano, che corrisponde all'odierna chiesa di Santa Maria di Pistia, e che è tutto ciò che resta dell'antico castrum de Plestea, è annoverata tra i possedimenti di pertinenza della diocesi di Foligno.[15]

Dal 1966 Plestia è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; la sede è vacante dal 26 giugno 2018.

CronotassiModifica

Vescovi residenzialiModifica

  • Fiorenzo † (prima del 499 - dopo il 502)

Vescovi titolariModifica

NoteModifica

  1. ^ Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.
  2. ^ Mengozzi, Se Plestia fosse città vescovile, pp. 50-51.
  3. ^ Theodor Mommsen, Acta synhodorum habitarum Romae. A. CCCCXCVIIII DI DII, in Monumenta Germaniae Historica, Auctorum antiquissimorum, XII, Berlino 1894, pp. 393-455.
  4. ^ Acta synhodorum habitarum Romae, p. 400, nº 44.
  5. ^ Acta synhodorum habitarum Romae, p. 409, nº 49.
  6. ^ Acta synhodorum habitarum Romae, p. 454, nº 42.
  7. ^ Anche la nuova edizione con traduzione italiana: Teresa Sardella, I canoni dei concili della Chiesa antica, vol. II, I concili latini, 1. Decretali, concili romani e canoni di Serdica, a cura di A. Di Berardino, Roma 2008, pp. 245-314.
  8. ^ Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 453. Paul Fridolin Kehr, Italia pontificia, vol. VIII, p. 367. Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, I, pp. 840-841. Czortek, Una presenza che fa storia…, p. 15. Giorgio Otranto, La cristianizzazione e la formazione delle diocesi in Umbria, in «Umbria cristiana. Dalla diffusione del culto al culto dei santi (secc. IV-X). Atti del XV congresso internazionale di studi sull'alto medioevo (Spoleto 2000)», Spoleto 2001, I, pp. 132-133. Anche Beweb.
  9. ^ Ferdinando Ughelli, Italia sacra, vol. X, col. 156. Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, vol. XX, Venezia 1866, p. 334. Più recentemente: Pietro Ebner, Chiesa, baroni e popolo nel Cilento, vol. I, Roma 1982, p. 347.
  10. ^ Czortek, Una presenza che fa storia…, p. 18.
  11. ^ Czortek, Una presenza che fa storia…, p. 13, nota 22.
  12. ^ Di Nocera nell'Umbria e sua diocesi e cronologia de' Vescovi di essa Città, Foligno 1653, p. 59.
  13. ^ Italia sacra, vol. I, seconda edizione, 1717, col. 1064. Ughelli riporta anche l'anno 1007 come quello della costituzione della diocesi di Nocera.
  14. ^ Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, pp. 483-484.
  15. ^ Cappelletti, Le Chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, vol. IV, p. 408. Mengozzi, Se Plestia fosse città vescovile, p. 46.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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