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EniPower
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione17 novembre 1999
Sede principaleSan Donato Milanese
GruppoEni
Persone chiavePresidente e amministratore delegato: Stefano Ballista
Settoreenergia
ProdottiEnergia elettrica
Fatturato 862.794.000 (2014)
Sito web

Enipower S.p.A. è una azienda italiana controllata al 100% da Eni e sottoposta alla sua direzione e controllo.

StoriaModifica

È stata costituita nel 1999[1] in seguito alla liberalizzazione dei settori dell'energia elettrica e del gas naturale, ereditando inizialmente le centrali elettriche gestite fino ad allora da Agip e da EniChem e sostituendole con moderne centrali a ciclo combinato ad alta efficienza alimentate a gas naturale[2]. Dal 1º gennaio 2007 l'attività di commercializzazione di energia elettrica di Enipower e della sua controllata Enipower Mantova è confluita nella Divisione Gas&Power di Eni, con cui è stato sottoscritto un contratto di conto lavorazione[1].

AttivitàModifica

Enipower si occupa di produzione di energia elettrica e di vapore tecnologico. Gestisce le centrali elettriche nei petrolchimici di Brindisi, Ferrara, Mantova e Ravenna e nelle raffinerie di Ferrera Erbognone (PV), Livorno e Taranto[3].

Enipower è presente anche nel settore fotovoltaico: presso Nettuno (Roma) è attiva nella produzione di celle e moduli fotovoltaici in silicio cristallino e nella relativa commercializzazione con marchio Eurosolare, oltre che nella progettazione e fornitura di sistemi “chiavi in mano”[3].

Posizionamento sul mercatoModifica

Grazie ai complessivi 5,3 GW di potenza installata, si colloca tra i primi produttori di energia elettrica in Italia ed è al primo posto come produttore di vapore tecnologico[1].

Dati societariModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Sito internet Enipower, su enipower.eni.it. URL consultato il 18 gennaio 2011.
  2. ^ Sito internet Enipower - tecnologie, su enipower.eni.it. URL consultato il 18 gennaio 2011.
  3. ^ a b Sito internet Enipower – Dove operiamo, su enipower.eni.it. URL consultato il 18 gennaio 2011.

Collegamenti esterniModifica