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FAAC

azienda italiana
FAAC
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1965 a Zola Predosa
Fondata daGiuseppe Manini
Sede principaleZola Predosa
Persone chiave
SettoreMetalmeccanica
Prodotti
  • cancelli automatici
  • barriere
  • parcheggi e controllo accessi
Fatturato 389 milioni[1] (2016)
Dipendenti2366 (2016)
Slogan«FAAC. Parola chiave»
Sito web

FAAC è un'azienda italiana, specializzata in automazioni per cancelli e barriere, ingressi e porte automatiche, parcheggi e controllo accessi.

StoriaModifica

L'innovazioneModifica

L'azienda viene fondata con denominazione "Fabbrica Automatismi Apertura Cancelli" a Zola Predosa nel 1965 da Giuseppe Manini, piccolo imprenditore edile: nota che nei condomini i cancelli, tutti con congegni a mano, restano sempre aperti perché nessuno scende dall'auto per richiuderli. Così, intuendo il vuoto dell'offerta, realizza in modo artigianale il primo sistema di movimentazione automatica per i cancelli, il "750 interrato", ricorrendo alla tecnologia oleodinamica e alla supply chain, tipica nei distretti industriali, fornita dal territorio bolognese nel settore idraulico.[2] Poi è la volta del "400", il primo modello a battente esterno. In seguito, con lo sviluppo dell'elettronica, nascono le schede elettroniche a microprocessore che permettono di creare impianti che vanno al di là della sola apertura e chiusura.

Lo sviluppoModifica

Inizia anche lo sviluppo all'estero. Nel 1979 è aperta la prima filiale in Svizzera, due anni più tardi in Francia, nel 1984 in Germania, un anno dopo nel Regno Unito. L'azienda ricorre anche agli spot televisivi, negli anni ottanta diventa famoso lo spot del leone accucciato davanti al cancello di una villa.[3] E con la scomparsa del fondatore e la guida in mano all'unico figlio, Michelangelo Manini (1962-2012), lo sviluppo continua costante. Attraverso l'apertura di filiali (nel 1988 è la volta degli Usa, nel 1990 della Spagna, nel 2002 della Polonia e della Cina, nel 2005 dell'India, nel 2007 dell'Austria, della Russia, dell'Australia) ma anche attraverso acquisizioni di aziende specializzate: nel 1989 nasce in Irlanda la FAAC Electronics in seguito all'acquisizione della Elab, negli anni novanta la società bolognese rileva due imprese italiane (Spazio Italia e Genius), negli anni duemila la francese Voltec, la spagnola Clemsa, la scozzese DSS, l'olandese Kemko, altre aziende. Nel 2011 la società, diventata FAAC Group, registra un fatturato di 210 milioni di euro, ha più di mille dipendenti e filiali in 16 paesi.

L'ereditàModifica

Nel 2012 Michelangelo Manini, figlio del fondatore Giuseppe e succeduto al padre come presidente, muore a 50 anni dopo una lunga malattia. Persona schiva e single, Michelangelo lascia in eredità, in base al testamento redatto da tempo, il 66% dell'azienda (la quota di minoranza è in mano ad una società francese attiva nell'automazione, Somfy) all'Arcidiocesi di Bologna. La valutazione complessiva del lascito è di 1,7 miliardi: azioni, proprietà immobiliari e 140 milioni di liquidità in banca.[2] I francesi offrono poco più di un miliardo di euro per rilevare l'intera società ma la Diocesi rifiuta. E spuntano una dozzina di parenti, tra cugini e zii, che impugnano il testamento costringendo il Tribunale di Bologna a mettere l'azienda sotto tutela giudiziaria. Due anni burrascosi finché nel 2014 l'asse ereditario è liberato da tutti i pretendenti e la Curia di Bologna torna in possesso dell'intera azienda dopo aver rilevato la quota dei francesi. I dividendi finanzieranno i progetti contro il disagio sociale[4][5][6].

Nel frattempo il management della FAAC (il presidente Andrea Moschetti e l'amministratore delegato Andrea Marcellan, affiancati da un trust di professionisti, Bruno Gatta e Giuseppe Berti) riesce a mantenere la strategia del gruppo al di fuori delle controversie e a proseguire lo sviluppo. Sono acquisite un'azienda tedesca, due statunitensi e una brasiliana, nel 2016 rileva anche la sudafricana Centurion Systems. Nel 2017 il fatturato raggiunge i 423 milioni, l'utile è di 43 milioni, l'indebitamento inesistente.[6]

Alla fine del 2017 il Gruppo Faac dispone di 18 siti produttivi in 15 paesi con 32 unità commerciali. Opera su tre business unit: la Divisione Access Automation (quella tradizionale dei cancelli e porte automatiche in cui è leader mondiale), la Divisione Access Control (barriere automatiche e tornelli pedonali), la Divisione Parking (parcheggi con esazione e meccanismi per le zone Ztl).

Nello sportModifica

Nel 1992 FAAC è stata uno degli sponsor dell'Andrea Moda Formula, scuderia di F1 creata da Andrea Sassetti e fallita dopo neanche un anno di attività, mentre dal 2015 al 2018 è stata main sponsor del Bologna.

NoteModifica

  1. ^ Faac Group Profile 2017 IT Rev 25, su ita.calameo.com. URL consultato il 23 ottobre 2017.
  2. ^ a b L'Economia del Corriere della Sera, 23 ottobre 2017.
  3. ^ Lascia l'azienda alla Curia di Bologna, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 25 novembre 2017.
  4. ^ L'azienda è proprietà della Chiesa L'utile (5,5 milioni) tutto ai poveri, su corriere.it, 29 aprile 2016. URL consultato il 23 ottobre 2017.
  5. ^ UCCRonline, L'azienda Faac, imprenditoria virtuosa ed etica in nome di Dio (Milena Gabanelli). URL consultato il 28 dicembre 2018.
  6. ^ a b Milena Gabanelli, Faac: il capitalismo nel nome di Dio funziona, su Corriere della Sera, 8 novembre 2018. URL consultato il 28 dicembre 2018.

Collegamenti esterniModifica

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