Fabian von Schlabrendorff

giurista e militare tedesco

Fabian von Schlabrendorff (Halle, 1º luglio 1907Wiesbaden, 3 settembre 1980) è stato un giurista e militare tedesco.

BiografiaModifica

 
La tomba di Schlabrendorff.

Apparteneva alla nobiltà feudale dell'Assia, e studiò all'Università di Colonia legge e filosofia laureandosi con il massimo dei voti. Successivamente intraprese la carriera militare in artiglieria e raggiunse il grado di maggiore. Era cugino ed aiutante di campo di Henning von Tresckow e partecipò insieme a lui ai complotti contro Adolf Hitler, e successivamente si unì a Wilhelm Canaris e Erwin Lahousen von Vivremont come guida dell'Abwehr. In particolare, insieme a von Tresckow, fu protagonista dell'attentato del 13 marzo 1943, quando due bombe da lui collocate nell'aereo del Führer non esplosero.

Dopo il suicidio di Tresckow venne arrestato dalla Gestapo e rinchiuso in carcere, dove fu torturato. La mattina del 3 febbraio 1945, durante la sua ultima seduta, il famigerato e criminale giudice nazista Roland Freisler aveva deciso di consegnare al boia molti giovani ufficiali traditori che avevano partecipato alla cospirazione del 20 luglio 1944, e Schlabrendorff era uno di loro. Era vicino a Freisler quando quest'ultimo incontrò la sua fine: portava ancora sottobraccio il suo fascicolo quando trovarono il cadavere sotto le macerie del palazzo di giustizia bombardato dagli americani. La morte di Freisler lo salvò dall'esecuzione.

Sopravvissuto, fu mandato al lager di Dachau ed in seguito tenuto in ostaggio dalle SS in Alto Adige, a Villabassa, in Val Pusteria, dove fu liberato da Wichard von Alvensleben[1] presso il lago di Braies. Sopravvissuto alla guerra, venne insignito di numerose decorazioni e fu tra i fondatori della Costituzione tedesca.

NoteModifica

  1. ^ (DE) Peter Koblank, Die Befreiung der Sonder- und Sippenhäftlinge in Südtirol, su georg-elser-arbeitskreis.de. URL consultato il 24 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2008).

BibliografiaModifica

  • B. Palmiro Boschesi, Il chi è della seconda guerra mondiale, vol. II, Mondadori, 1975, pag. 166

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