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Favola (film 1996)

film del 1996  diretto da Fabrizio De Angelis
bussola Disambiguazione – Da non confondersi con Favola (film 2017)

«Che fico! Altro che i Take That

(Teresa (Ambra Angiolini))
Favola
PaeseItalia
Anno1996
Formatofilm TV
Generesentimentale, commedia
Durata100 min
Lingua originaleitaliano
Crediti
RegiaFabrizio De Angelis
SoggettoFabrizio De Angelis
SceneggiaturaDardano Sacchetti
Interpreti e personaggi
FotografiaEnnio Guarnieri
MusicheAldo Donati
Prima visione
Data4 aprile 1996
Rete televisivaItalia 1

Favola è un film televisivo diretto da Fabrizio De Angelis andato per la prima volta in onda il 4 aprile 1996 in prima serata su Italia 1.

TramaModifica

Teresa, detta "Tracey", vive con la sua famiglia composta dal nonno, la madre e il suo fratellino: è una giovane ragazza romana la cui vita, come quella di tutte le sue coetanee, è composta dagli amici e da un lavoro presso un negozio di dischi che le permette di mantenere le sue piccole spese e il suo motorino.

Un giorno, mentre lavora, si trova a servire il Principe Alfonso, erede di un piccolissimo ducato che era scappato da un importante evento riguardante le alte cariche del suo paese. Da quel momento, il principe decide di voler diventare un ragazzo come tutti gli altri, stanco della sua vita da palazzo, e si innamora di Teresa a cui però non dice niente delle sue vere origini. Dopo varie peripezie e scandali, i due si sposeranno[1] e Teresa diventerà principessa, proprio come in una moderna favola.

Successo e criticaModifica

Il giorno della messa in onda del film, giovedì 4 aprile 1996, l'attrice protagonista ha curiosamente dichiarato durante la sua trasmissione pomeridiana Generazione X che si trattava di un brutto film, e ne sconsigliava la visione.[2] Nonostante ciò, il film ottenne ottimi risultati d'ascolto, con più di 6 milioni e 509 000 spettatori e risultando una delle fiction più viste nella storia dell'emittente.[3]

Ambra avrebbe rimarcato il concetto durante un'intervista concessa al Corriere della Sera il 2 settembre 1997, in cui definì Favola "uno sceneggiato orribile, da bollino rosso"[4] [5].

NoteModifica

  1. ^ Ambra e, matrimonio da "favola". La D'Urso sostituisce la Flavi, in Corriere della Sera, 27 settembre 1995, p. 29. URL consultato il 6 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2012).
  2. ^ Aldo Grasso, Ambra eccelle nella Favola trash, in Corriere della Sera, 6 aprile 1996, p. 32. URL consultato il 6 febbraio 2011.
  3. ^ Per Biagi con Benigni 7 milioni di spettatori, in Corriere della Sera, 6 aprile 1996, p. 32. URL consultato il 6 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2013).
  4. ^ Ambra eccelle nella Favola trash, in Corriere della Sera, 6 aprile 1996, p. 32. URL consultato il 6 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2009).
  5. ^ Ambra: addio tv, ho fatto cose oscene, Corriere della Sera, 2 settembre 1997

Collegamenti esterniModifica

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