Mediaset

Società per azioni Italiana
Mediaset S.p.A.
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: MS
ISINIT0001063210
Fondazione3 marzo 1990 a Milano
Fondata daSilvio Berlusconi
Sede principaleCologno Monzese (MI)
GruppoFininvest
FilialiMediaset España Comunicación
Mediaset Premium
Boing (77%)
Persone chiave
SettoreMedia
Prodottireti televisive
comunicazione pubblicitaria
produzione e distribuzione cinematografica
televendite
testate giornalistiche
radio
Internet
Fatturato9,63 miliardi di (2016)
Utile netto905 milioni di euro (2017)
Slogan«Mediaset - La tua TV, sempre più grande
Mediaset - La tua scelta libera
»
Sito web

Mediaset S.p.A. è un'azienda italiana, holding del Gruppo Mediaset, attiva nell'ambito dei media e della comunicazione. È specializzata primariamente nella produzione e distribuzione televisiva in libera visione (free to air, FTA) e a pagamento (pay-tv e pay per view) su più piattaforme, oltre che nella produzione e distribuzione cinematografica, multimediale e nella raccolta pubblicitaria.

È un conglomerato mediatico controllato dalla holding Fininvest di proprietà della famiglia Berlusconi. È il secondo gruppo televisivo privato d'Europa[1] dopo la società lussemburghese RTL Group e il primo in Italia; in termini di fatturato è tra i più rilevanti a livello mondiale nel mercato globale dei media[2]; nel 2010 è risultato miglior gruppo media italiano e quinto europeo nella classifica stilata da Thomson Reuters Extel[3]; nel 2013 è stato classificato il 34º gruppo nel campo dei media al mondo[4].

La sede legale è nel centro di Milano, in via Paleocapa 3, mentre la direzione, la sede operativa e amministrativa sono a Cologno Monzese (Milano), in viale Europa 44/46/48. Dal 1994 il presidente del Gruppo Mediaset è Fedele Confalonieri. La società è quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano dal 1996[5] con una capitalizzazione di mercato al 31 marzo 2016 di oltre quattro miliardi di euro[6] e un fatturato annuale nel 2014 di oltre tre miliardi. È un'impresa con filiali in Spagna con il gruppo Mediaset España Comunicación quotato nell'indice IBEX-35 della Borsa di Madrid[7].

Indice

StoriaModifica

OrigineModifica

Nel 1976 la nascente Fininvest acquisisce Telemilano, una delle prime televisioni locali, entrata in crisi per gli affitti non pagati dei locali dove sorge e di proprietà della Edilnord di Berlusconi che quindi l'acquisì per una cifra simbolica oltre al condono dei debiti;[8][9] l'anno stesso l'emittente, che intanto aveva incominciato a trasmettere via etere, assume il nome di Telemilano 58 e, nel settembre 1980, diventa ufficialmente Canale 5. Telemilano, fondata nel 1974 come emittente a trasmissione via cavo, viene ceduta alla Fininvest da Giacomo Properzj ad un prezzo simbolico come emittente locale esclusiva del nuovo centro residenziale di Milano 2, realizzato negli stessi anni dallo stesso Berlusconi e situato nel comune di Segrate, confinante con Milano. Nello stesso anno la Corte costituzionale decreta la libertà di esercizio per le reti televisive locali private via etere,[10] favorendo lo sviluppo del modello televisivo commerciale. Pochi anni dopo la Fininvest acquisisce altri due network nazionali nati in quel periodo: Italia 1 nel 1982 da Edilio Rusconi e Rete 4 nell'estate del 1984 dalla Mondadori. La costituzione e il mantenimento da parte dell'azienda di un tale assetto a tre reti, nonché la relativa diffusione analogica su scala nazionale e la quota di raccolta pubblicitaria detenuta danno luogo nel corso degli anni a una lunga serie di complesse vicende politico-giudiziarie.

Nel 1987 assume il controllo anche di Italia 7, un circuito di emittenti locali che per l'azienda sarà una rete dedicata a un pubblico maschile, ma lo cederà qualche anno dopo quando la legge Mammì porrà un limite al numero di televisioni per ogni proprietà.

Nascita e sviluppoModifica

Alle origini del gruppo c'è la ridenominazione della Immobiliare Orione s.r.l., posseduta al 100% da Reteitalia, in Mediaset s.r.l. nel 1990 e il progressivo trasferimento a quest'ultima di ogni attività di produzione e commercializzazione dei programmi cinematografici e televisivi della Fininvest;[11] successivamente Mediaset s.r.l. confluisce in Futura Finanziaria S.r.l, che cambierà nome in Mediaset.

All'inizio del 1994 Fininvest risulta essere la seconda impresa italiana per indebitamento, Mediobanca calcola che ha debiti per 3,4 volte il capitale. Berlusconi si dimette da tutte le cariche sociali ricoperte nel gruppo conservandone la proprietà delle quote azionarie, per fondare il movimento politico di Forza Italia[senza fonte]; Fedele Confalonieri viene nominato nuovo presidente del gruppo; la società lo stesso anno diventa Società per Azioni e, nell'aprile 1996, viene definitivamente scorporata da Fininvest come Mediaset S.p.A. e aperta a soci esterni come alcuni dei principali istituti di credito italiani e alcuni investitori stranieri, tra cui l'imprenditore tedesco Leo Kirch, il principe saudita Al-Walid bin Talal e Johann Rupert.[senza fonte] Viene quotata in borsa direttamente nel MIB30 grazie a una capitalizzazione di circa 8.200 miliardi di lire, con un collocamento di 7.000 lire ad azione (pari a 3,62 €)[12], raccogliendo circa 300.000 azionisti con Fininvest che, da allora, è azionista di maggioranza (38,98%)[senza fonte].

Nel 1999 la holding della famiglia Berlusconi rifiuta ufficialmente l'offerta di acquisto da parte del magnate australiano Rupert Murdoch, intenzionato a rilevare Mediaset per un cifra di 7.000 miliardi di Lire[13].

Nel 2000, a meno di quattro anni di distanza dalla quotazione, il titolo supera la soglia di 52.000 lire ad azione (circa 27 €), il suo massimo storico[14].

Nl 2005 entra poi a far parte anche del mercato finanziario statunitense con il programma ADR (American Depositary Receipt) Level 1 con JPMorgan Chase come banca depositaria.[senza fonte]

Sin dalla sua nascita rappresenta il primo network di emittenti private in Italia nel polo cine-televisivo R.T.I. - Reti Televisive Italiane, successivamente guidato dal figlio del fondatore, Pier Silvio Berlusconi, creato nell'estate del 1984 dall'unione delle tre reti nazionali analogiche free to air - Canale 5, Italia 1 e Rete 4 - in grado di generare circa il 40% degli ascolti televisivi, finanziate totalmente dalla pubblicità che - da sempre - viene gestita dalla propria concessionaria Publitalia '80, fondata appositamente per la nascita di Canale 5 e divenuta rapidamente leader in Italia nel mercato della raccolta pubblicitaria.[senza fonte]

Detiene inoltre l'intera rete per la diffusione del segnale televisivo analogico e digitale terrestre attraverso Elettronica Industriale, maggiore operatore di rete televisiva nazionale, nonché propri studi per la produzione di programmi televisivi attraverso Videotime. Produce autonomamente programmi di informazione attraverso sette diverse testate giornalistiche. Ha come concorrenti dirette la televisione di Stato RAI e Telecom Italia Media, con le quali tuttavia spartisce quote societarie della controllata Tivù, oltre il Gruppo Editoriale L'Espresso e le rispettive concessionarie Rai Pubblicità, Cairo Communication, Sky Media e A. Manzoni & C.[senza fonte]

Dal gennaio 1998 è presente nel settore multimediale con Internet, attraverso una serie di servizi disponibili sul portale mediaset.it[15] con video gratuiti in esclusiva ad alta qualità (Video Mediaset), informazione (TGcom) e rubriche sportive (Sport Mediaset), e-commerce (Mediashopping), community, servizi per telefonia cellulare, informazione aziendale (Qui Mediaset). Il portale è tra i siti più visitati in Italia.[16]

Dal 2000 in poiModifica

Attraverso la società Mediashopping, costituita nel 2005 - ed editrice del canale televisivo omonimo - detiene il primato nel mercato delle vendite a distanza ed è presente in oltre 900 punti vendita nel settore della grande distribuzione italiana, tra cui Carrefour, Auchan, Billa, Iper e Autogrill.[senza fonte]

Il 12 dicembre 2016 il gruppo francese Vivendi annuncia di detenere più del 3% del capitale di Mediaset[17] e dichiara di voler continuare ad acquistare azioni dell'azienda per arrivare ad una quota tra il 10% e il 20%[17]; nei giorni successivi arriva al 20%[18] e il 19 dicembre annuncia di voler salire al 30% del capitale.[19] Il 20 dicembre 2016 la partecipazione sale al 25,75 % del capitale e del 26,77% dei diritti di voto.[20].

Il 22 dicembre 2016, l'azienda annuncia che ha raggiunto il 29,99% del capitale.[21]. Tra svalutazioni di asset, oneri straordinari e zavorre legate alla permanenza dei conti della pay-tv in bilancio, il costo pagato dalla famiglia Berlusconi per il braccio di ferro con Bolloré è stato stimato sui 341 milioni portando un passivo di 294 milioni nel bilancio Mediaset del 2016.[22][23]

Al 1º marzo 2017, stando ai dati divulgati dalla Consob, la partecipazione di Vivendi è attestata al 25,753% del capitale.[24]

Settori di interesseModifica

TelevisioneModifica

Canali gratuitiModifica

Mediaset nasce dal conferimento da parte di Fininvest di un polo televisivo (RTI) costituito da tre reti televisivi private nazionali (network), finanziate dalla sola pubblicità e in libera visione (free to air): Canale 5, lanciata nel 1980, Italia 1, acquistata dall'editore Edilio Rusconi nel dicembre 1982, e Rete 4, rilevata dalla precedente proprietà costituita dalla Mondadori, Perrone e Carlo Caracciolo nel 1984. Le tre reti prima trasmesse in syndication da numerose emittenti locali, poi in analogico e infine in digitale nel 2003 e contemporaneamente via satellite già a partire dagli anni '90, hanno caratteristiche differenti: Canale 5 è destinata al vasto pubblico delle famiglie con un indice di ascolto medio pari al 15%, Italia 1 offre una programmazione destinata maggiormente ai giovani realizzando circa il 6% degli ascolti, mentre Rete 4 trasmette programmi per un pubblico più maturo tra cui anche sport, divulgazione scientifica e approfondimento giornalistico, attestandosi intorno a un valore del 5% di share.[senza fonte] Nel 1980, per il lancio di Canale 5, erano stati acquisiti dai network americani ABC, CBS e NBC circa 6.000 ore di film e serie televisive di grande successo come Dallas, ed eventi sportivi e inoltre approdarono alcuni personaggi televisivi noti della Rai oltre che autori televisivi come Mike Bongiorno, Corrado, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Maurizio Costanzo e successivamente molti altri. Nel corso degli anni ottanta le autoproduzioni aumentarono considerevolmente, così come l'ideazione di format televisivi di successo di vario genere come quiz, talk show e varietà, destinati alle diverse tipologie di pubblico come Drive In, Il pranzo è servito, DeeJay Television, Bim Bum Bam, Maurizio Costanzo Show oltre a molti altri acqusiti su licenza da produttoti americani come Ok il prezzo è giusto o Il gioco delle coppie. Oltre all'intrattenimento il gruppo entrò in competizione con la Rai anche nel settore dell'informazione assumendo alcuni noti giornalisti per condurre nuovi programmi d'informazione come Giorgio Bocca, Emilio Fede, Gianni Letta, Roberto Gervaso e Guglielmo Zucconi. In pochi anni le tre reti conquistarono un volume di ascolti solo di poco inferiore alle emittenti statali, divenendo così un punto di riferimento alternativo dell'offerta televisiva nazionale e richiamando altre celebrità della televisione nazionale come Pippo Baudo e Raffaella Carrà.[senza fonte] Grazie alla legge Mammì che nel 1991 consente alle reti commerciali di trasmettere in diretta nazionale inizia a produrre anche telegiornali su ogni rete (prima con Studio Aperto, poi si aggiungeranno il TG4 e il TG5) e a trasmettere in tempo reale programmi d'intrattenimento, eventi di cronaca, di costume e sportivi.

Con gli anni novanta le tre reti si affermano definitivamente, raggiungendo un indice totale di ascolto pari alle tre reti statali[senza fonte], grazie alla grandissima varietà di programmi, all'informazione prodotta dal TG5 diretto da Enrico Mentana e dalle altre due testate giornalistiche, infine alla consacrazione di una nuova generazione di conduttori di successo come Gerry Scotti, Paolo Bonolis, Fiorello, Ezio Greggio, Marco Columbro, Lorella Cuccarini, Alberto Castagna, Amadeus, Teo Teocoli, Enrico Papi, Simona Ventura e Maria De Filippi.[senza fonte] Negli anni 2000, con l'arrivo in Italia dei reality e dei talent show, si aggiungono ai precedenti personaggi dello spettacolo altri nuovi volti quali Daria Bignardi, Barbara D'Urso, Alessia Marcuzzi, Federica Panicucci, Paola Perego e Michelle Hunziker, dando corso a una fase di mantenimento della quota di ascolti raggiunta nel corso degli anni precedenti.[senza fonte]

Possiede inoltre altri otto canali nazionali non a pagamento, a carattere tematico e semi-generalista, in digitale terrestre: Boing, Iris, La 5, Italia 2, Mediaset Extra, Tgcom 24, Cartoonito e TOP Crime. Questi vanno ad aggiungersi ai tre canali generalisti principali, trasmessi anch'essi in digitale terrestre nazionale dal 2003. Dal 2009 al 2011 ha proposto le versione timeshift dei tre canali principali. Propone inoltre le tre emittenti generaliste in alta definizione (1080i) Rete 4 HD, Canale 5 HD e Italia 1 HD, disponibili solo sul digitale terrestre: Rete 4 HD sul multiplex Mediaset 2, gli altri sul multiplex La3. Inoltre possiede anche il canale 20.

Dal 4 luglio 2012, con la fine degli switch-off tutte le reti Mediaset come così anche le altre reti italiane sono visibili tramite digitale terrestre in tutta Italia. Le tre reti dispongono anche di un servizio teletext, chiamato Mediavideo, in cui sono disponibili contenuti testuali di informazione, sport, economia, televisione e servizi per non udenti. L'intera rete di trasporto per la diffusione del segnale dei canali analogici e digitali terrestri, nonché dei "semi-lavorati"[senza fonte][non è chiaro], è pertinenza esclusiva di RTI attraverso la controllata Elettronica Industriale, società di proprietà di Adriano Galliani dal 1975 e poi ceduta interamente al Gruppo Mediaset nel 1996 e con essa, grazie a un'infrastruttura di circa 1.700 torri tecnologiche e circa quindici sedi operative, viene garantita la copertura su tutto il territorio italiano. In ambito televisivo digitale terrestre, Elettronica Industriale è pertanto il maggior operatore di rete nazionale.[senza fonte] Dal 2008 detiene il 48% di Tivù, società creata insieme a Rai (48%) e Telecom Italia Media (4%) per sviluppare la diffusione della tv digitale terrestre in Italia. Dalla fine del 2003 trasmette su piattaforma Tivùsat tutti i propri canali su tutto territorio italiano attraverso i multiplex di proprietà Mediaset 1, Mediaset 2, Mediaset 4, Mediaset 5, Mediaset 6, oltre all'ausilio di multiplex terzi, quali Dfree, Rete A 1 e TIMB 1.[25] I multiplex Mediaset 1 e 2 ospitano alcuni canali appartenenti ad altri editori nazionali come Coming Soon Television e ClassTV.

Con l'avvio del digitale terrestre in Italia, Mediaset acquisisce nel 2004 Home Shopping Europe e poi la rilancia come Mediashopping, un canale dedicato alle televendite e visibile anche via satellite e su web TV, edito dalla società di vendite a distanza Media Shopping, controllata al 100%; sempre nel 2004 crea, insieme a Time Warner, la società Boing, controllata al 51% ed editrice di un canale omonimo dedicato a bambini e ragazzi.Nell'autunno del 2007 si aggiunge Iris, un canale gratuito di cinema, musica, teatro e documentari, diretto da Miriam Pisani. Nel 2010, a completare l'offerta di canali gratuiti esistente, nascono La5, dedicato al pubblico femminile, e Mediaset Extra, dedicato alla riproposizione dei programmi di successo. Entrambi i canali sono diretti da Massimo Donelli. Sempre nello stesso anno è iniziata la diffusione del canale dedicato alla riproposizione di tutti i telegiornali Mediaset, TG Mediaset[26]. Nel 2011 inizia a trasmettere For You.

Da luglio 2011 inizia a trasmettere Italia 2 diretto da Luca Tiraboschi. Il 28 novembre dello stesso anno nasce il canale all-news TGcom24.

Nel maggio 2017 Mediaset acquisisce il canale Retecapri della Television Broadcasting System, che nell'aprile 2018, trasloca sul canale 66, per fare spazio al nuovo canale 20 Mediaset.

Canali a pagamentoModifica

Dopo aver mosso i primi passi nel settore della pay-tv già nel 1991, ancora come Fininvest e in società con altri editori, con la creazione di Tele+, prima piattaforma analogica terrestre a pagamento italiana, grazie al digitale terrestre, Mediaset decide di diversificare la propria offerta televisiva lanciando un servizio a pagamento, pay per view, dando vita nel 2005 a una piattaforma di proprietà esclusiva denominata Mediaset Premium, con un'offerta di servizi televisivi dedicata inizialmente al calcio in diretta, ai film in prima tv, ai reality show e alle opere teatrali, disponibile sia per utenti privati che per locali pubblici. Alla fine del 2009 esordisce il servizio video on demand su digitale terrestre, denominato Premium-on-Demand HD, con il quale è possibile accedere a una library di contenuti visionabili in qualsiasi momento. Nell'ambito di un accordo industriale Mediaset l'8 aprile 2016 acquisisce il 3,5 di Vivendi cedendo alla stessa il suo 3,5 e il 100% di Mediaset Premium.

Trasmissioni in alta definizione

Con l'ausilio della tecnologia digitale terrestre è attiva nella diffusione di programmi in alta definizione; dal 2007 inizia la diffusione del segnale di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 in alta definizione e dal 2009 su Mediaset Premium il canale Premium Calcio HD 1 e HD 2; dal 2010 è visibile in alta definizione anche il canale Premium Cinema. Da ottobre 2010 trasmette alcuni contenuti in alta definizione 3D.

Dal 2008 Mediaset è anche partner del progetto TED - Tv Educational Channel, un servizio televisivo digitale terrestre a carattere nazionale attivo fino al 2010, dedicato alla formazione a distanza di medici e professionisti della sanità (e-learning). È partner inoltre di Class Editori per il canale Class News e detiene quote rilevanti di Nessma, di Karoui & Karoui World, canale maghrebino che sarà visibile in Italia anche in digitale terrestre nel corso del 2011.

Attraverso Elettronica Industriale, è attiva nella fornitura di capacità trasmissiva digitale terrestre a società televisive terze, in adempimento delle disposizioni di legge.

Nel 2012 nascono Italia 1 HD sul mux Mediaset 2, Rete 4 HD e Canale 5 HD sul mux La3 visibile in tutta Italia.

Televisione satellitare

Il 1º dicembre 2008 l'azienda attiva un canale satellitare denominato Mediaset Plus, in esclusiva sulla piattaforma Sky Italia al canale 136, questo canale cessa le trasmissioni il 2 luglio 2011, e da luglio 2009 replica tutta la propria offerta televisiva non a pagamento in digitale terrestre, sulla piattaforma satellitare gratuita Tivùsat della società Tivù, controllata al 48%. Tra il 1998 e il 2003 lancia cinque canali tematici visibili esclusivamente sulle piattaforme satellitari e via cavo a pagamento: Happy Channel (diretto da Carlo Vetrugno) nel 1998 per TELE+ Digitale, Duel TV e Comedy Life e MT Channel (anch'essi diretti da Carlo Vetrugno) nel 2000 per Stream TV. Nel 2003 crea Italia Teen Television (anch'esso diretto da Carlo Vetrugno) per la nascente Sky Italia. Tutti i canali confluiscono nello stesso anno nell'offerta della nuova piattaforma satellitare a pagamento, tranne Comedy Life che invece chiude con la conseguente chiusura di Stream TV. Nel 2006 MT Channel, Happy Channel, Duel TV e Italia Teen Television cessano le trasmissioni per via di una ridefinizione contrattuale con Sky.

Dal 2000 è partner di Class Editori per il canale di news economiche Class CNBC sulla piattaforma satellitare. Canale 5, Italia 1 e Rete 4, sono presenti via satellite in libera visione (ad eccezione di alcuni programmi criptati) attraverso Hot Bird 9 di Eutelsat; inoltre sono da sempre stati presenti su SKY (canali 104, 105 e 106), così come il canale di televendite Mediashopping.

Dal dicembre 2008 al luglio 2011, in esclusiva su SKY, va in onda Mediaset Plus (canale 123), diretto da Miriam Pisani, che ripropone una serie di programmi trasmessi sulle tre reti generaliste ma a orari differenti, nonché il TG5 della sera e le 2 edizioni di Studio Aperto posticipati di un'ora.

Dal 7 settembre 2015, Sky Italia non rinnova il contratto per la trasmissione delle reti Mediaset; di conseguenza, esse spariscono dalla piattaforma[27].

Attraverso la piattaforma Tivùsat, realizzata dalla società partecipata Tivù, da luglio 2009, viene replicata integralmente via satellite l'offerta di canali gratuiti già disponibile in digitale terrestre, ad eccezione di For You e della versione in HD delle generaliste.

Cartoonito arriva sulla piattaforma il 10 luglio 2015, quattro anni dopo il lancio sul digitale terrestre; il servizio è accessibile mediante smart card Nagravision. A dicembre 2009 viene ufficializzato il dato di 570 000 tessere distribuite[28].

Testate giornalisticheModifica

Al fine di realizzare programmi di approfondimento giornalistico, nel 1986 nasce Videonews, una testata giornalistica che si occupa di diversi programmi d'informazione e approfondimento giornalistico in onda sulle reti generaliste indipendentemente dalle redazioni dei telegiornali e che produce programmi come Verissimo, Mattino Cinque e Quinta colonna che sono anche visibili sul sito internet Mediaset.it oltre ai telegiornali. Dal gennaio 1991 Mediaset produce notiziari d'informazione in tempo reale su tutte le reti attraverso differenti testate e circa 400 giornalisti con varie edizioni di telegiornali e di notiziari sportivi ogni giorno, attraverso cinque differenti testate: TG5, Studio Aperto, TG4 e Sport Mediaset.[senza fonte]

Nel corso del 2008, le produzioni news rappresentano più del 18% dei programmi emessi dalle reti italiane Mediaset[29].

Nel 2010 nasce l'agenzia di stampa NewsMediaset, che fornisce servizi giornalistici e inchieste a tutto il gruppo e produce anche contenuti d'informazione con proprio marchio; all'interno di NewsMediaset viene studiato e realizzato un nuovo canale digitale dedicato alle informazioni giornalistiche[30]. Lo stesso anno nasce il canale dedicato alla riproposizione dei telegiornali Mediaset, TG Mediaset.

Il 28 novembre 2011 nasce TGcom24, testata giornalistica che gestisce l'omonimo canale all news al posto di TG Mediaset, un sito Internet e finestre informative televisive su tutte le reti Mediaset e via radio su R101, che sostituisce il vecchio TGcom, nato l'8 marzo 2001 e che operava via Internet e gestiva le finestre informative sui canali televisivi.

Testate giornalistiche italianeModifica

Testate giornalistiche spagnoleModifica

ChiuseModifica

InternetModifica

Dal gennaio 1998, è attiva nel settore multimediale. Attraverso il sito mediaset.it[31], è possibile conoscere tutta l'offerta di contenuti e i palinsesti di Mediaset via Internet. Dal portale, gestito da R.T.I. Interactive Media (ex Mediadigit), si accede ai siti di tutte le reti, ai siti dedicati ai programmi tv, alle community (6 come 6), alle news della testata giornalistica multimediale Tgcom (fornitore di news per radio R101 di Mondadori), oltre che alle "pillole informative" Tv in onda sulle reti Mediaset, dei telegiornali e dello sport (sportmediaset.it[32]), ai siti dedicati all'e-commerce e al merchandising (Mediashopping e Five Store), ai contenuti dedicati alla telefonia mobile.

Attraverso Mediaset On Demand è possibile vedere gratuitamente e in alta qualità, con tecnologia Smoothstreaming (HQ) parti di programmi già andati in onda e intere puntate in esclusiva, oltre ad alcuni programmi in diretta (tra cui Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque) e i telegiornali delle tre reti generaliste. Sul sito mediasetpremium.it tutti i possessori di smart card Mediaset Premium abilitata alla visione del reality show Grande Fratello, possono seguire in diretta il programma 24 ore su 24 gratuitamente. All'interno delle sezione Qui Mediaset è possibile trovare notizie e video relative ad attività ed eventi legati all'azienda.

Dal 2007 alla fine del 2009, il servizio Mediaset Rivideo, permetteva inoltre di vedere su PC tutte le puntate delle fiction e delle serie tv trasmesse sulle reti Mediaset, i film, i cartoni animati, le partite di calcio di Serie A in diretta e in differita in modalità video on demand a pagamento. Il servizio risulta sostituito da videomediaset che ne permette la visualizzazione in streaming gratuitamente (con brevi spot pubblicitari all'interno).

Media Shopping possiede uno spazio per televendite sul canale on-demand di YouTube e dal 2008 è presente su eBay con un negozio virtuale (e-commerce). Dal 2010 diversi programmi di successo sono presenti su Facebook con pagine ufficiali.

Per via della grande quantità di contenuti, di servizi e di informazioni, mediaset.it è tra i siti più visitati dagli italiani[16].

Telefonia mobileModifica

Dal 2006 detiene costanti rapporti commerciali nel settore delle telecomunicazioni con tutti i principali operatori italiani di telefonia fissa e mobile, in particolar modo con TIM (Telecom Italia s.p.a.) e Vodafone Italia s.p.a., per la distribuzione digitale di tutti i propri canali nazionali free to air, dei contenuti televisivi e dell'offerta in pay-tv, via rete mobile (DVB-H) oltre che via cavo (IPTV).

TV digitale mobileModifica

Con l'alleanza dei principali operatori italiani di telefonia mobile, è attiva nello sviluppo della tecnologia DVB-H, il nuovo standard per la visione di contenuti multimediali digitali su cellulari evoluti. Agli inizi del 2006 lanciò il primo servizio di "Mobile TV" in tecnologia DVB-H al mondo.

Dopo aver raggiunto un accordo con TIM e Vodafone, acquisì e successivamente convertì in digitale le frequenze analogiche della rete Sportitalia, realizzando così un terzo multiplex (Mediaset 3), che nel rispetto dei limiti posti dall'Antitrust venne dedicato esclusivamente all'offerta in DVB-H. Gli accordi stipulati previdero inoltre l'affitto del 40% della totale capacità trasmissiva a ciascuno dei due operatori telefonici. 3 invece decise di realizzare, allo stesso modo, un proprio multiplex attraverso l'acquisizione delle frequenze di un largo numero di emittenti locali distribuite sul territorio.

Le programmazioni integrali di Canale 5, Italia 1 e i contenuti legati al calcio di Serie A di Mediaset Premium fanno parte dell'offerta gratuita in DVB-H di TIM TV. 3 TV invece, oltre all'opzione a pagamento di Mediaset Premium, dispone nel proprio pacchetto gratuito una selezione dei programmi dei tre canali generalisti e l'intero palinsesto del canale Boing.

Mediaset è presente anche come fornitore di contenuti sulla tradizionale rete cellulare. Nello specifico, a TIM, Vodafone, Wind e 3 offre contenuti video on demand basati su streaming, in particolare news, pillole di intrattenimento, immagini, suonerie, musica e giochi. Dal 2009 ha lanciato alcune applicazioni gratuite e a pagamento per iPhone, iPad e iPod touch: TGcom, Sport Mediaset, Video Mediaset, Grande Fratello e la guida TV di Mediaset Premium, scaricabili tramite App Store o iTunes di Apple.

RadioModifica

Inoltre Mediaset partecipa al capitale di Radio Monte Carlo con una quota del 44,5% (la quota di maggioranza è di Finelco). Nel luglio 2016 le attività radiofoniche sono state accorpate nella nuova società RadioMediaset, alla cui presidenza è stato nominato Paolo Salvaderi[33].

CinemaModifica

Dal 2007 è attiva nel mercato cinematografico attraverso Medusa, già controllata da Fininvest dal 1994, società leader assoluta in Italia nella produzione e distribuzione cinematografica di film italiani e internazionali, specializzata anche nell'home entertainment, nella realizzazione e gestione di sale e multisale cinematografiche presenti sul territorio nazionale; si contano 27 centri cinematografici appartenenti dal 2009 alla società Capitolosette, partecipata al 49%, proprietaria del circuito The Space Cinema, nato dalla fusione di Medusa Multicinema e Warner Village Cinemas. Dalla joint venture tra Medusa Film e la casa di produzione capitolina di fiction d'autore Taodue, acquisita nel corso del 2007, è stata creata una major, Med Due, per la produzione di contenuti italiani per la TV e il cinema. Nella distribuzione cinematografica in Italia ha come concorrenza diretta le major americane Universal, Warner e Fox. Attraverso accordi commerciali con le principali società di produzione e distribuzione americane ed europee e alle proprie risorse produttive, tra cui le partecipate Fascino PGT, Mediavivere e Ares Film, detiene un'immensa library di diritti televisivi e cinematografici. È presente sia in campo accademico con una serie di master universitari, che nell'ambito socio-culturale attraverso l'organizzazione di eventi e le iniziative della propria Onlus denominata Mediafriends. Il 16 ottobre 2014 sia Mediaset che Benetton decidono di cedere la società al gruppo anglosassone Vue Entertainment.

Nel 2007 Mediaset ha rilevato dalla holding Fininvest il Gruppo Medusa, incorporandola nel gruppo all'interno della controllata R.T.I., entrando così a pieno titolo anche nel mercato cinematografico.

La Medusa Film, che assume questo nome dal 1994, è la società leader assoluta in Italia nella produzione e distribuzione cinematografica di film italiani e internazionali, con sede a Roma. Le origini della società risalgono tuttavia al 1964, anno in cui venne fondata da Lorenzo Ventavoli; venne acquistata poi dalla Fininvest nel 1986.

È specializzata anche nell'home entertainment; attraverso Medusa Video, infatti, è tra i primi operatori nazionali per la produzione e distribuzione di film, documentari, cartoni animati, trasmissioni televisive in formato VHS, DVD e Blu-ray Disc della Mediaset. È attiva inoltre nella realizzazione e nella gestione di sale e multisale cinematografiche ubicati nelle principali città italiane. Medusa Film detiene una quota di minoranza di Cinecittà Digital Factory, specializzata in postproduzione cinematografica, e insieme alla casa produttrice di fiction Taodue fa parte della società Med Due. Il presidente di Medusa Film è Carlo Rossella.

A luglio 2009 il Gruppo ha ufficializzato la costituzione della società Capitolosette, detenuta al 49%, dedicata alla gestione di sale e multisale, grazie all'accordo con il gruppo di private equity 21 Partners, di proprietà della holding di partecipazioni Schemaquattordici (ex 21 Investimenti). La società è proprietaria del circuito The Space Cinema, presieduto da Giuseppe Corrado, in cui sono confluiti i multiplex di Medusa Multicinema e di Warner Village Cinemas, costituito da 27 multiplex, quindi leader di mercato[34]. Gli immobili sono di proprietà di Capitolosette ad eccezione dei multisala situati a Torri di Quartesolo (Vicenza), Livorno, Torino, Bologna e Salerno, posseduti dalla Fimit.

Concessionarie di pubblicitàModifica

Per via della propria tipologia di business, Mediaset controlla uno dei più grandi[senza fonte] gruppi di raccolta pubblicitaria del mondo[35] attivo soprattutto, ma non solo, nel settore televisivo. La società di punta è Publitalia '80, fondata nel 1979 dallo stesso Berlusconi e successivamente guidata da Giuliano Adreani, concessionaria multinazionale di pubblicità per le reti nazionali generaliste e tematiche da anni leader nel mercato italiano ed europeo[36] con sede principale nel Centro Direzionale di Milano Due (Palazzo Cellini), a Segrate (Milano). Publitalia '80, con circa 3 miliardi di Euro di fatturato annuo complessivo, è il principale canale finanziario in entrata del Gruppo e controlla totalmente altre due concessionarie minori: Publieurope, filiale multinazionale attiva dal 1996 sui mercati e i media esteri con sede centrale a Londra, e Digitalia '08, nata nel 2008 (precedentemente denominata Promoservice Italia), delegata alla vendita di pubblicità sui canali realizzati per il digitale terrestre e satellitare, per le attività legate al pagamento della pubblicità in cambio merce. Detiene inoltre il 50% di Mediamond per la vendita di spazi pubblicitari presenti sui siti Internet del gruppo e di Mondadori. La raccolta pubblicitaria in Spagna è affidata dal 1990 a Publiespaña, concessionaria di Mediaset España, che con circa 1 miliardo di Euro di fatturato annuo detiene il primato in ambito nazionale; la sede principale è situata nel centro di Madrid[37]. Publiespaña, controlla inoltre la concessionaria Publimedia Gestiòn per la commercializzazione di contenuti audiovisivi per la televisione via cavo e digitale terrestre, la vendita di format tv e di pubblicità sui diversi siti Internet spagnoli del gruppo (divisione Advanced Media). Nel 2009 è stata creata la concessionaria Nessma Advertising per la raccolta pubblicitaria del canale satellitare Nessma presente nel Maghreb. L'11 ottobre 2014 viene comunicato che Fininvest dovrà cedere il 20% della quota azionaria di Mediolanum, banca di proprietà del gruppo. La banca D'Italia ha ordinato la vendita della quota in quanto Silvio Berlusconi ha perso la sua onorabilità per quanto riguarda le azioni bancarie. Il 13 novembre 2014 viene comunicata la notizia che il consiglio d'amministrazione Mediaset ha deciso di cedere tutte le attività della TV a pagamento ad una nuova azienda, Mediaset Premium S.p.A. nata dal gruppo Mediaset e dalla società spagnola Telefonica. Il 14 gennaio 2015, Mediaset vende a Telefonica l'11,1% delle quote di Mediaset Premium S.p.A., per un corrispettivo di 100 milioni di euro, ammontare che riflette a 900 milioni di euro di impresa. Il 13 febbraio 2015, Silvio Berlusconi, vende il 7,79% di Mediaset per 400 milioni di euro. L'8 aprile 2016 Mediaset acquisisce il 3,5 di Vivendi cedendo alla stessa il suo 3,5 e il 100% di Mediaset Premium[38].

Centri di produzione televisivaModifica

Centri di produzione interniModifica

 
Torre trasmittente sita all'interno del Centro di produzione di Cologno Monzese

Mediaset trasmette sulle proprie reti circa 26.000 ore di programmazione all'anno; un terzo sono frutto di produzioni realizzate autonomamente.

 
Centro di produzione di Cologno Monzese

La produzione di programmi televisivi italiani è garantita da R.T.I., attraverso la controllata Videotime, società presieduta da Franco Ricci, che dal 1982 gestisce lo sviluppo e il mantenimento tecnologico di studi, sale di postproduzione, grafiche e regie mobili. A Cologno Monzese, adiacente alla sede centrale del Gruppo, è situato il centro di produzione TV principale, nato sulle ceneri degli ICET Studios - Cinelandia, teatri di posa e studi di incisione utilizzati negli anni sessanta e settanta per fare concorrenza a Cinecittà con la creazione di una sede cinematografica milanese. Gli studi, acquistati nel 1983 da Fininvest, furono debitamente ampliati e ristrutturati per ospitare le maggiori produzioni della nascente televisione privata. Il centro di produzione di Cologno Monzese ospita in tutto 10 studi televisivi tra i quali uno dei più grandi d'Europa, lo Studio 20,[39] uffici, bar e ristoranti, zone commerciali e fitness, con all'interno una serie di servizi dedicati esclusivamente ai dipendenti e agli artisti (Mediacenter), oltre a quelle specifiche per la produzione televisiva e per la trasmissione terrestre e via satellite e del segnale nazionale e internazionale. Oltre alla produzione televisiva, la sede di Cologno Monzese ospita il centro emissione, cioè la messa in onda, di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 mentre i canali tematici e a pagamento sono gestiti dal Centro Toc di Segrate. Un altro centro di produzione aveva sede nel Centro Direzionale di Milano 2 (Palazzo dei Cigni), rilevato nel 1976, in cui principalmente risiedevano le redazioni e gli studi di Studio Aperto, TG4, TGcom24. Questo palazzo rappresenta la sede storica dove nacque la prima rete, Canale 5, e in cui vennero trasmessi in diretta già nel 1978 i primi programmi di Telemilano. Fino alla stagione 2014-2015, il centro ha ospitato Striscia la notizia, trasferito poi a Cologno Monzese, non senza polemiche da parte dell'ideatore Antonio Ricci.[40] Nel 2016 il centro venne definitivamente dismesso e tutte le produzioni trasferite a Cologno Monzese. A Segrate, in Via Marconi n.27, nella sede denominata T.O.C. (Technology Operation Center), si trova un moderno centro di emissione completamente digitale, in cui vengono prodotti e irradiati i canali digitali terrestri, satellitari e i contenuti veicolati tramite IPTV. Nel centro T.O.C. si trovano inoltre gli studi in cui vengono realizzate televendite, annunci e telepromozioni in onda sia sulle reti generaliste che sul canale tematico For You, chiuso nel 2013. Da questi studi vengono prodotti i collegamenti di Meteo.it. A Roma, in Via Tiburtina 1361 nella frazione di Settecamini si trova il Centro Titanus Elios di proprietà della Titanus Elios S.p.A., società controllata per il 30% da Videotime e per il 70% da Titanus S.p.A. e che ospita 8 studi televisivi. In piazza SS Giovanni e Paolo 8 si trova il Centro Safa Palatino, rilevato dalla S.A.F.A. Palatino (stabilimento cinematografico utilizzato, tra gli altri, da Pier Paolo Pasolini) nel 1984. In passato, questo stabilimento, soprattutto grazie all'immenso studio 1 (notevolmente ridimensionato a seguito di un intervento di restyling degli spazi avvenuto nel 2002), ospitò i più importanti programmi di Mediaset realizzati a Roma.

Centri di produzione esterniModifica

Per questioni logistiche ed organizzative e per far fronte all'esigenza di spazi ulteriori rispetto a quelli offerti dai propri centri di produzione, alcune trasmissioni, come per esempio il Grande Fratello, vengono realizzate in studi esterni, quindi non di proprietà. L'esternalizzazione degli studi televisivi, soprattutto su Milano, era molto più frequente negli anni '80 e '90, mentre su Roma la tendenza è proseguita fino al 2008 circa, cioè da quando Mediaset ha acquisito ad uso esclusivo gli studi Elios Titanus. Prima di allora, infatti, moltissime produzioni andavano in onda da Cinecittà come Uomini e donne, Amici, Buona domenica, Tira e molla, La corrida, Ciao Darwin. Su Milano, in passato, era molto utilizzato il centro della Bravo Productions, più noto come Studio One, sito in via Mambretti, 9/13. Qui vennero realizzati programmi storici tra i quali Drive In (ultima edizione 1987/1988), Odiens, la prima edizione di Striscia la notizia, Ok, il prezzo è giusto!, La ruota della fortuna e le prime stagioni della soap opera Vivere. Altro studio usato per anni fu quello della Telepro di Via Giotto 36 a Milano (collocato al piano sotterraneo -3) dove veniva registrato il quiz Bis condotto da Mike Bongiorno. Nei primissimi anni '80 venne utilizzato anche lo Studio 1 di Antenna 3 Lombardia a Legnano, per la prima edizione di Ok, il prezzo è giusto! condotta da Gigi Sabani. Per un certo periodo si usufruì degli studi sotterranei (collocati al piano - 4) della C.T.C. di Viale Legioni Romane, 43, di quelli della Asa Television di Cinisello Balsamo, della Icet Studios di Cologno Monzese in Via Ingegnoli, 40 e della Icet Studios di Brugherio in Via Guzzina 18). Altro studio importante è stato il Michelangelo Studio, di proprietà di Gerry Scotti, sempre a Cologno Monzese in Via M.Buonarroti, 31 (dal 2000 al 2008 è stato lo studio di Chi vuol essere milionario? e di altri programmi). Le principali sitcom, invece, venivano girate negli studi Link Up di Milano in Viale Col di Lana 6/A (poi dismessi e riconvertiti in moderni loft), mentre le serie per ragazzi con Cristina D'Avena erano girate negli ex studi Icet di Via Peppino Rossi 11 e negli ex studi Merak Film di Via Lumiere, in entrambi i casi a Cologno Monzese. Su Roma, era molto utilizzato anche lo studio Clodio della CCC Cerrato Compagnia Cinematografica di Via Riboty 18, ex cinema-teatro, riconvertito in un supermercato dal 2002. Qui vennero realizzate molte edizioni de Il pranzo è servito, Zig Zag e la prima edizione di Casa Vianello. Altro studio usato per anni fu lo Studio Araldo, sempre della CCC Cerrato Compagnia Cinematografica, in Via Serenissima 71 (poi diventata una Sala Bingo), dove veniva registrato il programma Agenzia Matrimoniale condotto da Marta Flavi. Le soap opera Vivere (dal 2004 al 2008) e CentoVetrine venivano girate presso i teatri di posa Telecittà di San Giusto Canavese (Torino). In anni più recenti, le principali trasmissioni realizzate in centri di produzioni esterni sono state: Little Big Show e The Wall (Studi Infront di Milano), L'isola dei famosi e Colorado (Studio Le Robinie, Cologno Monzese), Zelig Event (tensostruttura di Infront in Via Crescenzago a Milano, ex "X Factor Arena"), La settima porta (Michelangelo Studio, Cologno Monzese), Selfie - Le cose cambiano (prima edizione: Studios ex "De Paolis", Roma, seconda edizione: Studi Voxson, Roma), Maurizio Costanzo Show (edizione 2015/2016: Studios ex "De Paolis" , Roma, dal 2017 Studi Voxson, Roma), Music (Teatro 5 Cinecittà, Roma), Grande Fratello VIP (Cinecittà, Roma).

Diritti televisivi e cinematograficiModifica

Attraverso R.T.I., Medusa, Mediavivere, Fascino PGT, Taodue e Mediaset España Comunicacion in Spagna, è proprietaria di una vasta library di diritti televisivi e cinematografici e tra le maggiori su scala europea[41]. Dopo aver chiuso nel 2006 Mediatrade, la società delegata all'acquisizione dei diritti televisivi e alla produzione di fiction, è attiva con Mediavivere, fondata nel 1999, nella produzione di soap e mini-serie tv italiane; Fascino PGT, in comproprietà con Maria De Filippi, produce invece format televisivi e talent show; Taodue, fondata da Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt nel 1991, produce film e fiction per la tv. Detiene inoltre il 30% della società Ares Film, casa di produzione di fiction diretta da Alberto Tarallo.

Per via di accordi pluriennali in esclusiva con le principali società di produzione e distribuzione americane ed europee, tra cui: Paramount Pictures, Universal Pictures, Walt Disney Company, Lionsgate Entertainment, Pixar, Marvel Studios, 20th Century Fox, Dreamworks, Columbia Pictures, Warner Bros. International, Metro-Goldwyn-Mayer, Touchstone Pictures, New Line Cinema, Miramax Films, TriStar Pictures, Buena Vista Distribution, Marvel Studios, Moviemax, Eagle Pictures, Medusa Film, 01 Distribution, Taodue, dispone dei prodotti televisivi di maggiore popolarità mondiale: film, serie tv, soap opera, fiction, cartoni, telenovele, miniserie, film tv, oltre ad eventi musicali, d'intrattenimento e a manifestazioni sportive di livello internazionale e mondiale tra cui spiccano Superbike e Campionato italiano di calcio Serie A, UEFA Champions League, Europa League, UEFA Super Cup. Il 21 dicembre 2017 si aggiudica per la prima volta, battendo la concorrenza di Rai e Sky, i diritti del Campionato mondiale di calcio 2018 in Russia, che verrà quindi trasmesso in esclusiva sulle reti free Italia 1, Canale 5 e Rete 4.[42]

Attraverso la controllata Endemol detiene i diritti sui format per programmi televisivi di maggior successo e di livello internazionale, per una library complessiva di oltre 2.400 format diffusi in tutto il mondo e destinati a differenti piattaforme televisive.

È attiva anche nel settore discografico con l'etichetta RTI Music (fino al 1991 Five Record), nel licensing e nel merchandising dei propri marchi, nonché personaggi televisivi. Con Mediaset Distribution distribuisce all'estero i prodotti televisivi del Gruppo a favore delle principali emittenti di tutto il mondo.

L'azienda nel 2008 ha avviato una causa legale contro Google e YouTube per illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del gruppo, per la violazione dei diritti televisivi e di copyright, richiedendo un risarcimento di circa 500 milioni di Euro e la rimozione dei filmati in cui sono presenti contenuti televisivi trasmessi sulle proprie reti FTA e a pagamento. Il 15 dicembre 2009 è stato accolto integralmente dal Tribunale di Roma il ricorso di Mediaset contro YouTube, disponendo la rimozione immediata dai server YouTube di tutti i contenuti illecitamente caricati. Nello specifico, l'ordinanza si riferisce a Grande Fratello[43][44]. A febbraio 2010 il Tribunale di Roma ha respinto il reclamo di YouTube e confermato il provvedimento emesso.

Mercato esteroModifica

L'azienda si sviluppa anche in ambito internazionale. Sin dal 1989 opera in Spagna e dal 2003 è azionista di riferimento, attraverso la controllata Mediaset Investimenti, del Grupo Gestevisión Telecinco (50,13%) editrice dell'omonimo canale anch'esso free to air; a dicembre 2009 ha ufficializzato l'acquisto dell'emittente Cuatro, portando a otto il numero complessivo dei propri canali nazionali (Telecinco, La Siete, FDF Telecinco, Cincoshop, Cuatro, CNN+, 40 latino e Canal Club) e rilevando altresì il 22% della piattaforma satellitare a pagamento Digital+. Dal 2007 all'aprile del 2012 ha detenuto una quota del 33% dell'olandese Endemol attraverso Mediaset Investment Sarl.[45][46][47] È attiva inoltre dal 2008 nel mercato televisivo nordafricano, con una partecipazione del 25% nel canale televisivo satellitare in lingua francese Nessma (visibile anche in Italia e in tutta Europa), e cinese, con la partecipazione del 49% in Sportnet Media e accordi commerciali con il canale sportivo China Sport Programs Network (CSPN). Attraverso Telecinco possiede una quota rilevante del canale nordamericano CV Network (CaribeVisión). Per mezzo della concessionaria internazionale Publieurope, nata nel 1996, gestisce la vendita di spazi pubblicitari su più di venti canali televisivi europei, tra cui le reti del gruppo televisivo multinazionale ProSiebenSat.1.

Dal 2003 è l'azienda azionista di riferimento di Telecinco, canale tv del Grupo Gestevisión Telecinco diretto da Paolo Vasile è primo in Spagna sia in ascolti (15,5% di share)[48], sia in raccolta pubblicitaria (30% con la controllata Publiespaña, guidata da Giuseppe Tringali) e dal 2004 quotato alla Borsa di Madrid nel listino IBEX-35 (Madrid, codice isin: ES0152503035, codice alfanumerico: TL5[49]). L'emittente spagnola Telecinco venne fondata da Silvio Berlusconi nel 1989, così come avvenne nel 1986 in Francia con il canale La Cinq e nel 1988 in Germania con il canale Tele 5. Al contrario di ciò che accadde in Francia e in Germania, il canale spagnolo, superata una crisi nel 1993, ebbe decisamente maggior fortuna, finché nel 1997 Mediaset acquisì la partecipazione di Fininvest pari al 25% per poi passare al 50,13%. Le attività di La Cinq e Tele 5 cessarono nel 1992 per motivi differenti: sulla prima, molto indebitata, fu fatto abortire un tentativo di salvataggio di Berlusconi da parte di più soggetti, mentre disaccordi tra azionisti portarono alla chiusura del canale tedesco.

Il Grupo Telecinco, che ha sede principale a Madrid nel quartiere Fuencarral, è attivo sul digitale terrestre spagnolo con altri tre canali tematici gratuiti: LaSiete (ex Telecinco 2), FDF e Boing, il massimo previsto dalla legge spagnola. Il canale Telecinco, che dal 30 marzo 2010 è visibile solo in digitale su DTT, è distribuito anche via satellite sulla piattaforma a pagamento Digital+, di cui possiede il 22% delle quote azionarie. Telecinco controlla in tutto circa una quindicina di società tra cui l'agenzia stampa Atlas, i servizi Internet Conecta 5 Telecinco, produzione cinematografica con Estudios Picasso Fábrica de Ficción, Mi Cartera Media e la società di vendita a distanza Publieci Televisión. A dicembre 2009, sfruttando la seconda riforma tv del governo Zapatero ha ufficializzato la creazione di una nuova società insieme all'altro canale digitale Cuatro, rafforzando così la propria leadership privata nel mercato televisivo iberico e gettando le basi per una ridefinizione del Gruppo spagnolo come Mediaset España, come poi avverrà nel 2011. Nascono poi altri due canali: Divinity, dedicato al pubblico femminile, ed Energy, riservato a quello maschile. Il presidente del gruppo televisivo spagnolo è Alejandro Echevarrìa.

Dal 1996 la concessionaria Publieurope, società totalmente controllata da Publitalia '80, segue le attività di raccolta pubblicitaria per i clienti internazionali. Oltre alle reti del Gruppo e alle principali testate editoriali di Mondadori, è concessionaria delle maggiori emittenti televisive commerciali europee di Spagna, Germania, Regno Unito, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Ungheria, Bulgaria, Romania, per le reti del gruppo ProSiebenSat.1, per il canale sportivo cinese CSPN, per il canale d'intrattenimento arabo Nessma e per il network nordamericano Caribevisiòn. Publieurope inoltre si avvale della fattiva collaborazione di Publitalia '80, per i clienti italiani, e di Publiespaña, per i clienti spagnoli.

Dopo aver tentato l'acquisto del gruppo televisivo tedesco ProSiebenSat.1, ma non andato a buon fine, nel 2007 ebbe invece successo la gara per l'acquisizione (attraverso Telecinco in consorzio paritetico con il fondatore John de Mol e Goldman Sachs), per una cifra di circa 2,6 miliardi di Euro, della società internazionale leader nella produzione di format televisivi Endemol, di origine olandese (sede centrale ad Amsterdam) e presente in 25 Paesi e in tutti i continenti, quotata alla borsa olandese dal 1996 al 2007. Il presidente del gruppo olandese, fondato nel 1994 da Joop van den Ende e John de Mol, è l'israeliano Ynon Kreiz.

Nel 2008 Telecinco è entrata nel mercato tv nordamericano con l'acquisto del 28,3% di CV Network (CaribeVisiòn), canale televisivo in lingua spagnola diffuso a New York, Miami, Chicago e Porto Rico e rivolto alle comunità ispaniche. Sempre nello stesso anno Mediaset ha acquisito il 25% della tunisina Nessma, che con il 19% di share si attesta a primo canale satellitare di intrattenimento rivolto al mondo arabo mediterraneo (Maghreb) in lingua francese e visibile anche in Italia e in Europa, creando poi la concessionaria di pubblicità Nessma Advertising; ha stretto accordi commerciali in Cina con il canale sportivo China Sport Programs Network (CSPN) e ha rilevato quote pari al 49% di Sportnet Media, società attiva nella raccolta pubblicitaria, nell'acquisto diritti e nella produzione di programmi televisivi per il network cinese.

Attraverso Mediaset Distribution ha presentato nel 2008 il canale Mediaset International[50], rivolto esclusivamente ai Paesi esteri, ove vengono trasmessi i principali programmi delle tre reti generaliste in differita di ore o giorni. Nel corso dello stesso anno l'azienda ha ufficializzato il proprio interessamento all'ingresso, tramite Endemol, in ITV, la principale tv commerciale britannica.

Nel maggio 2015 acquista il 40% di Digitals de Catalunya, la società che gestisce il network "8TV", quattro frequenze televisive che a Barcellona e dintorni si piazzano al settimo posto tra la concorrenza. In Spagna il gruppo Mediaset è attivo con Telecinco, La Siete, Cincoshop, Cuatri, CNN+, 40 Latino e Canal Club.[51]

Master universitariModifica

Nel 2004, in collaborazione con la Libera università di lingue e comunicazione IULM di Milano, fondò il consorzio Campus Multimedia In.Formazione, con l'obiettivo di creare un'offerta di alta formazione nell'ambito dei media, dell'economia digitale e della comunicazione. Due i master universitari attivi: Master in Management Multimediale (MIMM) e Master in Giornalismo (riconosciuto dall'Ordine dei giornalisti).

La concessionaria di pubblicità Publitalia '80 organizza a Milano dal 1988 un corso post-laurea accreditato ASFOR: il Master in Marketing, Comunicazione e Sales Management.

Dal 2003 al 2007, in collaborazione con l'Università La Sapienza di Roma, realizzò il Laboratorio di Comunicazione e Nuovi Contenuti con due corsi: Scuola della Tv, per la creazione di figure professionali specializzate, e il Laboratorio Linguaggio Tv.

Attività socio-culturaliModifica

Attraverso Mediafriends, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), presieduta da Pier Silvio Berlusconi e costituita da Mediaset e Mondadori, vengono svolte attività di ideazione, progettazione, realizzazione e promozione di eventi, in special modo televisivi (La Fabbrica del Sorriso dal 2003), finalizzati alla raccolta di risorse da destinare alla beneficenza ed al finanziamento di progetti mirati quali: istruzione, assistenza socio-sanitaria, valorizzazione della cultura e dell'ambiente, cooperazione internazionale. La Onlus è attiva per la raccolta fondi a seguito di emergenze scaturite da eventi drammatici e catastrofi sia nazionali che internazionali.

La controllata Medusa sostiene da anni la Società italiana per l'Amiloidosi Onlus. Attraverso Publitalia '80, ogni anno dedica oltre 6.000 passaggi pubblicitari a campagne di carattere sociale. Telecinco, in Spagna, mette a disposizione l'emissione di spot dedicati a temi di interesse sociale.

Mediaset è attiva anche nel settore dell'editoria con Link. Idee per la televisione, collana di comunicazione curata da R.T. I. dedicata alla divulgazione dei meccanismi che governano l'industria televisiva mediante il contributo di esperti e professionisti del settore, italiani e stranieri.

Nel 1994, attraverso Medusa, ha intrapreso un progetto di restauri cinematografici denominato Cinema Forever-Dedicato a Carlo Bernasconi, per la tutela di capolavori del cinema italiano diretti da grandi registi come De Sica, Fellini, Pasolini, Rossellini, Antonioni e Bertolucci. Tra il 1999 e il 2002, ha donato al Museum of Modern Art di New York una serie di lungometraggi restaurati per arricchire con pellicole prestigiose del cinema italiano il patrimonio dell'archivio storico del museo, uno dei più illustri del mondo.

Da più di vent'anni organizza al Teatro Manzoni di Milano la rassegna musicale Aperitivo in Concerto; la controllata Publitalia '80 è sponsor principale della Mostra del Libro Antico, organizzata dalla Fondazione Biblioteca di via Senato, presso il Palazzo della Permanente di Milano.

Sedi di corrispondenzaModifica

In ogni regione (ad eccezione di Basilicata, Calabria e Sardegna) si trovano le sedi di corrispondenza. Si trovano inoltre le sedi di corrispondenza dall'estero nelle seguenti città:

Rilevazioni AuditelModifica

È presente in Auditel fin dalla sua creazione nel 1984. Secondo le rilevazioni Auditel (Rilevazioni Auditel), sul totale individui in Italia Mediaset ha una quota di ascolti giornalieri media pari a circa il 39%, leggermente inferiore alla quota RAI - Radiotelevisione Italiana pari al 41%. Canale 5 è la seconda e la rete nazionale più seguita alle spalle di Rai 1, mentre Rete 4 si colloca al quinto/sesto posto, sempre dietro Rai 3 ma battendo La7. Poiché Mediaset ha una tipologia di business prettamente commerciale, a differenza delle reti di servizio pubblico, dalla primavera 2006 presenta le share Auditel rilevate esclusivamente nella fascia di età compresa tra i 15 e i 64 anni, denominata target commerciale, la più redditizia dal punto di vista pubblicitario; secondo questi parametri Mediaset totalizza oltre il 40% di ascolti giornalieri, distaccando la Rai che si attesta al 34%. Canale 5 è, difatti, prima rete nazionale, Italia 1 terza, e Rete 4 quinta.

Da febbraio 2009 anche il canale Iris, presente esclusivamente in digitale terrestre e su piattaforma satellitare Tivùsat, viene rilevato quotidianamente da Auditel, con una media di ascolto oltre l'1% nel totale giornata. Iris diventa così ottava rete in prime time tra le reti nazionali rilevate, alle spalle di La7, e si afferma il canale di cinema più visto tra quelli trasmessi su tutte le piattaforme, gratuite e a pagamento.

Boing è rilevato in auditel da novembre 2009. La5, Mediaset Extra e i servizi pay-tv di Mediaset Premium sono anch'essi rilevati da Auditel dal 2010.

Il canale TgCom24 è il terzo canale all-news in Italia nel totale giornata, ma nella fascia 7-9 è prima battendo Rai News 24 e Sky TG24.[senza fonte][prive di qualsiasi fonte]

Elenco canali televisiviModifica

Editi tramite R.T.I. S.p.A.Modifica

Logo Canale LCN Inizio trasmissioni Direttore
  Rete 4 4 4 gennaio 1982 Sebastiano Lombardi
  Canale 5 5 30 settembre 1980 Giancarlo Scheri
  Italia 1 6 3 gennaio 1982 Laura Casarotto
  20 Mediaset 20 3 aprile 2018 Marco Costa
  Iris 22 30 novembre 2007
  La5 30 12 maggio 2010
  Mediaset Extra 34 26 novembre 2010
  Focus 35 17 maggio 2018
  Top Crime 39 1º giugno 2013
  TGcom24 51 28 novembre 2011 Paolo Liguori
  Italia 2 120 4 luglio 2011 Marco Costa

Editi tramite Boing S.p.A.Modifica

Logo Canale LCN Inizio trasmissioni Direttore
  Boing 40 20 novembre 2004 Alice Fedeli
  Cartoonito 46 22 agosto 2011

I bollini per la visioneModifica

 
Lo storico bollino rosso utilizzato fino al 4 ottobre 2010

I film e le serie televisive sia in prima visione che in replica contengono un bollino, un visto censura televisivo, in basso a sinistra, che dal 5 ottobre 2010 viene rimpicciolito e posizionato accanto al logo del canale con conseguente perdita dell'omino:

  • il bollino rosso segnala un film o un telefilm adatto ad un pubblico di soli adulti;
  • il bollino giallo segnala che i bambini possono vedere un film o un telefilm solo in presenza di un adulto;
  • il bollino verde segnala un film o un telefilm adatto a tutti.

Canale 5 usa questi bollini dal 1994, Rete 4 e Italia 1 dal 1997. Dal 2010 tutti i canali Mediaset utilizzano i bollini per la visione.

Composizione societariaModifica

AzionariatoModifica

Capitalizzazione di mercato: 4.769.678.781 €[52]

In uno spot istituzionale, Mediaset dichiara di aver dato ai quasi 130.000 piccoli azionisti circa 4,9 miliardi di euro di dividendi, senza però specificare né il relativo arco temporale, né la proporzione di tali dividendi rispetto a quelli di altri azionisti, né la metodologia di calcolo.[53]

Dati aggiornati al 1º marzo 2017 secondo i dati Consob sulle partecipazioni rilevanti.[24]

Dati societariModifica

Valore delle azioni

Il 18 gennaio 2007 le azioni Mediaset valevano 9,367 euro per azione. Il 14 giugno 2012 le azioni hanno toccato il minimo storico di 1,144 euro per azione.

Capitale sociale

Il capitale sociale di Mediaset è costituito da 1.181.227.564 azioni ordinarie con diritto di voto.

Organi socialiModifica

Consiglio di amministrazione:

Collegio sindacale

  • Presidente: Ferdinando Superti Furga.
  • Sindaci effettivi: Francesco Antonio Giampaolo.
  • Sindaci supplenti: Francesco Vittadini.

Perdite di bilancioModifica

Il 2 marzo 2017 l'aumento delle perdite di bilancio di Mediaset è un fatto contabile: dal 2015 al 2016 il rosso sale da circa 30 milioni di euro a più di 110 milioni di euro. A settembre 2016, l'azienda accusava già un buco di 116,6 milioni di euro[55].

Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Biscione (Fininvest).
 
L'emblema originario dei Visconti raffigurante il "Biscione"

Il logo di Mediaset è la testa stilizzata del Basilisco, detto anche Biscione, adottato come simbolo araldico e stemma dai Visconti, signori di Milano, a partire dall'XI secolo in seguito alle gesta di Oddone Visconti in Terra Santa nel 1187. Il Basilisco venne poi acquisito dagli Sforza nel corso del XIV secolo, sino a divenire uno dei simboli della città.

Il Biscione di Mediaset porta tra le fauci un fiore di otto petali, a differenza dello stemma dei Visconti in cui vi si trova un moro. Il logo è stato creato negli anni settanta come simbolo di Milano 2: un progetto urbanistico ad opera di Silvio Berlusconi situato nella natura (il fiore), adiacente a Milano (il Biscione). Da allora ha sempre rappresentato il gruppo Fininvest, quindi il canale Telemilano, la cui sede era per l'appunto a Milano 2, in seguito divenuto Canale 5. Di qui l'adozione del simbolo da parte di Mediaset nel 1993 esteso a tutte le società del gruppo televisivo; nel 2004 ha poi assunto la linea attuale in concomitanza con il lancio dell'offerta televisiva in digitale.

È simbolo anche di Milano 3, Medusa, della società di aerotrasporti privata Alba, del Teatro Manzoni e, in altre differenti declinazioni, del canale Mediashopping, della ONLUS Mediafriends, del gruppo assicurativo-bancario Mediolanum, facente sempre parte di Fininvest.

Il colore del fiore è il principale carattere distintivo del simbolo: azzurro per Mediaset e per il vecchio logo del gruppo Mediolanum, blu notte scuro per Canale 5 (in precedenza rosso e poi arancione), verde per Fininvest e Mediafriends, giallo per Mediashopping, giallo oro per Alba e Medusa, rosso per Milano 2, Milano 3 ed il Teatro Manzoni.

Per identificare il gruppo televisivo facente capo a Fininvest, viene spesso utilizzato per l'appunto il termine Biscione.

Cronologia dei loghi

ControversieModifica

Mediaset (e prima della sua costituzione Fininvest) è da diversi anni al centro di diverse critiche, nonché iter politico-giudiziari per lo più strettamente intrecciati tra la storia politica italiana, la magistratura e il fondatore Silvio Berlusconi; in altri casi invece totalmente separati dallo stesso fondatore in quanto dal 1994 non rientrante più nei quadri societari. Principalmente tali critiche riguardano le presunte violazioni di alcune leggi, le quote di ricavi da concessioni pubblicitarie, l'informazione giornalistica, la qualità dei programmi trasmessi, i diritti televisivi, la gestione dei rapporti con la concorrenza (televisiva e mediatica in generale) e le censure degli anime.

Concessioni televisiveModifica

Canale 5 e Italia 1

Le prime due reti ricevono regolare e definitiva concessione a livello nazionale alla fine degli anni novanta, a distanza di nove anni dalla legge Mammì, prima legge italiana organica di sistema per la disciplina del settore radiotelevisivo pubblico e privato; questa legge segue a un periodo, dal 1984 al 1989, nel quale l'assenza di precise regolamentazioni e di leggi (vacatio legis) per un settore in fase di radicale cambiamento, avevano portato a una serie di provvedimenti transitori nel corso delle varie legislature: nel 1984 era stato varato il cosiddetto il primo decreto Berlusconi, convertito poi in legge nel 1985, finalizzato ad autorizzare la diffusione simultanea delle trasmissioni di Canale 5, Italia 1, Rete 4 e di altre emittenti private, già presenti a centinaia in Italia, in attesa di una nuova legge per la regolamentazione radiotelevisiva. La legge non prevedeva - ma nemmeno escludeva - la possibilità per i privati di interconnettere i propri ripetitori situati in regioni diverse in modo da poter trasmettere lo stesso programma in tutto il territorio nazionale. La sentenza n. 202 della Corte Costituzionale del 1976 aveva messo fine al monopolio televisivo pubblico permettendo la trasmissione via etere ma senza che nulla fosse poi stabilito dal Parlamento in ambito nazionale. La creazione di un gruppo di canali televisivi nazionali si era rivelata di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte che già dal 1960 (n. 59/1960), aveva mostrato il suo orientamento in materia. Un tema ripreso anche dal più seguente pronunciamento del 1981, dove veniva riaffermata la mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere a un soggetto privato il controllo di una televisione nazionale, considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati delle frequenze via etere a disposizione, come una lesione al diritto di libertà di manifestazione del proprio pensiero, garantito dall'articolo 21 della Costituzione. Difatti, dopo le denunce della RAI e dell'associazione delle emittenti locali (ANTI) avvenute nel 1982, le reti Fininvest erano state oscurate contemporaneamente il 16 ottobre 1984 per quattro giorni in tre regioni d'Italia, a seguito della disposizione dei pretori di Torino, Roma e Pescara, secondo i quali il sistema di interconnessione simultanea regionale a mezzo di videocassette violava sia l'art. 195 del Codice Postale che il monopolio sulla trasmissione nazionale da parte della televisione pubblica. La diffusione dei programmi, tuttavia, avveniva con l'escamotage di una minima differita tra ogni regione comprovando che ciascuna emittente locale trasmetteva autonomamente secondo le norme allora vigenti. A seguito dell'oscuramento sono avvenute in queste città manifestazioni popolari per richiedere l'immediato ripristino delle reti Fininvest.[senza fonte] Questi episodi hanno contribuito a spingere il governo[senza fonte] alla conversione in legge del Decreto Berlusconi che ha aperto la strada alla creazione di network televisivi privati anche in Italia, così come accadde in altri Paesi dell'Europa Occidentale negli stessi anni, seguendo il già avviato modello statunitense tra cui spiccavano ABC, CBS e NBC.[senza fonte]

Rete 4

La posizione di Rete 4 era differente per via di una serie di altre vicende politico-giudiziarie nota come Lodo Retequattro. Una volta effettuata l'acquisizione da parte di Fininvest nel 1984, venne avviata una trattativa per la cessione a Callisto Tanzi, già operante nel settore. Ciò avvenne per presunti motivi politici collegati alla Democrazia Cristiana, allora partito di governo[56]. Sfumata l'operazione, la Corte Costituzionale nel 1988, giudica anticostituzionale la concessione di tre reti analogiche nazionali a un unico soggetto privato, in quanto in violazione dell'articolo 21 della Costituzione Italiana. Al contrario di quanto espresso dalla Corte, nel 1990 la rete ottiene ugualmente la concessione a trasmettere sul territorio nazionale grazie alla legge Mammì. Nel 1994, con una nuova sentenza, la Corte sancisce l'incostituzionalità della legge e così, nel 1995, pochi mesi dopo l'ingresso in politica di Silvio Berlusconi, viene promosso un referendum popolare per l'abrogazione delle norme che permettono la concentrazione di tre reti televisive a un unico soggetto privato; l'esito negativo della votazione legittima il mantenimento dell'assetto esistente ponendo apparentemente fine alle controversie.[senza fonte] Nel 1997 viene approvata la Legge Maccanico che vieta a uno stesso soggetto di essere titolare di concessioni o autorizzazioni che permettano di irradiare più del 20% delle reti televisive analogiche in ambito nazionale - quindi interessa Mediaset - e stabilisce inoltre che le reti in più rispetto al consentito - quindi Rete 4 - potranno continuare a trasmettere anche dopo il nuovo limite fissato per il 1998, a patto che siano affiancate alle trasmissioni analogiche quelle con segnale digitale (intese allora come cavo e satellite, ancora poco diffuse), per poi permettere un passaggio più graduale e definitivo verso queste ultime. Ciò avverrà quando l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni accerta che in Italia la diffusione di antenne paraboliche per la ricezione del segnale satellitare sia congrua; termine, quest'ultimo, che non esprimendo una quantità certa, viene lasciato alla discrezione della stessa Autorità e non verrà mai più definito.

Caso Europa 7Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lodo Retequattro ed Europa 7.

Nel 1999, l'imprenditore Francesco Di Stefano, già operante nel settore con la syndication Italia 7, decise di creare una televisione nazionale partecipando alla gara pubblica per l'assegnazione delle frequenze televisive nazionali, prevista dalla Legge Maccanico del 1997.[57] La società vinse la gara ottenendo la concessione ma non le frequenze necessarie a trasmettere su scala nazionale la nuova rete, Europa 7 la quale, pur avendo vinto la concessione per le frequenze nazionali dallo stato italiano, non le ha mai potuto utilizzare per la mancata assegnazione delle stesse e, dopo un contenzioso durato dieci anni, nel 2012 l'Italia è stata condannata a pagare 10 milioni di euro di risarcimento alla società.[58]

Europa 7 per poter avere le frequenze di cui aveva diritto per poter iniziare le trasmissioni, avrebbe dovuto attendere l'emissione del piano di assegnazione delle stesse. Questo non viene emanato per la persistente inadempienza ministeriale nella redazione dello stesso, unita alla proroga fino al 31 dicembre 2003 per le trasmissioni delle emittenti non vincitrici voluto dal ministero delle comunicazioni con autorizzazione ministeriale del 1999 che, contravvenendo al risultato della gara pubblica, permise la prosecuzione delle trasmissioni analogiche da parte delle "reti eccedenti" (Rete 4 e TELE+NERO). Il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze, di competenza dell’AGCOM, di fatto, non verrà mai attuato; inoltre a causa dei vincoli antitrust imposti dalla legge Maccanico, Rete 4 avrebbe dovuto essere trasferita sul digitale entro un termine stabilito dall’Autorità ma tale termine non sarà mai indicato.

Nel 2002 una nuova sentenza della Consulta conferma la violazione della legge in atto fissando il termine ultimo della diffusione del segnale al termine del 2003, ma a dicembre di quell'anno il governo guidato dallo stesso Silvio Berlusconi approva un nuovo decreto legge per consentirne di prorogare la diffusione analogica per Rete 4; contemporaneamente le reti iniziano a trasmettere anche in digitale terrestre, una nuova tecnologia di trasmissione che nel corso degli anni successivi avrebbe sostituito progressivamente il sistema analogico. Con la definizione della Legge Gasparri nel 2004 per il riordino del sistema radiotelevisivo, viene definitivamente svincolata la diffusione di Rete 4 in via analogica terrestre, in trasmissione simultanea digitale terrestre, fino al passaggio definitivo in sola tecnica digitale (switch off), fissato dal precedente governo entro la fine del 2006 (poi prorogato al 2012, seguendo la direttiva dell'UE), seppure in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale.

La legge Gasparri viene tuttavia contestata nel luglio 2007 dall'Unione europea avviando una procedura d'infrazione e sollecitando il governo italiano a modificarla in più punti; difatti secondo la Corte di giustizia dell'Unione Europea, il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione radiotelevisiva viene decretato contrario al diritto comunitario. Allo stesso tempo, rispettando il programma ministeriale di switch-over su base regionale, inizia il passaggio a diffusione interamente digitale di Rete 4 conclusosi nel 2012. Il Consiglio di Stato, nel 2008, conferma come lecita la momentanea attività di diffusione televisiva dell'emittente in ambito analogico ma, allo stesso tempo, richiama esplicitamente il ministero a rideterminarsi motivatamente sull'istanza di Europa 7 intesa all'attribuzione delle frequenze, sulla base della sentenza europea. Alle fine del 2008 il ministero attribuisce definitivamente le frequenze a Europa 7 e agli inizi dell'anno successivo il Consiglio di Stato accorda un risarcimento economico all'emittente. A seguito della delibera dell'Agcom sulle nuove frequenze digitali disponibili, la procedura d'infrazione aperta dall'Unione europea contro la legge Gasparri viene quindi sospesa nel 2009.

CensuraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Adattamento e censura degli anime.

Un'altra critica mossa nei confronti di Mediaset riguarda la politica relativa ai prodotti di animazione, soprattutto l'animazione giapponese. Molto spesso Mediaset è stata accusata di aver censurato i contenuti, i dialoghi e le immagini di alcune serie stravolgendone il significato, perché ritenute inadatte.[59] Serie come Marmalade Boy - Piccoli problemi di cuore, Temi d'amore fra i banchi di scuola, È quasi magia Johnny, Dragon Ball e Sailor Moon sono spesso portate ad esempio. Va segnalato che in alcuni casi Mediaset ha dichiarato di aver ceduto alle pressioni del MOIGE. Gli accusatori sostengono invece che la mancanza di motivazione di alcuni tagli porta a pensare che Mediaset abbia collaborato volontariamente con il MOIGE o cercato di adattare le opere ad un target diverso dall'originale, per poter migliorare l'audience. In altre occasioni Mediaset è stata accusata di aver stravolto il significato di una serie per scopi commerciali. Un esempio in questo caso è la serie Mila & Shiro, in cui la protagonista è stata fatta diventare cugina della protagonista di Mimì e la nazionale di pallavolo, creando una connessione in realtà inesistente tra le due opere (poi portata nelle versioni francese e spagnola) e giustificata dal tentativo di trasferire il successo della serie di Mimì su quella di Mila, che comunque divenne popolare in Italia. Lo stesso discorso è valido per le due serie Holly e Benji, due fuoriclasse e Palla al centro per Rudy.

PubblicitàModifica

Da diverse parti Mediaset è stata accusata di inserire nel palinsesto quantità eccessive e sempre crescenti di pubblicità, a volte ricorrendo ad artifizi. Un esempio è il fatto che TGcom, è considerato da Mediaset un programma autonomo simile ad un telegiornale piuttosto che una pubblicità inserita all'interno di altri programmi. Forte di questa interpretazione, Mediaset ha più volte aggirato la normativa vigente e interrotto una trasmissione per trasmettere pubblicità seguita dal TGcom e poi da un ulteriore stacco pubblicitario anziché con la ripresa del programma. L'autorità garante delle comunicazioni ha già condannato più volte questo atteggiamento.[60]

Nel 2003 un telespettatore fece causa a Mediaset a causa del numero di spot giudicato intollerabile trasmessi durante le semifinali di Champions League. Il caso arrivò in Cassazione e la suprema corte si espresse a favore del telespettatore riconoscendogli il risarcimento simbolico chiesto di 100 euro (più il pagamento delle spese legali).[senza fonte]

Nel novembre 2006 Mediaset fu multata di 650.000 euro per le ripetute violazioni delle norme riguardanti le interruzioni pubblicitarie durante la trasmissione dei film e per la violazione delle norme in materia di tutela dei minori.[senza fonte]

All'inizio degli anni duemila, con il passaggio di responsabile da Alessandra Valeri Manera a Fabrizio Margaria scomparvero tutti i contenitori di cartoni animati, ideati da Alessandra Valeri Manera con grande disappunto degli affezionati, per fare spazio a: Friends for Fun (dal 2006 al 2012 Il giardino dei girasoli) un programma di circa 90 secondi (secondo alcuni uno spot mascherato) che reclamizzava prodotti per bambini e ragazzi.[senza fonte]

A partire dal giugno 2003 fu ridotta la durata delle videosigle di apertura dei cartoni animati, e di conseguenza, la canzone in essa associata, da circa due minuti ad un minuto, per consentire spazio maggiore alla pubblicità, artifizio che però stava cadendo in disuso anche a causa della nascita di canali tematici gratuiti come Boing. Diverse volte andarono anche in onda videosigle dalla durata di soli 10 secondi, giusto il tempo di mostrare il titolo del cartone. Da notare che Luca Tiraboschi, quando era, già dal maggio 2002, direttore di Italia 1, inizialmente voleva sopprimere le sigle lasciando un cartello con il titolo del cartone e dell'episodio, ma siccome l'idea non era condivisa da tutti (anche perché l'etichetta discografica del gruppo, la RTI Music, non avrebbe più commercializzato i dischi con le versioni complete), si è giunti al compromesso delle sigle più brevi. Più vecchia ancora risale la sfumatura delle sigle di coda dopo qualche secondo, attuata già dal 1996 al 1999 all'interno di Game Boat su Rete 4, impedendo totalmente o parzialmente la lettura completa dei titoli di coda (in alcune serie i titoli di coda non iniziavano a scorrere immediatamente, ma dopo alcuni secondi dall'inizio della videosigla).

Diritti d'autoreModifica

Nel 2008 Mediaset ha fatto causa a YouTube per violazione dei diritti d'autore richiedendo 500 milioni di euro di risarcimento. Secondo Mediaset, alla luce dei contatti rilevati e vista la quantità dei documenti presenti illecitamente sul sito, è possibile stabilire che le tre reti televisive italiane del Gruppo abbiano perduto 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori, con relative perdite subite per la mancata vendita di spazi pubblicitari sui programmi illecitamente diffusi in rete. Alcuni hanno visto in questo atteggiamento una volontà di censura, ma Mediaset si è difesa affermando di aver cercato più volte un dialogo con YouTube e con il suo proprietario Google senza mai ottenere risposta, vedendosi costretta a ricorrere alle vie legali.[61]

In Spagna è successa quasi la stessa cosa: Telecinco ha vinto una causa contro il portale ottenendo la rimozione dei video non autorizzati ma non il risarcimento economico.

FaziositàModifica

Alcuni esponenti del centro-sinistra hanno accusato alcune delle trasmissioni di informazione di Mediaset, su tutte il TG4, ma solo nei riguardi di Emilio Fede e non degli altri giornalisti che non mostrano il suo grado di faziosità, e in parte anche Matrix[62].

In più occasioni le emittenti del gruppo (in particolare Rete 4 e Italia 1) sono state multate per violazione della legge sulla par condicio.

Il caso EnglaroModifica

Il 9 febbraio 2009, in occasione della morte di Eluana Englaro, la rete ammiraglia Canale 5 ha mantenuto la programmazione invariata con la messa in onda del Grande Fratello 9 (a differenza della Rai in cui fu solo Rai 2 a mantenere invariata la programmazione trasmettendo X Factor), nonostante le richieste di Enrico Mentana per Matrix e del TG5 di trasmettere uno speciale sul caso. La rete del gruppo preposta a tale approfondimento giornalistico, in prima serata, è stata Rete 4 (terza rete del gruppo) con uno speciale condotto dal direttore della testata Emilio Fede. La sera stessa Mentana, attraverso un comunicato stampa, ha annunciato per protesta le sue dimissioni dalla carica di direttore editoriale di Mediaset, accusando il suo editore di pensare solo e unicamente all'auditel e di ignorare l'aspetto fondamentale della televisione come mezzo di informazione[63][64]. Mediaset accettò immediatamente le dimissioni del giornalista affermando, attraverso un comunicato stampa, il proprio ruolo di televisione commerciale con un sistema a tre reti. Due giorni dopo, Mentana, tramite una lettera pubblicata dal quotidiano Libero, illustrò a pieno la vicenda, ribadendo le accuse[65].

Rapporti con i dipendentiModifica

Mediaset è criticata dagli addetti ai lavori poiché si sono verificati casi in cui è mancata la comunicazione diretta agli attori e ai membri della troupe della decisione (o anche solo della possibilità) di sospendere la serie. Nel caso del già citato Crimini bianchi molti membri dei cast si sono lamentati di aver saputo della perdita del lavoro solo all'annuncio stampa.[66]

Ad inizio del 2009 ha molto risalto sui media il caso di Mike Bongiorno, volto storico del network fin dalla sua nascita. Infatti il contratto di Bongiorno scadeva alla fine del 2008 e lo stesso conduttore aspettava un rinnovo che in 30 anni era sempre arrivato puntuale e in automatico. Alla fine del 2008 tuttavia Mike non ricevette il rinnovo e le sue telefonate ai più alti dirigenti per avere chiarimenti furono ignorate fino a quando un impiegato dell'azienda gli comunicò per telefono che Mediaset già da tempo aveva deciso di non rinnovare il contratto. Durante la trasmissione di Rai 3 Che tempo che fa di Fabio Fazio, Bongiorno si è detto duramente amareggiato per il modo in cui è stato trattato e del fatto che nessuno per mesi (neanche il suo grande amico Silvio Berlusconi) avesse risposto alle sue telefonate.

Sempre nel 2009 dopo il caso Mentana, che è stato allontanato da Matrix dopo le sue dimissioni, l'azienda, dopo la sentenza di reintegro di Enrico Mentana, si è rifiutata di applicare la sentenza fino a un accordo di separazione consensuale tra Enrico Mentana e Mediaset.

Come risulta dai dati del sito Mediaset[67], l'azienda negli ultimi anni ha proceduto ad una serie di licenziamenti del personale che hanno ridotto il numero dei dipendenti a poco più di 4000 unità (4.124) a tempo indeterminato, tre quarti dei quali (ben il 74%) a Milano, contro i 6.113 che, sempre in base ai dati pubblicati a suo tempo da Mediaset, contava nel 2012. Oltre ad aver licenziato 2000 dipendenti la crisi in cui versa l'azienda l'ha anche costretta a chiudere diverse sedi romane tra le quali, nel 2014, quella di Via Aurelia Antica 422 che aveva aperto nel 1990, e che contava oltre 300 dipendenti. Questo drastico ridimensionamento di un terzo del personale e la netta localizzazione milanese hanno riportato l'azienda ai suoi originali limiti di piccola azienda regionale a conduzione familiare determinandone il crollo nella classifica dei media europei (Classifica Thomson Reuters Extel).

TV trash in Italia e SpagnaModifica

La principale critica alla tv spagnola Telecinco, rivolta fin dalla nascita e mai sopita, è stata quella di proporre Telebasura, cioè programmi di qualità scadente e di carattere popolare atti a conseguire grandi ascolti.

Anche in Italia trasmissioni come Pomeriggio 5, Beautiful, Centovetrine, ma soprattutto il Grande Fratello, più alcuni talk show proposti dalle emittenti del gruppo, sono state più volte indicate dagli opinionisti come televisione spazzatura ed attaccate anche dalle associazioni di psicologi perché propongono ai giovani esempi distorti e disapprovabili della vita. Criticata è anche la costante presenza nei programmi di ballerine poco vestite e di personaggi privi di qualifica (Pietro Taricone, Costantino Vitagliano, Daniele Interrante, Alessandra Pierelli ecc.) scelti solo a causa del loro gradevole aspetto fisico. Mediaset si è più volte difesa affermando che il fatto stesso che i programmi facciano grandi ascolti significa che il pubblico apprezza, ma altri obiettano che questo successo è dovuto principalmente al grande battage autopubblicitario che le emittenti fanno ai loro programmi.

ControprogrammazioneModifica

Da più parti Mediaset è stata accusata di decidere i propri palinsesti unicamente in base al desiderio di contrapporsi alle scelte della Rai. Mediaset ha infatti in più occasioni spostato i propri programmi più visti per rivaleggiare con programmi più forti della Rai. Nel marzo 2009 la celebre conduttrice Maria De Filippi criticò il proprio editore a causa dello spostamento del talent show Amici di Maria De Filippi al martedì, con il solo scopo di rivaleggiare con X Factor di Rai 2.[68] Altro esempio, almeno dal 2006, è Striscia la notizia, che quando è in diretta quasi sempre adegua la sua durata a quella dell'arcirivale Affari tuoi.

NoteModifica

  1. ^ Classifica Broadcaster Europei, 2007 Archiviato il 7 settembre 2011 in Internet Archive.
  2. ^ (IT) Mediaset precede Rai e RCS nella classifica del mercato mondiale dei media - Digital-News, in Digital News, 17 maggio 2008. URL consultato il 22 febbraio 2018.
  3. ^ Notizie Economia Finanza Mercati - Borsa Italiana, su www.borsaitaliana.it. URL consultato il 22 febbraio 2018.
  4. ^ Top 50 - International media groups IfM 2013; IfM - mediadb.eu
  5. ^ (codice isin: IT0001063210, codice alfanumerico: MS)
  6. ^ 4,273 miliardi di euro
  7. ^ (codice ISIN: ES0152503035, codice alfanumerico: TL5)
  8. ^ Intervista a Giacomo Properzj, Il Fondatore di Telemilanocavo, a cura di R.E. La Voce di Milano
  9. ^ Egle Santolini, Quarant'anni fa la tv condominiale che cambiò l'Italia, in La Stampa, 25 novembre 2014. URL consultato il 24 marzo 2017.
  10. ^ sentenza n. 202 1980
  11. ^ Provvedimento Agcm n. 1742
  12. ^ Archivio Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 21 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2015).
  13. ^ Archivio Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 22 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2015).
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  15. ^ (nato come Mediaset Online)
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  18. ^ Mediaset e la scalata Vivendi, Berlusconi annulla gli impegni, in Rai News, 14 dicembre 2016. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  19. ^ "Vivendi, puntiamo al 30% di Mediaset" - Ansa.it
  20. ^ Mediaset, Vivendi è al 25,7%. Dal cda esposto all’Agcom
  21. ^ Mediaset: Vivendi al 29,9% dei voti
  22. ^ Effetto-Vivendi sui conti Mediaset. Biscione in rosso per 294 mln nel 2016, in Repubblica.it, 19 aprile 2017. URL consultato il 21 aprile 2017.
  23. ^ Vivendi pesa su Mediaset. Ritorno all'utile già nel 2017, in ilGiornale.it. URL consultato il 21 aprile 2017.
  24. ^ a b Società quotate - Azionariato Mediaset
  25. ^ I possessori di set-top box o televisore con tecnologia MHP (Multimedia Home Platform) possono inoltre fruire gratuitamente di tutte le funzionalità interattive incluse nel segnale dell'emittente (TV interattiva): portali di rete, EPG, approfondimenti sui programmi, servizi di pubblica utilità, pubblicità interattiva.
  26. ^ Articolo sul sito Tv-Zone[collegamento interrotto]
  27. ^ Canale5, Rete4 e Italia1: satellite addio, Adiconsum critica l'inerzia Agcom, su consumatrici.it. URL consultato l'8 settembre 2015.
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  31. ^ Mediaset.it
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  35. ^ Gruppo Mediaset, Gruppo Mediaset - L'Azienda - Italia, su www.mediaset.it. URL consultato il 21 febbraio 2018.
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  38. ^ Mediaset: accordo fatto con Vivendi, Premium passa ai francesi - Repubblica.it
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  42. ^ Ufficiale: i Mondiali di Russia 2018 in esclusiva a Mediaset, su sportmediaset.mediaset.it. URL consultato il 21 dicembre 2017.
  43. ^ Mediaset vince ricorso con YouTube tgcom.mediaset.it
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  45. ^ Mediaset, addio a Endemol Via il debito e corre in Borsa Giuliana Ferraino, Mediaset, addio a Endemol. Via il debito e corre in Borsa, «Corriere della Sera», 4 aprile 2012
  46. ^ Mediaset esce da Endemol Il debito a Apollo Investment - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it Giuliano Balestreri, Mediaset esce da Endemol. Il debito a Apollo Investment, «La Repubblica», 3 aprile 2012
  47. ^ Daniele Lepido, Mediaset esce da Endemol. Incasso da 72 milioni di euro, «Il Sole 24 Ore», 3 aprile 2012
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  53. ^ Spot istituzionale di Mediaset
  54. ^ Gruppo Mediaset, Gruppo Mediaset - L'Azienda - Fernando Napolitano, su www.mediaset.it. URL consultato l'8 gennaio 2018.
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  62. ^ Fonte su dsmilano.eu[collegamento interrotto]
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  64. ^ In onda il Gf9, Mentana si dimette Tgcom.it
  65. ^ stralcio lettera di Mentana a Libero Archiviato il 15 febbraio 2009 in Internet Archive.
  66. ^ Fonte su blogapuntate.it
  67. ^ Gruppo Mediaset, Gruppo Mediaset - L'Azienda - Risorse umane, su www.mediaset.it. URL consultato il 28 dicembre 2017.
  68. ^ Maria de Filippi si infuria per lo spostamento al martedi Tgcom.it

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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