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Federico Savelli

militare italiano
Federico Savelli
Friedrich Herzog von Savelli.jpg
NascitaRoma, 1583
Morte19 dicembre 1649
EtniaItaliano
ReligioneCattolicesimo
Dati militari
Paese servitoBanner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Sacro Romano Impero Flag of the Papal States (pre 1808).svg Stato Pontificio
Forza armata
ArmaFanteria, Cavalleria
SpecialitàCapitano di ventura
Anni di servizio16051645
Grado
Guerre
Battaglie
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Federico Savelli, Signore di Poggio, appartenente alla casata dei principi di Albano (1583Roma, 19 dicembre 1649), è stato un militare italiano, comandante dell’esercito del Sacro Romano Impero durante la guerra dei trent'anni.

Stemma famiglia Savelli

BiografiaModifica

Nato da una famiglia aristocratica romana (il padre era Bernardino Savelli, signore di Palombara e la madre Lucrezia degli Anguillara), combatte in Ungheria per l'imperatore Rodolfo II.

Nominato comandante in capo di Bologna, Ferrara e della Romagna dal papa Paolo V, viene nominato luogotenente generale dello Stato Pontificio da Gregorio XV.

In seguito si trasferisce alla corte di Ferdinando II dove, allo scoppio della guerra dei Trent'anni si guadagna il favore del generale imperiale Albrecht von Wallenstein e ottiene il comando del Meclemburgo.

Dopo essere stato sconfitto a Demmin da Gustavo II Adolfo di Svezia viene rimosso dal comando e nominato ambasciatore presso il Vaticano.

Il 19 gennaio 1635 viene nominato feldmaresciallo e, dopo la salita al trono di Ferdinando III, diventa uno dei comandanti dell'esercito del Sacro Romano Impero assieme a Johann von Werth.

Sconfitto e fatto prigioniero durante la battaglia di Rheinfelden del 1638, riesce a fuggire e durante la guerra di Castro è comandante di Perugia.

Nel 1646 difese la fortezza asburgica di Orbetello contro un attacco della flotta francese.

BibliografiaModifica

  • Karl Sommeregger, Savelli, Freidrich Herzog von . Allgemeine Deutsche Biographie. Lipsia: Duncker & Humblot. 1907.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN89387845 · ISNI (EN0000 0000 7820 8005 · LCCN (ENnr93018329 · GND (DE115775617 · CERL cnp00381468 · WorldCat Identities (ENnr93-018329