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Forca di Presta
Forca1.jpg
Valico di Forca di Presta
StatoItalia Italia
RegioneUmbria Umbria
Marche Marche
ProvinciaPerugia Perugia
Ascoli Piceno Ascoli Piceno
Località collegateCastelluccio di Norcia
Pretare
Forca Canapine
Altitudine1 550 m s.l.m.
Coordinate42°47′21.84″N 13°15′29.88″E / 42.7894°N 13.2583°E42.7894; 13.2583Coordinate: 42°47′21.84″N 13°15′29.88″E / 42.7894°N 13.2583°E42.7894; 13.2583
Infrastrutturastrada
Chiusura invernaleno
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Forca di Presta
Forca di Presta

Forca di Presta è un valico stradale dell'Appennino umbro-marchigiano, situato a 1.550 m s.l.m., sui monti Sibillini, ai piedi del monte Vettore, dividendo il territorio della provincia di Ascoli Piceno (Marche), da quello della provincia di Perugia (Umbria).

È uno dei luoghi montani più caratteristici e famosi della provincia ascolana, meritevole di particolare attenzione paesaggistica, nonché uno dei punti di accesso ai Piani di Castelluccio: qui è possibile infatti osservare da vicino la parete del versante arquatano del monte Vettore, che sale quasi verticalmente, e l'asperità del suo aspetto roccioso.

GeografiaModifica

 
Panorama con il monte Vettore
 
Sentiero per tutti
 
Panorama del belvedere

ToponimoModifica

Il toponimo deriva dall'accostamento di due termini:

  • Forca, che significa passo, valico di montagna;
  • Presta, che per alcuni storici è riconducibile o collegabile alla dea dei Sabini Praestitia. Altri credono che possa essere accostata all'etimologia del verbo latino «praestare», interpretato col significato di stare più in alto. Giacinto Pagani riporta questo toponimo come: «forca de praestitia», per indicare le affitanze, ossia le concessioni in affitto dei terreni, come risulta in un atto di Norcia dell'anno 1346.[1] Giulio Amadio scrive che Presta possa essere assimilato al significato di «località dominante» con la possibile derivazione dalla parola «praestus».[2]

AccessibilitàModifica

La zona è facilmente raggiungibile seguendo la strada che si dirama dalla Salaria, all'altezza della frazione di Trisungo, ed arriva al paese di Borgo di Arquata. Da qui si percorre la via, che attraversa le frazioni di Piedilama e Pretare. Dopo circa 6 km, si giunge ad un bivio che si apre sulla sinistra e raggiunge il valico di Forca di Presta, lo supera, fino a ricongiungersi alla località di Forca Canapine.

StoriaModifica

Il passaggio di Giuseppe GaribaldiModifica

Candido Augusto Vecchi, nelle sue memorie, racconta che questo valico fu attraversato dal generale Giuseppe Garibaldi all'alba del giorno 27 gennaio 1849. L'eroe dei due mondi dopo aver lasciato il paese di Arquata del Tronto, dove pernottò, si diresse verso Rieti percorrendo la strada che sale a Pretare e, oltrepassando questo valico ed i Piani di Castelluccio, raggiunse il piccolo borgo di San Pellegrino di Norcia dove sostò per trascorrere la notte. Fino alla cima di questo passo montano il generale fu scortato anche dal figlio del governatore arquatano che in suo onore portò una bandiera tricolore di seta.

TurismoModifica

Forca di Presta è visitabile in tutti i periodi dell'anno, tenendo presente che in inverno è possibile, a volte, che vi si formino banchi di fitta nebbia. Durante il periodo estivo è meta di escursionisti ed appassionati di trekking. Da qui si possono intraprendere alcuni dei percorsi che conducono al monte Vettore, a Pizzo del Diavolo, alla Cima del Redentore e al lago di Pilato. Da giugno a settembre le favorevoli correnti ascensionali dei venti favoriscono i deltaplanisti e gli aeromodellisti che sono sempre numerosi. In inverno le copiose nevicate consentono la pratica dello sci di fondo, mentre presso la vicina stazione sciistica di Forca Canapine si pratica lo sci alpino.

Sentiero per tuttiModifica

L'Ente Parco nazionale dei Monti Sibillini, realizzando il progetto Un parco per tutti, ha finanziato la costruzione del Sentiero per tutti che inizia di fronte al Rifugio degli Alpini e si sviluppa per circa 3 km di lunghezza. Un percorso agevole e accessibile, anche a persone con difficoltà motorie, costituito da un sentiero in cemento, che costeggia una strada carrabile sterrata, e si conclude con una passerella appoggiata sul prato, realizzata con listelli di legno, rialzata di 30 cm. Questa passatoia attraversa i prati e giunge ad una baita-rifugio con vicino un belvedere dal quale si possono osservare i monti della Laga, al confine con la regione Abruzzo, i paesi di: Faete, Spelonga, Colle di Arquata ed Arquata del Tronto, appartenenti al territorio delle Marche, e di Amatrice, in provincia di Rieti, nel Lazio. Vi sono installate anche due tabelle descrittive delle località che è possibile scorgere guardando il panorama. La fruibilità di questo sentiero è limitata ai periodi in cui la neve non lo nasconde.

Rifugio Giovanni GiacominiModifica

Il valico accoglie anche la sede del rifugio Giovanni Giacomini, punto di riferimento e di orientamento.

EventiModifica

Nel 2012 Forca di Presta è stata protagonista di due appuntamenti del Festival dell'Appennino, edizione estiva ed invernale: il 21 giugno vi è stato festeggiato il Solstizio col concerto del gruppo mongolo degli Egschiglen. Il 29 dicembre è stata tappa intermedia di una lunga ciaspolata tra i Monti Sibillini.

MicologiaModifica

La zona è ricca di funghi quali: Macrolepiota procera, detto mazza di tamburo, facilmente reperibile da agosto a settembre; Agaricus campestris, Prataiolo, da luglio ad ottobre; il Tricholoma georgi o Spinarolo, da aprile fino ai primi di giugno. Il Boletus edulis o porcino, più raro, per la limitata quantità che se ne trova, ma si può cercare a settembre, presso un acquedotto detto "la Botte", fra Forca di Presta ed il sottostante paese di Arquata del Tronto.

NoteModifica

  1. ^ N. Galiè G. Vecchioni, Arquata del Tronto - il Comune dei due Parchi Nazionali, op. cit., p. 18.
  2. ^ G. Amadio, Toponomastica marchigiana, op. cit., p. 73.

BibliografiaModifica

  • Candido Augusto Vecchi, La Italia: storia di due anni, 1848-1849, Tipografia Scolastica di Sebastiano Franco e figli e Comp, Torino, anno 1856;
  • Giulio Amadio, Toponomastica marchigiana, Vol. I, Montalto delle Marche, Montalto Marche Editrice - Stabilimento Tipografico "Sisto V", 1951.
  • Narciso Galiè e Gabriele Vecchioni Arquata del Tronto - il Comune dei due Parchi Nazionali, Società Editrice Ricerche s. a. s., Via Faenza 13, Folignano (AP), Stampa D'Auria Industrie Grafiche s.p.a., Sant'Egidio alla Vibrata (TE), Edizione marzo 2006, pp 145, 147-148, ISBN 88-86610-30-0;
  • Alberico Alesi e Maurizio Calibani: Monti Sibillini - Parco Nazionale - le più belle escursioni, Società Editrice Ricerche s.a.s., Via Faenza 13, 63040 Folignano (AP), Stampa D'Auria Industrie Grafiche S.p.A. (AP), seconda edizione luglio 2004, pp 36–37, ISBN 88-86610-26-2;
  • Serafino Castelli, Garibaldi in Ascoli (25 – 26 gennaio 1849), Centro Stampa Piceno, Ascoli Piceno, 4 luglio 2007;

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