Apri il menu principale
Forte San Procolo
Vorwerk San Procolo
Sistema difensivo di Verona
Bastione di San Procolo.jpg
Il Bastione di San Procolo
Ubicazione
StatoAustria Impero austriaco
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàVerona Verona Verona
Coordinate45°27′03.25″N 10°58′29.97″E / 45.450903°N 10.974992°E45.450903; 10.974992Coordinate: 45°27′03.25″N 10°58′29.97″E / 45.450903°N 10.974992°E45.450903; 10.974992
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Forte San Procolo
Informazioni generali
TipoForte
Altezza65 m s.l.m.
Costruzione1840-1841
Primo proprietarioEsercito imperiale austriaco
Condizione attualestato di abbandono
Informazioni militari
UtilizzatoreImpero austriaco
Regno d'Italia
Armamento2 cannoni da 9,5 cm
Presidio230 fanti
30 artiglieri
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

Forte San Procolo, in tedesco Vorwerk St. Procolo, è un forte austriaco di Verona costruito tra il 1840 ed il 1841 per volere del feldmaresciallo Radetzky, su progetto del maggiore generale Franz von Scholl.

DescrizioneModifica

 
Forte San Procolo in un disegno originale

Si tratta di un grande forte a tracciato poligonale con ridotto centrale: impianto ettagonale asimmetrico, con ridotto centrale a corte, su pianta quadrata. Il forte è situato nel settore settentrionale, accanto alla riva destra dell'Adige, davanti al fronte bastionato San Procolo-Spagna; la posizione è connessa al sistema della cinta magistrale. Al piede del ciglione di San Massimo, verso il Bastione di San Procolo, si estendeva un avvallamento, favorevole al nemico, che poteva essere battuto solo con un grande angolo di depressione dalle artiglierie della cinta; ciò rappresentava un pericolo per le sortite, che sarebbero state contrastate anche dalle batterie avversarie posizionate sulla riva opposta dell'Adige. Le artiglierie del forte, poste sul ramparo ettagonale, potevano battere l'intero giro d'orizzonte, eliminando ogni svantaggio, tattico e balistico. Il progetto iniziale del Forte San Procolo può essere attribuito a Franz von Scholl. Il grande forte avrebbe completato il sistema di destra d'Adige, finalizzato alla difesa indiretta della spianata e del ciglione Santa Lucia-San Massimo, assieme agli altri due capisaldi avanzati di Santa Caterina e di Porta Nuova. L'idea non venne attuata, e dopo la morte di Scholl (1838), il progetto del Forte San Procolo venne posto in opera dal maggiore ingegnere Johann von Hlavaty, direttore dei lavori di fortificazione a Verona.

L'opera principale del forte è costituita dall'alto terrapieno a inviluppo ettagonale, col ramparo e le postazioni di artiglieria a cielo aperto. Sull'intero perimetro, il terrapieno con scarpa a pendenza naturale è difeso dal fossato asciutto e dallo spalto antistante. Il fosso è battuto da quattro caponiere casamattate, ordinate per fucilieri, in corrispondenza delle quali il terrapieno è provvisto di due ali di muro di rivestimento aderente; nel fossato, al posto del muro distaccato alla Carnot, una semplice palizzata difende il piede del terrapieno. All'interno del forte si erge il ridotto casamattato a pianta quadrata. Ai vertici del ridotto centrale, a due piani, si alternano caponiere simili a piccoli bastioni, alle quali si accedeva dalla galleria per fucilieri disposta sull'intero perimetro dell'opera. Quattro grandi traverse casamattate, dotate di polveriere, frazionano lo spazio del piazzale interno e, inserendosi nel terrapieno, danno accesso alle poterne, in comunicazione con le quattro caponiere che fiancheggiano il fossato. Nel fronte sudorientale dell'ettagono, verso la cinta magistrale, era situato l'ingresso al forte, difeso da una galleria per fucilieri. Attraverso una poterna si accede, dal piano del fossato, al piazzale interno; da qui si entrava nel ridotto attraverso il ponte levatoio sul fossato.

ArmamentoModifica

  • 2 cannoni da 9,5 cm con anima rigata ad avancarica

Riserve di munizioni: 4 polveriere, ognuna da 1.790 kg

Presidio di guerraModifica

Presidio di emergenza: 438 uomini

Stato di conservazioneModifica

Il totale stato di abbandono, e la conseguente invasione della vegetazione spontanea, rende difficile oggi l'esame dello stato di conservazione. Si è accertato nel 1999 che le strutture murarie sono quasi integralmente conservate, il terrapieno è stato parzialmente sbancato, la poterna d'ingresso è stata parzialmente interrata, parte del fossato e delle relative caponiere è stata interrata. Su questo interramento, e su gran parte dello spalto, sono state costruite palazzine residenziali demaniali, anche in tempi recenti. Nello spazio esterno di pertinenza del forte sono disposti capannoni, tettoie e baracche. Il terrapieno ettagonale è coperto da una boscaglia impenetrabile.

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica