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Francesco Vandelli (astronomo)

scienziato, astronomo e matematico italiano

BiografiaModifica

Vandelli fu un accademico matematico e scienziato, studioso di astronomia e scienze ingegneristiche. Di famiglia nobile modenese fu fratello del cartografo Domenico Vandelli e zio di Domenico Agostino Vandelli, botanico e naturalista.

Dopo aver compiuto i suoi primi studi nelle scuole PP. della Compagnia di Gesù a Modena, Vandelli proseguì con gli studi di Filosofia e Teologia nell'Università di S. Carlo. Sotto la guida di suo fratello Domenico si accostò agli studi matematici. Proseguì ancora con lo studio serio della letteratura latina, della lingua Greca e di quella Ebraica.

Trasferitosi nel 1730 a Bologna gli fu conferita la cattedra di architettura militare[1].

A Padova[2] gli furono proposte una Cattedra di Fisica ed una di Matematica presso la locale Università. Nel 1750, alla morte dell'illustre Muratori, venne richiamato a Modena dal Duca Francesco III che gli affidò la Direzione della Biblioteca.[3]

Dal 1750 al 1756 Francesco Vandelli fu successore al direttorio della Biblioteca Estense di Modena di Ludovico Antonio Muratori che la condusse dal 1700 al 1750. A Vandelli succedette Francesco Antonio Zaccaria dal 1756 al 1767.[4]

In seguito alla morte del fratello Domenico venne nominato suo successore alla Cattedra di Matematica nell'Università di Modena per richiesta del Duca d'Este.

Francesco Vandelli muore a Modena il 30 maggio 1771 a 77 anni.

OpereModifica

Vandelli con una iniziale carriera militare divenne in seguito professore di scienze ed architettura militare ed insegnò all'Università di Bologna anche Astronomia. Fu professore di Matematica a Modena. In questo periodo il Vandelli pubblica lavori scientifici sulle acque e dirige i lavori per la costruzione dello Zocco del muro del fiume Panaro presso Finale Emilia al fine di determinare quel sovralivello idrico per l'azionamento dei mulini locali. Suoi i lavori riguardanti i poderosi arginamenti del fiume Po a Gualtieri promossi in seguito alle esondazioni del 1765.[5] Altre opere ingegneristiche idriche vedono la diramazione del Tartaro nel Po.[6][6] Numerose le commesse per realizzare opere di architettura ed ingegneria civile[7] e di restauro.[8][7]

Diversificati gli studi e le pubblicazioni astronomiche accademiche tra le quali:

  • De congressu Mercurii cum Sole in astronomica specula bononiensis scientiarum Instituti observato die XI Novembris MDCCXXXVI mane, Eustachio Manfredi, Eustachio Zanotti, Giuseppe Roversi, Tommaso Perelli, Jacopo Marinoni, Francesco Algarotti, Francesco Vandelli - In astronomica Specula Bononiensis Scientiarum Instituti, 1736;[9][10]
  • Ephemerides Motuum Coelestium ex an 1751 in an. 1762 ad Meridianum Bononiae supputate;[11]
  • Varia ad rem mechanicam pertinentia - Francesco Maria Zanotti e Francesco Vandelli;[12]

Effettuò osservazioni di una cometa nel 1737 riportate nelle Osservazioni Letterarie del Maffei.[13]

Vandelli si occupò anche di tecnica, chimica ed ingegneria militare come evidenziato dai seguenti articoli scritti conservati presso l'Università di Bologna:

  • De pulvere Pyrio Dissertazione Dissertazione in cui esamina a livello fisico-matematico l'elasticità della polvere per gli archibugi.[14]
  • Francisci Vandelli De pulvere pyrio - Francesco Vandelli;[15]
  • De pulvere pyrio - Francesco Maria Zanotti e Francesco Vandelli;[16]

La poliedricità di questo scienziato italiano si evidenzia anche da alcune sue lettere in latino, tra cui:

  • De fermentazione Vini,
  • Su una Lavina del territorio di Fontana.

Vandelli aderì alla Massoneria, come da ritrovamento della sua effige di Maestro presso il Tempio alla base della Torre Matildica del Castello di Levizzano Rangone (Modena).

Contributi scientificiModifica

Vandelli operando assiduamente e scientificamente nell'ambito delle misurazioni sperimentali fisiche ed astronomiche oggi ancora raccolte e disponibili presso il Museo della Specola di Bologna e presso la stessa Università, contribuì al progresso scientifico proprio del suo secolo.

Egli era anche un appassionato costruttore di strumentazioni fisiche, astronomiche ed apparati ottici. Per questo motivo l'Università di Bologna decise nel 1735 di raccogliere una nuova serie di osservazioni astronomiche utilizzando un nuovo strumento basato sul semicircolo murale di Domenico Lusverg di iniziale ideazione inglese. A tal scopo si richiese la costruzione di un nuovo tipo più accurato di obiettivo e di un nuovo oculare.[17] Grazie a questa nuova strumentazione ottica costruita dal Vandelli fu possibile per Eustachio Zanotti compilare il suo notevole Catalogo stellare.[18]

Di alto pregio tecnico le dissertazioni sul modo di costruire delle lenti per i telescopi e per i microscopi per mezzo di certi anelli di sua originale ideazione come risulta dagli atti conservati nelle Memorie dell'Istituto di Bologna. Insieme ad Eustachio Manfredi frequentò assiduamente la Specola di Bologna.[19] Partecipò insieme a Francesco Zanotti alla stesura di accurate Effemeridi astronomiche.[20]

Effettuò osservazioni astronomiche di fenomeni rari; partecipò agli studi sulla cometa del 1739, sulle macchie solari e sul pianeta Mercurio.[21]

Vandelli contribuì nella determinazione sperimentale del diagramma pressione-tempo e volume-tempo di una miscela di Polvere da sparo detonante.[22]: fece svariate esperienze scientifiche sulla polvere da sparo per determinare le miscele migliori per gli usi militari. Inoltre con tali studi, per mezzo di un dispositivo sperimentale da lui stesso ideato, riuscì a scoprire che alla fase di espansione dei gas combusti segue una depressione. Il dispositivo era composto da una camera dotata di un pistone che muovendo un'asta con pennino poteva misurare l'espansione dei gas della polvere da sparo. Grazie all'innovazione del tamburo rotante a buona velocità si riusciva a misurare l'andamento del volume dei gas nel tempo.[23] La scoperta fu di importanza fondamentale in quanto permetteva di dimensionare la lunghezza della canna del fucile per avere solo accelerazione e non decelerazione. In tal modo il fucile aveva una gittata maggiore e non esplodeva perché la carica delle polveri era ottimizzata per il volume stesso della canna.[24]

NoteModifica

  1. ^ Il Senato accademico gli conferisce la nomina in data 29 agosto 1733
  2. ^ [...] e qui dirò piuttosto qualche cosa di suo fratello il dottor Francesco Vandelli formatosi alla sua scuola. Dopo di aver questi coperto in Bologna la cattedra di architettura militare nell'Istituto di cui era membro, il Duca di Modena Francesco III lo richiamò di là nell'anno 1750 per succedere al Muratori allora defunto nella custodia della ducale biblioteca, e dopo quattro anni lo nominò successore nella cattedra di matematica al defunto fratello Domenico e suo matematico. Il padre Lecchi stimava assai il dottor Francesco [Memorie Idrostatiche, t. I, pag.218 e seg., t. II, pag.1 e seg.] che diresse alcuni lavori idraulici di entità, e specialmente l'arginatura di Po a Gualtieri nel 1765, e la diga attraversante il Panaro, detta Zocco del muro, per sostenere le acque a comodo dei mulini del Finale. Cessò di vivere nel 1771, e lasciò alcune Osservazioni astronomiche ed una Memoria sulla polvere da schioppo, inserita negli Atti dell'Istituto bolognese [Tiraboschi, Bibl. mod., t. V, pag.345.], nel quale parlasi assai onorevolmente del Vandelli [Atti dell'Istituto, vol. II, part. I, pag. 12.]. - In Storia della letteratura italiana nel secolo 18. scritta da Antonio Lombardi, Volume 2 Editore: Company' tipi di Francesco Andreola, 1832 - Provenienza dell'originale della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, digitalizzato il 28 Mag 2014.[1]
  3. ^ Tiraboschi Tomo V Biblioteca Estense di Modena: Nam cum Ludovicus Antonius Muratorius qui Nobilissimam Atestine gentis Bibliothecam administraverat, famamque ex universa antiquitatis Scientia adeptus erat, diem obiisset, Mitinensium Dux Vandellum accersivit, mandavitque, ut Bibliothecam componeret, libros ordineret, scienterque distribueret;...
  4. ^ Archivi di biblioteche: per la storia delle biblioteche pubbliche statali Volume 55 di Sussidi eruditi, Viviana Pistarelli, Italy. Ufficio centrale per i beni librari e gli istituti culturali - Ed. di Storia e Letteratura, 2002 ISBN 88-8498-013-5, p.115;
  5. ^ Francesco Vandelli viene celebrato anche dall'Abate Antonio Lecchi, celebre idrografico - Tiraboschi Tomo V, Biblioteca Estense p.347;
  6. ^ Relazione del signor matematico dottor don Francesco Vandelli della visita da se fatta di commissione degl'ill.mi sig.ri Conservatori delle bonificazioni di Zelo, e di Stienta, per la verificazione de' dati supposti dal progetto della diramazione del Tartaro nel Po grande; In Bologna: per Lelio dalla Volpe impressore dell'Istituto delle Scienze, 1766.
  7. ^ Cfr.: Una lettera idraulica del Vandelli intorno al piano delle riparazioni di Muzza è ins. dal p. Lecchi nella sua relazione dello stato presente del canale di Muzza ec. V. Lecchi Antonio Giovanni, n° 11. [2]
  8. ^ Lettera in risposta a S. E. il sig. D. Pompeo Litta Visconti intorno al piano delle riparazioni di Muzza ... / del cav. Francesco Vandelli;
  9. ^ Congressus Mercurii cum Sole, in astronomica Specula Bononiensis Scientiarum Instituti observatus die 11 novembris anni 1736 mane. In Acta eruditorum Lipsiae, 1738, maggio, p.280-284;
  10. ^ § Nelle Osservazioni Letterarie del Maffei, I, (1737), compare un articolo intitolato: Passaggio di Mercurio sotto il Sole, 11 novembre 1736, già osservato a Vienna da Marinoni, e poi da Manfredi e Zanotti a Bologna che, alle pagine 157-161, riporta integralmente il testo della versione LG, comprensivo di figura.
  11. ^ § In queste effemeridi scritte da Eustachio Zanotti il Vandelli ebbe parte notevole nelle osservazioni e nella catalogazione dei dati.
  12. ^ De bononiensi scientiarum et artium Instituto atque Academia commentarii: 2(1), Memorie dell'Insituto - Bologna, 1745; pp.419-420;
  13. ^ La biblioteca del Capponi, considerata una raccolta di pregio da intellettuali ed eruditi contemporanei, fu talvolta visitata da studiosi e viaggiatori, come apprendiamo dalle parole del Vandelli in una lettera a Ludovico Antonio Muratori del 4 luglio 1739: “Ho inteso che il secondo giorno dopo il suo arrivo (il marchese Maffei) si portò a vedere la gran raccolta del Campidoglio, e vi stette da quattro ore, un'altra mattina, l'impiegò nella Vaticana, un'altra a vedere il museo Chircheriano, ed ora sento vada in giro a fare le scoperte de' musei nelle case de' particolari: ieri mattina vide quello del signor marchese Capponi, e vide tornare per vedere la sua rara e scielta libreria, e di soli libri italiani e che è stata la miniera per l'Eloquenza del fu mons. Fontanini: vi ha 39 Decameroni in 4° e cinque in-foglio, e ve ne ha cinque del 1527 tutti da me veduti”.
  14. ^ Memorie dell'Istituto, Bologna;
  15. ^ De bononiensi scientiarum et artium Instituto atque Academia commentarii: 4, Memorie dell'Instituo, Bologna 1757; pp.106-119;
  16. ^ De bononiensi scientiarum et artium Instituto atque Academia commentarii: 3 Memorie dell'Instituto, Bologna 1755, pp.92-94;
  17. ^ un nuovo obiettivo e di un nuovo oculare, realizzati "dal Dr. Francesco Vandelli professore di architettura militare dell'Istituto", 15 - Gli strumenti inglesi e il catalogo stellare di Eustachio Zanotti; Arch. Dip. Astron. Bologna, Registri delle osservazioni, vol. V alla data 26 maggio 1735;
  18. ^ § Archivio Dip. Astronomia Università di Bologna, Registri delle osservazioni, vol. V alla data 26 maggio 1735;
  19. ^ Francesco Vandelli, grande astronomo, matematico ed accademico, frequentò la Specola bolognese insieme ad Eustachio Manfredi. Cfr.: Nunzia Manicardi, Modena e l’Astronomia: L’avventura del Planetario in una città che ha sempre amato le stelle; Il Fiorino, Modena, 2017, ISBN 978-88-7549-726-2; pp.170.
  20. ^ Cfr.: IX. Eccoci ad un libro (5), il qual é la continuazione dell'Efemeridi dell'accuratissimo Sig. Eustachio Manfredi eseguita dal suo degno successore il Sig. Eustachio Zanotti, il quale in questo lungo, e tedioso lavoro ha avuto l'aiuto di Francesco Zanotti suo Zio, di Francesco Vandelli, e di Giuseppe Rovesci, e di alcuni altri che erano giovani studenti in quella insigne Città di Bologna. in Francesco Antonio Zaccaria, Storia Letteraria D'Italia Dal Settembre del MDCCL Al Settembre del MDCCLI, Volume 3, Venezia 1752, Biblioteca Pubblica Bavarese Digitalizzato il 29 Ago 2011; pp.143;
  21. ^ La Cometa dell'Anno MDCCXXXIX osservata nella Specula dell'Istituto delle Scienze di Bologna ne' mesi di Maggio, Giugno, Luglio, e Agosto da Eustachio Zanotti, e Compagni. In Bologna nella Stamperia di Lelio dalla Volpe in 4 pag. 27 ed una Tavola in rame. [...] Chiuderemo il presente estratto coll'accennare, come il Sig. Zanotti non dubita chiamare a parte e del merito, e della fatica usata nelle recenti osservazioni Astronomiche, li Sigg. Petronio Matteucci, Gioseffo Rottersi, Gioseffo Garatoni Ravennate, ed il Sig. Ab. Francesco Vandelli Modenese. In Novelle della Repubblica Letteraria per l'anno MDCCXXXIX Appresso Domenico Occhi in Venezia 1739; pp.357.[3]
  22. ^ Si veda: Biblioteca matematica italiana dalla origine della stampa ai primi anni del secolo 19° compilata da Pietro Riccardi - Pietro Riccardi, Società tipografica modenese antica tipografia modenese, 1876 - Digitalizzato il 27 Mag. 2014 - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze [4]
  23. ^ Cfr.: De Pulvere pyrio, Ins. nei bon. scient. commentarii, t. IV, an. 1757; pag.106 - In questa edotta memoria esamina le ragioni fisiche della elasticità della polvere da fuoco.[5]
  24. ^ Si veda: De Pulvere Pyrio - Fondo Vandelli - Università di Bologna.

BibliografiaModifica

  • Biblioteca Estense Modenese - Tomo V, G. Tiraboschi, Modena 1784.
  • Astronomi italiani: Galileo Galilei, Luigi Lilio, Andrea Boattini, Angelo Secchi, Giovanni Cassini, Giuseppe Piazzi, Francesco Bianchini, Giovanni Schiaparelli, Giovanni Battista Beccaria, Luca Gaurico, Paolo dell'Abbaco, Francesco Vandelli, Pietro Maffi; Editore: Books LLC, Wiki Series 2011, ISBN 978-1-231-82421-4
  • Nunzia Manicardi, Modena e l’Astronomia: L’avventura del Planetario in una città che ha sempre amato le stelle, Il Fiorino, Modena 2017, ISBN 978-88-7549-726-2
  • Francesco Antonio Zaccaria, Storia Letteraria D'Italia Dal Settembre del MDCCL Al Settembre del MDCCLI, Volume 3, Venezia 1752, Biblioteca Pubblica Bavarese Digitalizzato il 29 Ago 2011; pp.143.
  • Viviana Pistarelli, Archivi di biblioteche: per la storia delle biblioteche pubbliche statali Volume 55 di Sussidi eruditi; Ufficio centrale per i beni librari e gli istituti culturali - Ed. di Storia e Letteratura, 2002 ISBN 88-8498-013-5.
  • Pietro Riccardi, Biblioteca matematica italiana dalla origine della stampa ai primi anni del secolo 19°; Editore Società tipografica modenese antica tipografia modenese, 1876.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • [8] Museo della Specola di Bologna
  • [9] Francesco Vandelli - Bologna
  • [10] Semicircolo murale di Lusverg
  • [11] Accademia dei Lincei Riminesi
  • [12] Biblioteca Estense di Modena
  • [13][collegamento interrotto] Biblioteca Pubblica Bavarese
  • [14] Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze