Biblioteca Estense universitaria di Modena

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Biblioteca Estense universitaria di Modena
Palazzo dei Musei.jpg
Il Palazzo dei Musei che ospita anche la Biblioteca
Ubicazione
Stato Italia Italia
Indirizzo Largo S. Agostino 337, 41121 Modena
Caratteristiche
Tipo biblioteca pubblica statale
ISIL IT-MO0089

Coordinate: 44°38′53.16″N 10°55′15.96″E / 44.6481°N 10.9211°E44.6481; 10.9211

La Biblioteca Estense universitaria è una biblioteca pubblica statale collocata nel Palazzo dei Musei a Modena.

Indice

StoriaModifica

La biblioteca trae la sua origine storica nella collezione libraria degli Estensi, la famiglia che reggeva il ducato di Ferrara e quello di Modena e Reggio.

Quando gli estensi dovettero riconsegnare Ferrara allo Stato della Chiesa, riuscirono ad ottenere di poter trasferire, insieme agli altri beni familiari, come la quadreria, la biblioteca a Modena, divenuta capitale del ducato nel 1598. Da allora la consistenza della biblioteca ricominciò ad accrescersi.

Alcuni illustri direttori della Biblioteca estense:

Fu soprattutto merito del Tiraboschi l'accurata scelta dei testi che provenivano dalle varie congregazioni religiose: In particolare furono unificate le biblioteche dei Gesuiti, dei Benedettini, dei Teatini e dei Minori Osservanti.

Dopo il periodo napoleonico, i duchi asburgo-estensi (o, come spesso sono chiamati, d'Austria-Este) continuarono ad accrescere la biblioteca, che dopo l'Unità d'Italia assorbì la Biblioteca universitaria. Nel 1995 i due istituti vennero fusi anche dal punto di vista amministrativo nella "Biblioteca Estense universitaria", organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali.

Svolge la funzione di deposito legale per le opere edite in provincia di Modena. Conserva la Bibbia di Borso d'Este (1455-1461), il Planisfero di Cantino (il più antico planisfero portoghese sopravvissuto), un mappamondo catalano del XV secolo ed un evangeliario bizantino del X secolo.

È stato deciso il trasferimento nei locali dell'ex Ospedale Sant'Agostino, appositamente restaurato dalla Fondazione Cassa Risparmio di Modena.[1]

NoteModifica

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