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Gorilla beringei

specie di animale della famiglia Hominidae

TassonomiaModifica

Esistono due sottospecie:[2]

DescrizioneModifica

 
Gorilla orientale di pianura

Il gorilla orientale è il più grande primate vivente. I maschi, notevolmente più grossi delle femmine, possono pesare 225 kg in natura e molto di più in cattività.[senza fonte]

Tra le caratteristiche di questa specie vi è la colorazione nera del pelo, che diviene però grigio con l'età. I gorilla di montagna hanno il pelo notevolmente più lungo.

BiologiaModifica

I gorilla di montagna si nutrono soprattutto di foglie ed erba. Quelli di pianura si nutrono anche di frutta (25% della dieta) e a volte di insetti (tra i quali preferiscono le formiche).

Tra le femmine di gorilla di montagna sono stati documentati comportamenti omosessuali.[3]

Distribuzione e habitatModifica

I gorilla orientali vivono in una zona di circa 112.000 km² che comprende parti della Repubblica Democratica del Congo, di Uganda e Ruanda.[1]

In particolare la sottospecie Gorilla beringei beringei comprende 680 esemplari, suddivisi in due subpopolazioni isolate: la prima nella regione dei Monti Virunga, un'area di 440 km² al confine tra Uganda, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo, e la seconda confinata in un'area di 330 km² all'interno della Foresta impenetrabile di Bwindi, nell'Uganda sud-occidentale.[1]
La sottospecie Gorilla beringei graueri, più numerosa, è endemica della parte orientale della Repubblica Democratica del Congo.[1]

ConservazioneModifica

La IUCN Red List classifica Gorilla beringei come specie in pericolo critico di estinzione (Critically endangered)[1], essendo ridotta a circa 16.000 esemplari, quasi tutti della sottospecie di pianura. La sottospecie di montagna (Gorilla beringei beringei) è a rischio critico di estinzione (Critically Endangered)[4], essendo rappresentata da circa 680 individui.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e (EN) Plumptre, A., Robbins, M. & Williamson, E.A. 2016, Gorilla beringei, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019. URL consultato il 4 settembre 2016.
  2. ^ a b (EN) Colin Groves, Gorilla beringei, in D.E. Wilson e D.M. Reeder (a cura di), Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, 163, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ (EN) Grueter C.C., Stoinski T.S., Homosexual Behavior in Female Mountain Gorillas: Reflection of Dominance, Affiliation, Reconciliation or Arousal?, in PLoS ONE, vol. 11, 2016, pp. 1-13.
  4. ^ (EN) Robbins, M., Gray, M., Kümpel, N., Lanjouw, A., Maisels, F., Mugisha, A., Spelman, L. & Williamson, L. 2008, Gorilla beringei subsp. beringei, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019. URL consultato il 13 maggio 2016.

Voci correlateModifica

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