Grandate

comune italiano
Grandate
comune
Grandate – Stemma Grandate – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoAlberto Peverelli (lista civica Per Grandate) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate45°47′N 9°04′E / 45.783333°N 9.066667°E45.783333; 9.066667 (Grandate)Coordinate: 45°47′N 9°04′E / 45.783333°N 9.066667°E45.783333; 9.066667 (Grandate)
Altitudine320 m s.l.m.
Superficie2,83 km²
Abitanti2 840[1] (30-11-2019)
Densità1 003,53 ab./km²
FrazioniZappa
Comuni confinantiCasnate con Bernate, Como, Luisago, Montano Lucino, Villa Guardia
Altre informazioni
Cod. postale22070
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013110
Cod. catastaleE139
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantigrandatesi
Patronosan Bartolomeo
Giorno festivo24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Grandate
Grandate
Grandate – Mappa
Posizione del comune di Grandate nella provincia di Como
Sito istituzionale

Grandate (Grandáa in dialetto comasco[2][3], AFI: [ɡrɑŋˈdɑː]) è un comune italiano di 2 840 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

StoriaModifica

Nonostante il ritrovamento (nell'ultima metà del XIX secolo e nel 2011) di sepolture di età protostorica nel territorio di Grandate, ad oggi non si hanno sufficienti elementi per far risalire l'origine di Grandate ad un'era così remota.[4]

Il ritrovamento di un tratto di strada glareata (acciottolata) diretta verso Como nei pressi del Santuario di Santa Maria Bambina testimonia invece come il territorio fosse già sfruttato in età romana.[4]

Negli Statuti di Como del 1335, il “comune de Grandate” risultava far parte della pieve di Zezio (Statuti di Como 1335, Determinatio mensurarum), da cui dipense fino alla metà del XVIII secolo[5].

Nel 1751, il territorio di Grandate comprendeva anche i cassinaggi di “Cassina San Poso”, “Isola” e “Cassina della Madonna”, contava 336 abitanti, non era infeudato e ogni tre lustri pagava per la redenzione la somma di lire 23 alla città di Como, che a sua volta versava alla regia Camera[5]. Nel comune erano attivi due consoli, ognuno dei quali rappresentava una famiglia di massari, che si alternavano mensilmente e che fungevano anche da esattori[5]. Le decisioni comunali erano deliberate da un consiglio, convocato dal console, che si riuniva al suono della campana nella piazza della chiesa parrocchiale[5]. All’agente della cosiddetta “Casa Ciceri” spettava il compito di conservare e amministrare del patrimonio comunale, nonché la vigilanza sui pubblici riparti[5]. Il 19 giugno 1756, con la riforma del governo della città e contado di Como , il comune di Grandate venne inserito nella istituenda pieve di Zezio inferiore del territorio di Como, che nel 1791 fu inclusa nel II distretto censuario della provincia di Como[6].

Durante la Repubblica Cisalpina, nel 1797 si decise di inserire comune di Grandate nel dipartimento del Lario, distretto della pieve di Zezio inferiore[7]. L'anno seguente il comune venne tuttavia trasportato nel dipartimento dell’Olona, distretto XXVIII di Cantù, per poi tornare nel 1801 a far parte del ricostituito dipartimento del Lario[7].

Nel 1808 Grandate fu aggregato al comune di Como[7].

Nel 1816, con il Regno lombardo-veneto, il ricostituito comune di Grandate venne inserito nel distretto II di Como[8].

Quando nel 1859 le province lombarde furono temporanemente annesse al Regno di Sardegna, il comune di Grandate, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso nel mandamento III di Como, circondario I di Como, provincia di Como[9].

Dal 1861 ad oggi, la storia di Grandate ha seguito le vicende nazionali.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Nuova chiesa parrocchiale di San BartolomeoModifica

La nuova chiesa di San Bartolomeo fu costruita tra il 1925 e il 1932[10] in sostituzione della precedente parrocchiale e fu oggetto di importanti restauri verso la fine degli anni Settanta del Novecento.[11]

Santuario della Madonna della NoceModifica

Il Santuario della Madonna della Noce fu eretto nel XV secolo[12] sulla base di un precedente oratorio altomedievale, a sua volta costruita su sacello paleocristiano addossato a una fortificazione militare che in età romana sorvegliava la vicina via Regina.[13][14] Oratorio che, a partire dal bassomedioevo e fino al XVIII secolo fu progressivamente ampliato fino a raggiungere le dimensioni della chiesa attuale[13][14].

Dal bassomedioevo fino almeno al 1758 la chiesa esercitò il ruolo di comparrocchiale[15][13].

Oggi l'esterno della chiesa si presenta con una facciata a capanna, caratterizzata da un portale sormontato da una lunetta contenente un altorilievo in cotto (1970)[13]. L'interno è a navata singola chiusa da un'abside quadrata sormontata da cupola[13]. Nelle pareti laterali s'innestano due cappelle adornate da affreschi e stucchi, alcuni dei quali databili al XVII secolo[13].

In origine il Santuario era dedicato alla Madonna di Loreto, tuttora venerata in un'effige di un rilievo marmoreo Trecentesco dalla forma circolare collocato all'interno della chiesa[13][14]. Al 1470 risale invece un affresco mariano parimenti conservato internamente al Santuario[14]. La tradizione popolare prima e, nel 1947, il vescovo Alessandro Macchi ribattezzarono la chiesa come Santuario dedicato a Santa Maria Bambina,[14]una statua della quale si trova dal 1938 ai piedi dell'affresco[13].

Ex-chiesa parrocchiale di San BartolomeoModifica

In via Verdi è ancora possibile vedere il possente edificio (alto 15 metri) che ospitò la vecchia parrocchiale di San Bartolomeo dal 1578 fino al 1927, anno in cui fu sconsacrata e riadattata a falegnameria[11]. La vecchia chiesa, che al suo interno conservava una serie di raffigurazioni di angeli, fu costruita nel 1306 dai mercanti Cazanore di Blevio.[11] L'edificio non fu tuttavia la prima parrocchiale di Grandate, in quanto tale privilegio spettò all'antica chiesa di Sant'Alberto, oggi non più esistente ma per lungo tempo - certamente fino alla prima metà del XVII secolo[13] e probabilmente già dalll'VIII-IX secolo[11] - collocata in località San Pos[11].

AltroModifica

Dal 1954 un'antica villa su un colle nella zona nord di Grandate ospita il Monastero del Santissimo Salvatore delle Benedettine dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento.

 
Vista su Grandate, davanti a Casnate. Ben identificabili i campanili della parrocchiale (a sinistra) e del santuario (in basso a destra, non lontano dalla zona industriale)

CulturaModifica

MuseiModifica

  • Museo del cavallo giocattolo[16]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Prima dell'unità d'ItaliaModifica

  • 1771: 422 abitanti[6].
  • 1799: 450 abitanti[7].
  • 1805: 444 abitanti[7].
  • 1853: 716 abitanti[8].
  • 1859: 741 abitanti[9].

Dopo l'unità d'ItaliaModifica

Abitanti censiti[17]

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

Infrastrutture e trasportiModifica

 
Il fabbricato viaggiatori di stazione

Il comune insieme al quartiere di Breccia è servito dalla ferrovia Como-Saronno tramite la Stazione di Grandate-Breccia delle Ferrovie Nord Milano. Fino al 1966 era in funzione anche la linea Como-Varese sempre delle Ferrovie Nord Milano che collegava direttamente con Varese Nord.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 314.
  3. ^ Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
  4. ^ a b Lorenzo Mor, otti, Tombe celtiche a Grandate, conferenza al centro di via San Pos, su https://www.corrieredicomo.it. URL consultato il 6 gennaio 2020.
  5. ^ a b c d e Comune di Grandate, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 gennaio 2020.
  6. ^ a b Comune di Grandate, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 gennaio 2020.
  7. ^ a b c d e Comune di Grandate, 1798 - 1808 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 gennaio 2020.
  8. ^ a b Comune di Grandate, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 gennaio 2020.
  9. ^ a b Comune di Grandate, 1859 - [1971] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 gennaio 2020.
  10. ^ Chiesa di S. Bartolomeo - complesso, Via Alessandro Volta - Grandate (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  11. ^ a b c d e Storia - Parrocchia S. Bartolomeo Grandate, su San Bartolomeo Grandate. URL consultato il 4 maggio 2020.
  12. ^ Santuario della Madonna della Noce - complesso, Via Madonna della Noce - Grandate (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  13. ^ a b c d e f g h i Storia - Santuario Madonna del Noce Grandate, su San Bartolomeo Grandate. URL consultato il 4 maggio 2020.
  14. ^ a b c d e Grandatis Antiquitas - Libro Santuario Madonna del Noce, su San Bartolomeo Grandate. URL consultato il 5 maggio 2020.
  15. ^ Parrocchia di San Bartolomeo, sec. XVI - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 5 maggio 2020.
  16. ^ Museo del Cavallo Giocattolo, su www.museodelcavallogiocattolo.it. URL consultato il 9 giugno 2020.
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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