Gualtieri VI di Brienne

conte di Brienne, Conversano e Lecce, duca titolare d'Atene e governatore di Firenze

Gualtieri VI di Brienne, duca d'Atene (Brienne, 1304/1305[1]Poitiers, 19 settembre 1356), è stato un nobile francese, la cui vita si divise tra la Grecia, la Francia e l'Italia. Portò i titoli di Conte di Brienne, di Conversano e di Lecce, nonché quello solo nominale di Duca d'Atene, che fu però quello col quale divenne celebre.

Gualtieri VI
Gualtieri VI di Brienne in un affresco dell'Orcagna (1343-1349 circa)
Duca titolare di Atene
come Gualtieri II
Stemma
Stemma
In carica15 marzo 1311 –
19 settembre 1356
PredecessoreGualtieri V
EredeGualtieri VII
SuccessoreIsabella
Conte di Brienne
In carica15 marzo 1311 –
19 settembre 1356
PredecessoreGualtieri V
SuccessoreIsabella
Altri titoliConte di Conversano
Conte di Lecce
NascitaBrienne, 1304/1305
MortePoitiers, 19 settembre 1356
DinastiaCasata di Brienne
PadreGualtieri V di Brienne
MadreGiovanna di Chatillon
ConiugiMarghierita d'Angiò
Giovanna di Brienne
FigliGualtieri
ReligioneCattolicesimo

Biografia modifica

Giovinezza e ascesa modifica

Gualtieri nacque dal conte Gualtieri V di Brienne e da Giovanna di Châtillon († nel 1354), figlia del conte di Porcien, connestabile del re di Francia Filippo IV. Dopo la morte del padre, avvenuta durante la battaglia di Halmyros del 1311, ne ereditò i titoli nobiliari; di fatto però i suoi possedimenti in Grecia furono in larga parte puramente nominali, tranne che per quelli stabiliti sulle città di Argo e Nauplia. Per quasi tutta la vita cercò di ristabilire il dominio della sua famiglia su Atene contro la Compagnia Catalana, ma senza successo. Dagli anni quaranta si spostò in Italia e in Francia, lasciando la Signoria di Argo e Nauplia alla cura di suoi subalterni.

Matrimonio modifica

Nel dicembre del 1325 nella cattedrale di Brindisi sposò Margherita, figlia di Filippo I di Taranto e nipote del re Roberto I di Napoli, un matrimonio strategico che rafforzava la sua presenza in Italia meridionale. Presso la corte degli angioini fu appuntato come vicario di Carlo di Calabria, carica che esercitò per pochi mesi nel 1326.

Campagna greca modifica

Nel 1331, con l'appoggio di Roberto di Napoli e di papa Giovanni XXII salpò per la Grecia in una crociata per la riconquista di Atene. In quella campagna riconquistò Arta al despota Giovanni Orsini, ma non riuscì a prendere Atene per via dell'intervento dei veneziani, che si erano alleati con i catalani. Il suo unico figlio Gualtieri VII morì durante questa campagna.

Governatore di Firenze modifica

Lo stemma di Gualtieri di Brienne
Secondo Marchionne di Coppo Stefani.
Secondo Giovanni Villani.
Dopo la nomina a Governatore di Firenze (C.Stefani).
Dopo la nomina a Governatore di Firenze (Villani)[2].

Dopo essere stato per alcuni anni in Francia, dopo la morte della moglie (1340) tornò in Italia (1342) chiamato dai governanti di Firenze che, preoccupati per la crisi economica iniziata nel 1343, in seguito al mancato rimborso dei prestiti fatti ad Edoardo III d'Inghilterra dai banchieri cittadini, e disperati per le strenue lotte tra guelfi e ghibellini, avevano deciso da alcuni anni di affidare la città a un podestà a condizione che fosse straniero e quindi non legato ad alcuna fazione. Sebbene l'incarico di Gualtieri fosse a scadenza, i ceti bassi di Firenze spinsero affinché fosse nominato signore a vita, ben impressionati dalle sue prime iniziative.

 
Targa con stemma del Duca d'Atene e lapide che ricorda la "mala ambizione" di un cittadino che lo sostenne, Firenze, via de' Calzaiuoli.

Il governo di Gualtieri divenne presto contraddistinto da dispotismo, ignorando egli e opponendosi agli interessi della ricca classe mercantile che gli aveva permesso di prendere il potere, e trovando supporto nelle residue forze delle antiche famiglie feudatarie già provate dagli esili e dalle lotte di cinquant'anni prima. Impose delle drastiche misure economiche correttive, tese a rimediare al forte debito pubblico, istituendo l'"estimo" e le "prestanze" forzate, delle somme di denaro che i più ricchi dovevano corrispondere in prestito al governo a condizioni molto svantaggiose. Iniziò inoltre una fortificazione militare e ingrandimento di Palazzo Vecchio verso via della Ninna.

Cacciata da Firenze modifica

Sebbene dal punto di vista della crisi finanziaria le misure si rivelassero utili, dall'altra parte irritarono a tal punto i fiorentini che, solo dieci mesi dopo la sua nomina, congiurarono per liberarsi di lui. Minacciato di eliminazione fisica rassegnò il potere e fuggì dalla città il 26 luglio 1343, giorno di Sant'Anna. La cacciata del Duca d'Atene rimase un episodio "mitologico" nella storia cittadina, descritto con viva partecipazione dal Villani o usato come tema di affreschi per esempio da Andrea Orcagna. Per ringraziare sant'Anna le venne dedicata la chiesa di Orsanmichele e l'attuale chiesa di San Carlo dei Lombardi.

Ultimi anni e morte modifica

Rifugiatosi in Francia si risposò nel 1343 con Giovanna di Brienne, figlia di Raoul I di Brienne, conte d'Eu, ma non ebbe eredi. Diventato connestabile di Francia nel 1356, morì quello stesso anno durante la battaglia di Poitiers. I suoi titoli passarono a sua sorella Isabella di Brienne e poi alla nipote di quest'ultima, Maria d'Enghien.

A Firenze rimase sempre noto semplicemente come il Duca d'Atene, e fu citato anche nella novella settima del secondo giorno del Decameron di Boccaccio.

Niccolò Tommaseo incentrò sugli ultimi giorni della sua signoria fiorentina il racconto storico Il Duca d'Atene, pubblicato una prima volta a Parigi nel 1837, e successivamente, nel 1858, a Milano. A lui si devono in Puglia una serie di committenze architettoniche tra cui la Chiesa di Santa Croce, e soprattutto urbanistiche come la rifondazione di Roca sull'Adriatico. A Firenze si deve a lui lo spiazzo di Piazza della Signoria e l'ampliamento di parte di Palazzo Vecchio.

Ascendenza modifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Gualtieri IV, conte di Brienne Gualtieri III, conte di Brienne  
 
Maria Albina d'Altavilla  
Ugo, conte di Brienne  
Maria di Cipro Ugo I, re di Cipro  
 
Alice di Champagne  
Gualtieri V, conte di Brienne  
Guido I de la Roche, duca di Atene Ottone de la Roche, duca di Atene  
 
Isabella/Elisabetta[3]  
Isabella de la Roche  
Agnese di Cicon, baronessa di Caristo Guido di Cicon, barone di Caristo  
 
 
Gualtieri VI, conte di Brienne  
Gualtiero IV di Châtillon-Saint-Pol Guido II di Châtillon, conte di Saint-Pol  
 
Agnese II di Donzy, contessa di Nevers, d'Auxerre e Tonnerre  
Gualtiero V di Châtillon, conte di Porcien  
Isabella di Villehardouin, signora di Crécy Guglielmo I, signore di Villehardouin  
 
Margherita di Mello  
Giovanna di Châtillon  
Roberto I di Dreux, visconte di Beu Roberto III, conte di Dreux  
 
Eleonora, signora di Saint-Valery-sur-Somme  
Isabella di Dreux  
Isabella di Villebéon, signora di Bagneux Adamo II di Villebéon, signore di Mesnil-Aubry  
 
Alice di Garlande  
 

Note modifica

  1. ^ Ernesto Sestan, BRIENNE, Gualtieri di, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 14, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1972.  
  2. ^ Diede loro un gonfalone di giustizia così fatto di tre insegne, ciò fu di costa all'asta l'arme del Comune, il campo bianco e‘l giglio rosso; e apresso in mezzo la sua il campo azzurro biliottato col leone ad oro, e al collo del leone uno scudetto dell'arme del popolo: appresso l'arme del popolo in campo bianco e alla croce vermiglia, e di sopra il rastrello del re.
  3. ^ Figlia di Guido, barone di Ray, oppure di Clarembaud V, signore di Chappes.

Bibliografia modifica

  • V. C. Galati, Terra d'Otranto e Medioevo "Primitivo" tra interessi europei, "Stile Nazionale" italiano e regionalismo salentino (1764-1891), attenzioni neo-normanne, polemiche sull'architettura bizantina e le discusse committenze di Gualtieri VI di Brienne, "Tiranno dei fiorentini" e Conte di Lecce, «Bollettino della Società di Studi Fiorentini», 20, 2011, pp. 243, 280.
  • Alessandro Cutolo, Maria d'Enghien, Congedo, Galatina 1977.
  • Piero Bargellini, La splendida storia di Firenze, Voll. 4, Vallecchi, Firenze 1964.
  • Giovanni Villani, Nova Cronica, Firenze sec. XIV ma Giunti, Venezia 1537 (editio princeps).

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Collegamenti esterni modifica

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