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Guillemundus chiamato anche Guglielmo. Guillemó in catalano e in spagnolo (Fine dell'VIII secolo – dopo l'827) fu prima reggente e poi conte di Razès e di Conflent, tra l’812 e l’827.

Indice

OrigineModifica

Figlio del primo Conte di Barcellona, conte di Razès e di Conflent e poi conte di Girona e Besalú, Berà[1] e della moglie[2], Romilla, una nobile forse di origine visigota, ma molto più probabilmente franca, imparentata col primo conte d'Aragona, Aureolus[3][4].

BiografiaModifica

 
La penisola iberica nell'814, con la marca di Spagna, da poco costituita

Guillemundus, alla nascita, fu così battezzato in onore del nonno paterno, cugino di Carlo Magno, Guglielmo di Gellone, conte di Tolosa.

Nell'812, il padre gli concesse il governo delle contee di Razès e di Conflent;
nell'820, quando il padre fu destituito dalla contea di Barcellona e da tutti gli altri onori[5], Guglielmo gli subentrò come conte di Razès e di Conflent.

Dopo la morte (825) di Rampò, il Conte de Barcellona subentrato a suo padre, Berà, nell'826, le contee di Barcellona, Girona, Besalú ed Osona furono assegnate a suo zio, che aveva avversato suo padre, Bernardo di Settimania, che divenne il nuovo conte di Barcellona[1]. Ma appena insediato, una parte della nobiltà gota, ancora fedele a Berà, capeggiata da Aissó[1], che era scappato dalla prigione di Aquisgrana si ribellò e, con l'aiuto dei mussulmani della zona (pacifisti), riuscì ad occupare parte della contea, senza che l'imperatore intervenisse validamente in suo aiuto (aveva inviato solo un piccolo contingente di Franchi).
Una parte della nobiltà visigota si schierò con Bernardo, che riuscì a contenere i ribelli.
Aissó allora chiese aiuto all'emiro di Cordova, ʿAbd al-Raḥmān II ibn al-Ḥakam, che inviò un contingente, che arrivò a Saragozza[5], nel maggio 827, marciò su Barcellona.
Secondo la Vita Hludowici Imperatoris[6], Guglielmo, verso la fine di quello stesso anno si unì alla ribellione di Aissó contro il nuovo conte e, nell'827, si unì alle truppe saracene[7] che attaccarono le contee cristiane[3].
Solo dopo l'arrivo dei Mori, guidati dal generale Ubayd Allah, detto Abu Marwan, Ludovico il Pio ordinò al figlio, Pipino[5], re d'Aquitania ed ai conti Ugo di Tours e Oddone d'Orléans, di allestire un esercito per portare aiuto a Bernardo[7].
Ma prima che l'esercito Franco si muovesse, i Mori erano già stati respinti fuori dalla contea ed i ribelli con loro[5], senza però poter recuperare il bottino che avevano razziato nei distretti di Gerona e di Barcellona (827)[1].

Dopo essere stato sconfitto, in quello stesso 827, fu privato delle sue contee e molto probabilmente, dopo aver cercato inutilmente di resistere sulle montagne del Razès, secondo gli Annales Regni Francorum[8], Guillemundus, assieme ai Mori si arrese ai missi dominici imperiali, Elisacar, Ildebrando e Donato[9].

Di Guillemundus non si conosce né il luogo né la data della morte. Probabilmente si rifugiò a Cordova[10] dove, alcuni anni dopo, morì.

DiscendenzaModifica

Di Guillemundus non si conosce né il nome della moglie né alcuna discendenza[3]

NoteModifica

  1. ^ a b c d (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus I: Einhardi Annales, Pag 216
  2. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Tomus II Preuves, Documento 23, XVII, colonne 79 e 80
  3. ^ a b c (EN) Foundation for Medieval Genealogy : Dinastie comitali catalane-WILLEMUND
  4. ^ Uno dei fratelli di Guillemundus venne chiamato Aureolo
  5. ^ a b c d (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus I: Einhardi Annales, Pag 206
  6. ^ La Vita Hludowici Imperatoris sono due biografie, dalla nascita all'840, dell'imperatore Ludovico il Pio, scritte, in latino, da due monaci, uno anonimo, conosciuto come "l'Astronomo", mentre del secondo si conosce il nome: Thegano.
  7. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus II: Vita Hludovici Imperatoris, par. 41, p.630
  8. ^ Gli Annales Regni Francorum che sono anche detti "Annales Laurissenses maiores et Einhardi (Eginardo)" è un'opera che descrive l'operato dei sovrani dei Franchi in un arco temporale che va dal 741 (anno della morte di Carlo Martello, definito "Carlo maior") all'anno 829; il monaco Eginardo fu lo storico che assieme ad altri monaci e chierici compilò gli Annales
  9. ^ (LA) Annales Regni Francorum, anno 627
  10. ^ (ES) Cronicas Carolingias: La Marca Hispano-Catalana Archiviato il 5 gennaio 2009 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

  • Gerhard Seeliger, Conquiste e incoronazione a imperatore di Carlomagno, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 358–396
  • Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477–515
  • (ES) Cronicas Carolingias: La Marca Hispano-Catalana, su biblioteca-tercer-milenio.com.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica