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Halo (automobilismo)

sistema di protezione nelle gare automobilistiche open-wheel
Il sistema Halo sulla Ferrari SF71H di Kimi Räikkönen durante i test F1 prestagionali del febbraio 2018

Halo è un sistema di protezione usato nelle serie formula della FIA che consiste in una barra curva posta a protezione della testa del pilota.

Il sistema è stato sperimentato per la prima volta nel 2015,[1] diventando obbligatorio secondo omologazione e regolamento FIA dal 2018.[2] I primi test con i prototipi dotati del sistema sono stati effettuati nel 2016 e nel luglio 2017. Dalla stagione 2018 la FIA ha reso obbligatorio Halo su ogni veicolo in Formula 1, Formula E e Formula 2, e dal 2019 anche su ogni veicolo della Formula 3, come nuova misura di sicurezza.

CostruzioneModifica

Il sistema è costituito da una staffa che circonda la testa del conducente ed è collegata in tre punti al telaio del veicolo. Il componente è realizzato in titanio e pesava circa 7 chilogrammi nella versione presentata nel 2016[3]. Il peso è salito a 9 chilogrammi nel 2017.

Il sistema non è sviluppato dai team, ma viene realizzato da un produttore esterno scelto dalla FIA ed è uguale per tutti i veicoli.

In una simulazione effettuata dalla FIA, utilizzando i dati di 40 incidenti reali, l'uso del sistema ha portato ad un aumento del 17% del tasso di sopravvivenza del pilota.[4]

Storia e sviluppoModifica

 
Sebastian Vettel testa l'Halo durante le prove del Gran Premio di Gran Bretagna 2016

Il sistema Halo si basa su un progetto della Mercedes; il lavoro di sviluppo del simulatore è stato eseguito da Anthony Davidson. Dopo un ritardo di un anno nel gennaio 2017 la FIA ha annunciato che lo sviluppo del sistema si era concluso ed era pronto all'utilizzo.[5]

La FIA per lo sviluppo ha esaminato tre scenari fondamentali: la collisione tra due veicoli, un contatto tra un veicolo e l'ambiente circostante, come le barriere, e le collisioni con veicoli e detriti. I test hanno dimostrato che il sistema Halo è in grado di ridurre in modo significativo il rischio di lesioni per il conducente. Inoltre, in molti casi, il sistema è stato in grado di evitare che il casco entrasse in contatto con una barriera utilizzando come riferimento una serie di incidenti già avvenuti. Durante lo studio dell'ultimo caso è stato appurato che Halo è in grado di deviare oggetti di grandi dimensioni e anche di fornire una maggiore protezione dai detriti più piccoli.

 
Fernando Alonso testa l'Halo durante le prove del Gran Premio della Malesia 2017

Il sistema non è utilizzato solo in Formula 1, ma anche in tutte le classi formula della FIA. Tuttavia, poiché i veicoli andranno riprogettati per introdurre questo sistema, per molte classi si dovrà aspettare la nuova generazione di monoposto per l'introduzione.

Nell'agosto 2017 è stata presentata la Dallara F2 2018, nuova monoposto del campionato di Formula 2, prima a montare il sistema Halo. A gennaio 2018 la Formula E ha presentato la nuova monoposto, nominata SRT05e, anche questa presenta Halo.[6]

Sistemi alternativiModifica

In alternativa al sistema Halo la Red Bull Racing aveva sviluppato nel 2016 l'Aeroscreen, simile a un cupolino, che non ha ricevuto molto interesse dalla Federazione Internazionale dell'Automobile.[7]

 
Il sistema Shield testato — e bocciato — da Vettel nelle prove del Gran Premio di Gran Bretagna 2017

Dopo che i piloti avevano espresso la loro opposizione all'introduzione del sistema Halo, la FIA ha sviluppato lo Shield, un parabrezza in cloruro di polivinile basato sul concetto dell'Aeroscreen. Sebastian Vettel è stato il primo e unico pilota a provare lo Shield: durante le prove libere del Gran Premio di Gran Bretagna 2017 il tedesco ha eseguito un solo giro con tale sistema,[8] lamentandosi di una visione distorta e sfocata che gli impediva di guidare.[9] La sua introduzione nel 2018 è stata successivamente esclusa, anche perché le squadre non avevano tempo sufficiente per provare e studiare lo Shield.

CriticheModifica

Il sistema ha inizialmente suscitato molte critiche, tra cui quella di Niki Lauda il quale affermò come questo sistema snaturi l'essenza stessa delle vetture da corsa,[10] oltre a quelle di carattere estetico. Altri ex piloti, tra cui Jackie Stewart, hanno invece ben accolto il sistema paragonandolo all'introduzione a suo tempo delle cinture di sicurezza, che avevano suscitato le medesime critiche per poi diventare la norma anche sulle vetture di serie.[11]

NoteModifica

  1. ^ (DE) Cockpitschutz: FIA geht mit drei Varianten in den Testbetrieb, su motorsport-total.com. URL consultato il 23 agosto 2017.
  2. ^ (EN) Halo protection system to be introduced for 2018, su formula1.com. URL consultato il 23 agosto 2017.
  3. ^ (DE) Motorsport: Mit Halo Bestzeit im ersten Training - Rosberg: Erfolg, su zeit.de, 26 agosto 2016. URL consultato il 23 agosto 2017.
  4. ^ (DE) Michael Schmidt, Halo-Entscheidung vor Hockenheim: 17 Prozent bessere Überlebenschance, su auto-motor-und-sport.de. URL consultato il 23 agosto 2017.
  5. ^ (EN) Mercedes Proposes Halo Concept for F1, in BenzInsider.com - A Mercedes-Benz Fan Blog, 30 agosto 2015. URL consultato il 10 febbraio 2018.
  6. ^ (EN) Introducing: the Gen2 Formula E car – Formula E, su www.fiaformulae.com. URL consultato il 10 febbraio 2018.
  7. ^ Franco Nugnes, La Red Bull Racing rinuncia al progetto dell'Aeroscreen, su it.motorsport.com, 20 giugno 2016.
  8. ^ Franco Nugnes, Ferrari: solo un giro per Vettel con lo Shield sulla SF70H, su it.motorsport.com, 14 luglio 2017.
  9. ^ Francesco Colla, Formula 1 Silverstone, Vettel boccia lo Shield, su autosprint.corrieredellosport.it, 14 luglio 2017.
  10. ^ F1, Lauda: «Introduzione dell'Halo pessima decisione», su corrieredellosport.it. URL consultato il 14 giugno 2018.
  11. ^ Stewart: "Halo, dicevano lo stesso per le cinture", su formulapassion.it, 20 agosto 2017. URL consultato il 23 agosto 2017.

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Collegamenti esterniModifica

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