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Il romanzo di Ramses - La regina di Abu Simbel

romanzo scritto da Christian Jacq
Il romanzo di Ramses - La regina di Abu Simbel
Titolo originaleLa Dame d'Abou Simbel
AutoreChristian Jacq
1ª ed. originale1996
1ª ed. italiana1997
Genereromanzo
Sottogenereromanzo storico
Lingua originalefrancese
AmbientazioneEgitto
ProtagonistiRamesse II
CoprotagonistiNefertari, Iset, Tuya
AntagonistiShenar, Ofir, Muwattali, Hattusil, Uri-Teshup
SerieIl grande romanzo di Ramses
Preceduto daLa battaglia di Qadesh
Seguito daL'ultimo nemico

Il romanzo di Ramses - La regina di Abu Simbel è il quarto volume della serie Il grande romanzo di Ramses, serie che parla della vita di Ramesse II, il più celebre Faraone d'Egitto.

Dopo una prima edizione italiana del 1997, il romanzo è uscito in una seconda edizione il 15 marzo 2016. Entrambi le edizioni sono state pubblicate dalla Mondadori.

Trama del libroModifica

Ramses continua le sue campagne, riconquistando i territori strappatigli dagli ittiti. La fortezza di Gaza cade sotto il dominio egizio, i suoi soldati annientati. Il faraone vuole muovere contro la fortezza d'Amurru, deciso a liberare l'amico Asha, ma decide invece di optare per un inganno. Grazie a uno stratagemma, il Faraone riesce a vincere anche questa battaglia e il principe Benteshina è costretto alla resa lasciando andar via Asha, ma Setau, sopraffatto dall'emozione per aver scoperto che Asha era sano e salvo, lascia accidentalmente andare la sua vipera che aveva in mano, vipera che attacca e morde Benteshina.

In Egitto, intanto, Ofir e Shenar sono ricercati da Serramanna che ha sguinzagliato i suoi scagnozzi alla loro ricerca. I due si ritirano nella perduta città di Akhenaton dove possono continuare a complottare senza disturbo alcuno. Il mago libico ha deciso di attaccare adesso il piccolo Kha, primogenito di Ramses e ordina a Meba di portargli uno dei suoi oggetti, questi riesce nell'impresa, anche uccidendo uno degli uomini di Serramanna, un mercenario cretese, che era riuscito a scovare il nascondiglio del malvagio stregone.

Intanto Mosè è tornato in Egitto e, accolto in casa del fratello Aronne, rivela al consiglio degli anziani ciò che Dio gli ha ordinato di compiere. Qualche giorno dopo, Serramanna lo arresta insieme a un drappello, affinché venga processato per l'omicidio di Sary. Durante il processo, Mosè dimostra di aver compiuto il giusto in difesa di un oppresso. Dolente stessa, chiamata a testimoniare, rivela al giudice che suo marito era solito maltrattare i più deboli. Mosè viene scarcerato grazie alla testimonianza del mattonaio Abner, ma scopre presto perché la principessa ha testimoniato in suo favore: Ofir e Shenar vogliono che lui svolga la propria missione così da indebolire Ramses e permettere loro di distruggerlo.

Nel frattempo, ad Ḫattuša, capitale dell'impero ittita, Muwatalli non riesce a prendere una decisione poiché Uri-Teshup chiede che continui la guerra contro l'Egitto, mentre Hattusil consiglia al fratello di accordarsi pacificamente con gli egiziani così da poter affrontare insieme ad essi i minacciosi assiri. Convinto però che sia il figlio ad avere ragione, l'imperatore di Hattusa nomina lui comandante delle armate, togliendo così il potere ad Hattusil. Colpito da un infarto, Muwatalli è costretto dal figlio ad affidargli il suo impero.

Asha riesce a convincere Ramses a mandarlo in missione, e viene mandato ad accordarsi con gli ittiti con un corpo di spedizione; sebbene egli venga però attaccato nei pressi di un fortino, Asha trova comunque protezione presso Hattusil, che vuole la pace con gli egizi. Il diplomatico ha deciso però di recarsi ad Hattusa e far cadere Uri-Teshup in un tranello. Intanto Ramses, spaventato per un ulteriore attacco di Ofir, che potrebbe colpire di nuovo la sua famiglia come ha fatto con Nefertari, decide di costruire un nuovo tempio ad Abu Simbel, dedicato all'amata Nefertari, così da aumentare le proprie difese magiche. In prossimità della Nubia, però, la sua nave viene attaccata da alcuni nubiani, guidati dallo stesso Shenar, che però non riescono nell'intento di ucciderlo e sono costretti a fuggire.

Il piano di Asha va intanto a buon fine: convinto di essere stato tradito, Uri-Teshup chiede all'egiziano chi siano le spie e, in preda alla sua sete di sangue, ordina di uccidere alcuni dei suoi partigiani, che egli crede traditori. Intanto Hattusil, insieme alla moglie Putuhepa, è tornato nella capitale e, convinti da Asha, i due riescono a crearsi una rete di amicizie grazie alle quali riusciranno ad eliminare Uri-Teshup; questi, dopo la morte di Muwatalli, colpito da un attacco cardiaco, è divenuto praticamente un sovrano assoluto e ha già scoperto il nascondiglio dell'odiato zio. Egli, giunto sul posto, ordina ai suoi arcieri di uccidere Hattusil, la moglie Putuhepa e la loro figlioletta, ma gli stessi arcieri gli si ritorcono contro. Tradito dal suo stesso esercito, Uri-teshup è costretto a ritornare da Asha, che gli consiglierà di fuggire in Egitto dove potrà essere al sicuro. Questi, deluso, si reca presso Ramses che, benché lo reputi un nemico, non osa offendere le leggi di ospitalità e lo accoglie nel proprio paese, specialmente dopo che questi gli ha rivelato tutti i segreti dell'arte militare ittita. Hattusil però accorderà al faraone la pace solo se questi gli permetterà di uccidere l'avido nipote.

Cominciano i lavori di costruzione di Abu Simbel e Ramses affida la responsabilità di tale opera a Setau e a Loto. Al suo ritorno riceve Mosè e Aronne in presenza del gran consiglio egizio. Questi trasforma il suo bastone in serpente ma il suo trucco viene presto svelato da Setau, perché quella trasformazione l'aveva insegnata a Mosè stesso (vedi primo libro). Deciso a liberare il proprio popolo dall'Egitto, Mosè non si arrende e scaglia contro di esso ben nove piaghe, come le locuste, le tenebre, la grandine e il morìo del bestiame. Alcune di esse non sono però create dal suo Dio, bensì da Ofir, che utilizza le sue arti oscure per avvelenare gli armenti e generare pustole nella pelle di molti egiziani.

Lo stesso Ofir invia Meba, altro suo sicario ed ex-ministro degli affari esteri, ad uccidere di nascosto Uri-Teshup, ma Serramanna riesce a scovarlo e ad eliminarlo prima che questi possa nuocere a qualcuno. Intanto, il perfido stregone, utilizzando un oggetto rubato a Kha, decide di generare un grande sortilegio che possa uccidere tutti i primogeniti d'Egitto così da portare il paese nello scompiglio, con Mosè che farà credere che sia la sua decima e definitiva piaga, ma Serramanna, spiando Dolente, riesce a scoprire il suo nascondiglio e lo cattura prima che questi possa compiere il misfatto. Processato in presenza del visir, Ofir è condannato a morte per veleno, Dolente verrà condannata presso un'oasi, e i nomi di Dolente e di Shenar verranno per sempre dimenticati.

In Nubia Shenar stesso ha radunato un vero e proprio esercito di guerrieri locali e ha conquistato una miniera, sicuro che Ramses cada nel suo tranello. Quest'ultimo però riesce a batterlo sul tempo e ad eliminare l'esercito avversario prima ancora che possa essere completamente attaccato. Shenar, in preda alla furia, decide di uccidere in persona il fratello, ma prima se la prende con i nubiani, accusandoli di viltà, codardia e ignonimia, e addirittura uccide un vecchio capotribù. I nubiani lo guardano con un terribile odio per averli traditi; Shenar riesce a sfuggire alla fanteria nubiana, ma non agli arcieri che lo uccidono all'instante con le loro frecce che lo colpiscono in tutto il corpo.

Mentre Ramses è assente, Serramanna decide di inseguire gli ebrei che qualche giorno prima erano stati liberati. Mosè però, sfruttando le basse maree, riesce a superare il mare delle canne insieme al suo popolo. I carri egizi rimangono invece impantanati e, a causa dell'alta marea, sprofondano nei flutti del mare. Serramanna è costretto a fuggire e, tornato a Pi-Ramses, chiede perdono al faraone per il proprio fallimento. Questi lo perdona e gli ordina di accogliere gli ambasciatori ittiti. Nefertari infatti, grazie a un contatto epistolare con Puthuepa, la moglie di Hattusil, è riuscita a ottenere la pace fra ittiti ed egiziani.

Alla fine, dopo la morte di Omero, viene concluso il Ramesseum, ma, durante la cerimonia, nella quale sono presenti le massime autorità del regno, Tuya ha un mancamento e muore. Dopo la cerimonia funebre in suo onore, Setau manda un messaggio a Ramses rivelandogli che anche i lavori per Abu Simbel sono terminati. Entusiasta di tale capolavoro, il faraone gioisce insieme alla sposa Nefertari che però sembra alquanto stanca agli occhi di Loto che cerca di sostenerla. La grande sposa reale spende tutte le sue energie affinché l'inaugurazione del tempio, che suggella l'amore della coppia reale, possa procedere senza intoppi. Lo sforzo è però immane e la regina, stanca per le troppe fatiche, non riesce a sopportarlo e muore fra le braccia del marito.

PersonaggiModifica

  • Ramses: protagonista della pentalogia e Faraone d'Egitto.
  • Ameni: amico e scriba reale di Ramses.
  • Setau: amico di Ramses.
  • Asha: amico siriano di Ramses, e suo Ministro degli Affari Esteri. Appena dopo la morte di Muwattali, aiuterà Hattusili e Putuhepa a contrastare la follia di Uri-Teshup.
  • Loto: amica nubiana di Ramses.
  • Mosè: un tempo amico di Ramses, fuggito nel deserto nel secondo libro, ricomparirà per liberare gli ebrei, scatenando un duro tira e molla con Ramses.
  • Nefertari: Grande Sposa Reale d'Egitto e moglie di Ramses.
  • Seramanna: capo della guardia personale di Ramses.
  • Tuya: madre di Ramses.
  • Iset: altra moglie di Ramses.
  • Hattusil: fratello di Muwattali.
  • Putuhepa: moglie di Hattusil.
  • Muwattali: imperatore dell'Hatti. Morirà nel corso del romanzo, lasciando un vuoto di potere per la conquista del trono.
  • Omero: poeta greco, che fungerà da supporto per Ramses.
  • Uri-Teshub: figlio di Muwattali, cospirerà per prendere il trono della terra di Hatti.
  • Dolente: sorella di Ramses, si fingerà redenta e si infiltrerà tra i seguaci di Ramses per aiutare il fratello e Ofir a sopraffarlo.
  • Shenar: fratello di Ramses, dato per sperduto nel deserto nel libro precedente, si alleerà con Ofir per distruggere Ramses.
  • Ofir: un mago libico, comparso per la prima volta nel secondo libro, farà di tutto pur di re-imporre quello che lui considera il Culto di Aton.
  • Raia: mercante siriano che aiuterà Shenar nei suoi scopi.

EdizioniModifica

CuriositàModifica

  • In questo capitolo fa la sua prima apparizione Neferet, che, durante il corso degli eventi in questo volume, è ancora subordinata al medico in capo Pariamakhu. In realtà, Neferet è anche la moglie di Pazair, e sono entrambi due protagonisti della trilogia Il Romanzo di Kheops, trilogia scritta anch'essa da Christian Jacq, prima della pentalogia dedicata a Ramses.
  • Vi è inoltre un'incongruenza narrativa: nell'ultimo capitolo del tomo precedente, Ramses ordina a Serramanna di dirigersi verso l'Amurru per salvare Asha, cosa che invece il Faraone esegue personalmente nelle parti iniziali di questo capitolo.

Voci correlateModifica