Italica

antica città romana in Spagna
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Italica (in latino Italĭca) era un'antica città della Spagna romana, vicino all'attuale Siviglia, e prima colonia di italici, da cui il nome, nella penisola iberica. Le famiglie italiche più illustri che la popolarono furono quelle, imparentate tra loro, degli imperatori Marco Ulpio Traiano (gli Ulpi Traiani originari di Todi in Umbria) e Publio Elio Adriano (gli Aeli Adriani originari di Atri nel Piceno), che vi si insediarono in un qualsiasi momento tra la fondazione della città nel III secolo a.C e il I secolo d.C.[1] Vi nacque forse anche Teodosio I, che vantava di discendere dalle famiglie di Traiano e Adriano.[2][3]

Italica
Anfiteatro de las ruinas romanas de Itálica, Santiponce, Sevilla, España, 2015-12-06, DD 34-45 PAN HDR.JPG
L'anfiteatro di Italica
CiviltàCiviltà romana
UtilizzoCittà
EpocaIII secolo a.C.
Localizzazione
StatoSpagna Spagna
ComuneSantiponce
Mappa di localizzazione
Ricostruzione di una villa romana di Italica

StoriaModifica

Italica fu fondata nel 206 a.C. da Publio Cornelio Scipione Africano sulla destra del fiume Guadalquivir, in corrispondenza dell'odierna Santiponce, in provincia di Siviglia, per insediarvi i soldati italici, tra cui sia socii e foederati sia cittadini romani, feriti nella battaglia di Ilipa (Seconda guerra punica). Da qui il nome Italica.[4]

Aveva un'ottima posizione strategica nel cuore della regione Bética, la più meridionale della Spagna: divenne municipium nel I secolo a.C.,[5] fino ad assumere, al tempo di Adriano, il titolo di Colonia Aelia Augusta, ossia venerabile colonia di Elio (Adriano).

Vicino ad essa si sviluppò la cittadina di Hispalis, che dopo la distruzione di Italica nel sesto secolo d.C. la sostituì nella regione e col tempo divenne l'attuale Siviglia.

Annoverava tra i suoi abitanti parecchi veterani e fu l'unica città della provincia romana patria di ben due imperatori: Traiano e Adriano.

Italica fu devastata dalle invasioni barbariche, ma continuò ad essere parzialmente abitata fino all'anno Mille sotto gli Arabi. Dalle sue rovine furono presi molti materiali da costruzione per la vicina Siviglia. Nei secoli del Rinascimento le sue rovine venivano definite come "Sevilla la vieja".

CaratteristicheModifica

Presso gli scavi archeologici di Italica si possono oggi ammirare diverse case e strade, un grande anfiteatro, le terme romane, sculture e mosaici, sebbene sia i cristiani che gli Arabi abbiano riutilizzato diversi materiali da lì provenienti per alcune costruzioni di Siviglia. L'agglomerato primitivo, la vetus urbs corrisponde all'attuale abitato di Santiponce; possedeva un foro con un tempio dedicato a Diana, le terme e il teatro, costruito all'epoca di Augusto.

L'imperatore Adriano decise un nuovo ampliamento della sua città natale e fece costruire la nova urbs, che coincide con il sito archeologico. Circondata da mura, la città nuova aveva al centro il grande Foro con il tempio dedicato a Traiano e ampie terme. Il tessuto urbano era disegnato da larghe vie perpendicolari fra loro che disegnavano lotti perpendicolari (insulae).

Tra le dimore aristocratiche, un posto di rilievo è occupato dalla Casa dell'Esedra, così chiamata per l'esedra semicircolare che si trova al termine di un lungo cortile; l'edificio occupa un'area di 4000 metri quadrati, coprendo l'intera superficie dell'insula. Notevoli anche la Casa degli Uccelli, dove uno splendido mosaico rappresenta Orfeo circondato da 32 uccelli diversi, e la Casa del Planetario, con un mosaico rappresentante gli dei, da cui prendono il nome i giorni della settimana.

L'edificio più importante di Italica resta il Traianeum, un immenso recinto adibito al culto degli imperatori Adriano e Traiano. In assenza di fonti epigrafiche, si ipotizza che questo sia stato fatto costruire da Adriano in omaggio al suo predecessore Traiano. Il complesso è formato da un immenso portico (è stata ripresa la biblioteca di Adriano ad Atene specialmente nel colonnato interno, nella cadenza ondulata delle esedre e nella ricerca cromatica, marmo di Carrara e cipollino), al quale si accedeva nel lato corto meridionale da una terrazza con scale laterali, posta proprio sul cardo maximus.

Il tempio (che riprende come modello il tempio di Mars Ultor nel foro di Augusto a Roma) è un octastilo corinzio con colonne scanalate alte 9,20 metri. Il tempio ha un'unica cella. Inoltre tra il tempio e il portico si trovavano due file di cinque statue ciascuna. Di queste sono state rinvenute solo dei frammenti enormi che fanno supporre che la grandezza di queste statue fosse veramente considerevole (ad esempio un frammento di un dito lungo 30 cm). Le maestranze che realizzarono il complesso non erano tutte di elevata capacità; lo confermano alcuni frammenti realizzati da mani diverse, diversità data però dalla fretta di realizzazione.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Bennett, Julian (2001). Trajan. Optimus Princeps. Bloomington: Indiana University Press. P. 1-3. ISBN 0-253-21435-1
  2. ^ Ciò è affermato direttamente da Conte Marcellino e Giordane, e indirettamente da Temistio, Aurelio Vittore, Latino Pacato Drepanio, e Claudio Claudiano, che non menzionano espressamente la sua città natale ma sostengono che Teodosio avesse le medesime origini di Traiano. Secondo Zosimo e Idazio, Teodosio nacque invece a Coca.
  3. ^ El Disco de Teodosio, Martin Almagro Gorbea, 2000
  4. ^ Piganiol 1989, p. 235.
  5. ^ Aulus Gellius (Noct. Attic. XVI, 13, 4)

BibliografiaModifica

  • Matute y Gaviria, J.: Bosquejo de Itálica ó apuntes que juntaba para su historia, Sevilla, 1827.
  • De la Cortina, I.: Antigüedades de Itálica, Sevilla, 1840.
  • De los Ríos Serrano, D.: Memoria arqueológico-descriptiva del Anfiteatro de Itálica. Madrid: Real Academia de la Historia, 1862 (reed. Sevilla, 2002).
  • Gali Lassaletta, A.: Historia de Itálica, municipio y colonia romana, Sevilla, 1892.
  • García y Bellido, A.: Colonia Aelia Augusta Italica, Madrid, 1960.
  • Luzón Nogué, J. M.: La Itálica de Adriano, col. Arte hispalense n.º 9, Sevilla, 1975 (2.ª ed. 1979).
  • Canto, A. M.: La epigrafía romana de Itálica, col. Tesis Doctorales Universidad Complutense de Madrid, [1983], Madrid, 1985.
  • Caballos, A.: Itálica y los italicenses, Sevilla, 1994.
  • VV.AA., Itálica MMCC. Actas de las Jornadas del 2200 Aniversario de la Fundación de Itálica, edd. A. Caballos-P. León, Sevilla, 1997.
  • Caballos, A. A. Marín Fatuarte, J. M. Rodríguez Hidalgo, Itálica arqueológica, Sevilla, 1999.
  • Luzón, J. M.: Sevilla la Vieja. Un paseo histórico por las ruinas de Itálica, Sevilla, 1999.
  • André Piganiol, Le conquiste dei romani, Milano, Il Saggiatore, 1989.

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