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John Gilbert (attore)

attore statunitense

BiografiaModifica

Figlio d'arte, approdò nel 1915 a Hollywood, dove inizialmente lavorò come comparsa, generico e sceneggiatore. Nel 1922 colse il primo successo con il film Monte Cristo. Ma il vero trionfo arrivò nel 1925 quando, scritturato dalla Metro-Goldwyn-Mayer, eccelse come intenso interprete de La grande parata di King Vidor, e La vedova allegra di Erich von Stroheim. A metà degli anni venti John Gilbert era una star e nel 1928 risultò l'attore più pagato di Hollywood[1].

Con Greta Garbo, con cui ebbe anche un breve e tormentata relazione sentimentale, Gilbert formò la coppia cinematografica più ammirata del muto, divenendo il fatalissimo per eccellenza.[senza fonte] I due recitarono in una serie di film a sfondo romantico, in cui il feeling tra i due attori è difficile da non notare:[senza fonte] da La carne e il diavolo (1926) ad Anna Karenina (1927), da Il destino (1929) a La regina Cristina (1933), che segnò l'addio di Gilbert al cinema.

L'attore venne travolto dalla grande crisi (aveva effettuato ingenti investimenti in azioni) e il suo debutto nel sonoro fu deludente: la MGM, con la quale aveva un contratto settennale, era interessata a rinnovare il proprio parterre divistico, e perciò si suppone che i tecnici del suono di Ladro d'amore (1929), diretto da Lionel Barrymore, su indicazione di Louis B. Mayer esaltarono durante il mixaggio i timbri acuti della voce di Gilbert, ottenendo quel "miagolio" metallico e mieloso che gli stroncò la carriera[2].

Nonostante qualche altro film (come i già citati con la Garbo), si ritrovò solo. Dedito all'alcol, morì a soli trentotto anni a causa di un infarto.

Vita privataModifica

Dopo il primo matrimonio con Olivia Burwell dal 1918 al 1923, Gilbert si sposò con l'attrice Leatrice Joy. Il matrimonio durò dal 1922 al 1925. La terza moglie fu un'altra attrice, star delle scene di Broadway, Ina Claire, che sposò nel 1929 e da cui divorziò nel 1931. Nel 1932 sposò a New York l'attrice Virginia Bruce: la coppia ebbe una figlia ma il matrimonio durò solo due anni e i due divorziarono nel 1934.

FilmografiaModifica

AttoreModifica

Doppiatori italianiModifica

RegistaModifica

SceneggiatoreModifica

NoteModifica

  1. ^ Cristina Jandelli, Breve storia del divismo cinematografico, Marsilio Editore, Venezia 2008, pag. 81
  2. ^ Kenneth Anger, Hollywood Babilonia, 1975.

BibliografiaModifica

  • (EN) Ray Stuart Immortals of the Screen, Bonanza Books, New York 1965

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN32192453 · ISNI (EN0000 0001 1616 1640 · LCCN (ENn84172422 · GND (DE129890987 · BNF (FRcb13982991w (data) · WorldCat Identities (ENn84-172422