Karl Wolff

generale tedesco
Karl Friedrich Otto Wolff
Bundesarchiv Bild 146-1969-171-29, Karl Wolff.jpg
Karl Wolff nel 1937 con le mostrine da SS-Gruppenführer del tipo antecedente all'Aprile 1942
13 maggio 1900 – 17 luglio 1984 (84 anni)
Soprannome"Karele"
Nato aDarmstadt
Morto aRosenheim
Dati militari
Paese servitoGermania Impero tedesco
(1917-1918)
Germania Repubblica di Weimar
(1918-1920)
Germania Germania nazista
(1933-1945)
Forza armataKaiserstandarte.svg Deutsches Heer
(1917-1918)
War Ensign of Germany (1921-1933).svg Reichswehr
(1918-1920)
Flag of the Schutzstaffel.svg Schutzstaffel
(dal 1931)
Anni di servizio1917-1945
GradoSS-Obergruppenführer
GuerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
CampagneFronte occidentale (1914-1918)
Campagna d'Italia (1943-1945)
Comandante diSupremo comandante delle SS e della Polizia per l'Italia
DecorazioniCroce Tedesca in Oro
SS-Ehrenring
Insegna d'oro del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori
Fonti: vedi testo
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Karl Friedrich Otto Wolff (Darmstadt, 13 maggio 1900Rosenheim, 17 luglio 1984) è stato un generale tedesco, fu un ufficiale tedesco durante la prima guerra mondiale e successivamente divenne un importante membro del Partito nazista e delle SS; raggiunse il grado di SS-Obergruppenführer e di generale delle Waffen-SS.

Indice

BiografiaModifica

Si arruolò appena diciassettenne nell'esercito tedesco durante la Prima guerra mondiale, raggiungendo il grado di capitano. Nel 1919 entrò a far parte dei Freikorps, i corpi franchi composti da reduci che combattevano le attività dei nuclei comunisti, e vi rimase fino al 1920. Nel 1931 Wolff si iscrisse al Partito nazista e nelle SS, trovandosi ben presto a capo dello Stato maggiore generale di Himmler. Nel 1939 venne anche nominato ufficiale di collegamento tra Himmler e Hitler. Himmler riponeva grande fiducia in Wolff e gli era molto affezionato, tanto che usava rivolgersi a lui con il soprannome di caro lupacchiotto, un gioco di parole con il suo nome; tuttavia, i rapporti con Himmler subirono una crisi quando Wolff divorziò nel 1943 dalla prima moglie e decise di risposarsi.

Per questo venne allontanato e inviato in Italia, dove rimase dal febbraio all'ottobre del 1944, in qualità di Governatore Militare e di Comandante supremo delle SS e della Polizia nel nord d'Italia. Tra i suoi compiti principali rientrava la repressione della Resistenza italiana, i sospetti venivano internati nei campi di concentramento di Fossoli e di Bolzano per il successivo invio in Germania[1]. Il 10 maggio 1944 ebbe un incontro segreto in Vaticano con papa Pio XII, organizzato dal colonnello Eugen Dollmann e dalla nobildonna Virginia Bourbon del Monte[2] allo scopo di evitare spargimenti di sangue al momento del ritiro delle truppe tedesche incalzate dagli alleati ormai sbarcati fin da gennaio ad Anzio.[3][4]

Già a partire dall'ottobre 1944 iniziò i contatti con i comandi partigiani per il possibile ritiro delle truppe tedesche dall'Italia; a tal proposito tra marzo e aprile 1945 si incontrò con Allen Dulles, capo del servizio segreto statunitense, e con i generali Terence Airey, inglese, e Lyman Lemnitzer, statunitense. Nell'aprile 1945 Wolff, all'insaputa di Hitler, negoziò la resa con gli Alleati di tutte le forze tedesche operanti in Italia (Operazione Sunrise). Il generale Wolff era un nazista convinto e fedelissimo del Führer ed il suo intervento fu dovuto essenzialmente a ragioni di carattere personale: consapevole della imminente fine del Terzo Reich, con la sua iniziativa tentava di evitare una condanna per crimini di guerra. Infatti il generale, imprigionato alla fine della guerra fino al 1949, non venne incriminato nel processo di Norimberga proprio grazie all'interessamento di Dulles[5].

Appena scarcerato dagli alleati fu portato di fronte a un tribunale tedesco e condannato a quattro anni di prigione, ma in realtà vi trascorse una sola settimana, grazie all'appoggio dei dirigenti dell'OSS americano[6]. Nel 1962 venne nuovamente processato per aver preso parte alla deportazione di 300.000 ebrei verso il campo di Treblinka, e condannato a quindici anni di prigione; fu rilasciato dopo sei anni per motivi di salute. Dopo la scarcerazione Wolff continuò a vivere nella Germania Federale, dove morì nel 1984.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Lutz Klinkhammer, L'occupazione tedesca in Italia 1943-1945,Torino, Bollati-Boringhieri, 1993, p.84-93.
  2. ^ Virginia Bourbon del Monte era la vedova di Edoardo Agnelli
  3. ^ Eugen Dollmann, Roma nazista, pp. 251-255
  4. ^ L'incontro portò anche alla liberazione del giurista ed esponente della Resistenza, Giuliano Vassalli, dal carcere di Via Tasso ove era detenuto dalle SS
  5. ^ Elisabetta Ricciardi, Vita sotto le armi, vita clandestina. Cronaca e silenzio nei diari di un ufficiale (1940-1943), Firenze University Press, Firenze, 2010, p. 77.
  6. ^ E. Ricciardi, Op. cit. , p. 77.

BibliografiaModifica

  • E. Aga-Rossi, B.F. Smith, Operazione Sunrise. La resa tedesca in Italia 2 maggio 1945, Mondadori, 2005
  • Erich Kuby, Il tradimento tedesco, traduzione di Lydia Magliano, (Collana Storica Rizzoli), Rizzoli, Milano 1983, 467 p.
  • Eric Morris, La guerra inutile. La campagna d'Italia 1943-45, Longanesi, 1993.
  • Eugen Dollmann, Roma nazista, Longanesi, 1951
  • Lutz Klinkhammer, L'occupazione tedesca in Italia 1943-1945,Torino, Bollati-Boringhieri, 1993, ISBN 978-88-339-2828-9

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