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L'amore non può attendere

film del 1949 diretto da David Butler
L'amore non può attendere
Titolo originaleIt's a Great Feeling
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1949
Durata85 minuti
Dati tecniciTechnicolor
rapporto: 1,37:1
Generecommedia, musicale
RegiaDavid Butler
SoggettoI.A.L. Diamond
SceneggiaturaJack Rose, Melville Shavelson
ProduttoreAlex Gottlieb
Casa di produzioneWarner Bros.
Distribuzione in italianoWarner Bros.
FotografiaWilfred M. Cline
MontaggioIrene Morra
Effetti specialiHans F. Koenekamp, William C. McGann
MusicheRay Heindorf (direttore), Jule Styne (compositore), Sammy Cahn (paroliere)
ScenografiaLyle B. Reifsnider
CostumiMilo Anderson
TruccoPerc Westmore, Nick Marcellino, Agnes Flanagan (parrucchiere)
Interpreti e personaggi

Non accreditati:

Doppiatori italiani

L'amore non può attendere (It's a Great Feeling) è un film del 1949 diretto da David Butler.

TramaModifica

Il produttore della Warner Bros. Arthur Trent ingaggia Dennis Morgan e Jack Carson per recitare nel suo ultimo film musicale intitolato Mademoiselle Fifì. Il problema che Trent deve affrontare è che nessuno vuole lavorare con i due attori. Per risolvere parte del problema, Trent mette Carson alla regia. Ma Carson al timone della produzione porta ulteriori problemi nel tentativo di trovare una protagonista, dato che tutti si aspettano che egli farà in modo di apparire sullo schermo tutto il tempo. Nel frattempo, la ragazza di campagna Judy Adams è appena arrivata a Hollywood per lavorare come barista alla Warner Bros.. Tuttavia, ella vuole imporsi come attrice e fa di tutto per incontrare qualcuno che la possa aiutare nel suo intento. Inizialmente né Morgan né Carson la prendono in considerazione, ma Morgan convince il collega che Judy sia la ragazza giusta per la parte. Ma ora sono le attrici femminili a non voler prendere parte al film, oltre alla contrarietà di Trent.

ProduzioneModifica

Il film ricalca l'inizio di carriera della stessa Doris Day, che fino a poco tempo prima era una cameriera che sognava la carriera d'attrice; diverrà famosa con questo film.[1]

Sulla lavorazione al fianco di Carson la Day ricorderà:

«Mi aiutò enormemente sul mio indottrinamento tecnico-recitativo. Mi ha insegnato decine di trucchi su come muoversi coi segni della cinepresa senza doverli guardare, come gestirmi nei primi piani in modo che si riprendesse sempre il viso o il profilo e non la nuca, come mantenere l'uniformità nello svolgimento di una scena... Dato che stavamo insieme discutevamo spesso di queste cose, e senza dubbio la mia relazione con lui mi aiuto considerevolmente nel mio inizio di carriera»

Joan Crawford appare in un cameo in cui dopo un breve discorso rivolto a Jack Carson lo schiaffeggia; questa scena riprende quella ne Il romanzo di Mildred, in cui la Crawford dava però lo schiaffo a Ann Blyth.

Patricia Neal, nel suo cameo nella scena del ballo, appare con l'abito da sera nero indossato nel film La fonte meravigliosa; l'attrice infatti passò da un set all'altro senza cambiarsi d'abito.

CriticaModifica

«Un technicolor leggero e ricreativo dal quale, come da una scatola a sorpresa, s'affacciano e sparicono alcuni dei più celebri volti del cinema americano [...] La favoletta ha episodi gustosi, come quello del catastrofico provino e il gag del bigliettario, parodie indovinate, canzoni piacevoli, e una rilassatezza giocosa da scherzetto in famiglia che, mentre ne riduce le pretese, le dà tono e sapore»

(vice su La Stampa del 4 gennaio 1951[2])

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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