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Doris Day
DorisDay-midnightlace.jpg
Doris Day nel film Merletto di mezzanotte (1960)
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
GenereOrchestra jazz
Periodo di attività musicale1939 – 2011
Album pubblicati31
Sito ufficiale

Doris Day, nome d'arte di Doris Mary Anne Kappelhoff (Cincinnati, 3 aprile 1922Carmel-by-the-Sea, 13 maggio 2019[1]), è stata un'attrice e cantante statunitense.

Raggiunse il successo radiofonico e discografico negli anni quaranta come cantante di Big Band, successivamente come attrice cinematografica e poi ancora nei tardi anni sessanta e anche oltre come personaggio televisivo, sempre con un largo seguito di pubblico. Nota abbastanza presto come la tipica "fidanzata d'America", con la sua immagine di bionda vivace, intraprendente ed esuberante, e con la sua abilità nella recitazione, nel canto e nella danza, è stata tra le attrici di maggiore successo degli anni cinquanta e sessanta, a suo agio sia nel genere drammatico sia in quello, largamente sfruttato dai produttori, della commedia e sempre accanto ad importanti attori.

Con all'attivo 39 film e oltre 75 ore di programmi televisivi, in aggiunta alla registrazione di più di 650 canzoni, la carriera di Doris Day è stata impreziosita anche da una nomina al premio Oscar, e dalla vittoria di un Golden Globe e di un Grammy Award. Da sempre convinta di essere nata nell'anno 1924, soltanto in occasione del suo compleanno del 2017 ha scoperto di essere in realtà nata nel 1922.

Indice

Gli iniziModifica

Doris Day nacque a Evanston, sobborgo di Cincinnati (Ohio), terzogenita di Alma Sophia Welz, casalinga, e William (Wilhelm) Kappelhoff, insegnante di musica e maestro del coro. I genitori erano entrambi figli di immigrati olandesi.[2] La coppia, che aveva già avuto due figli (Richard, morto prematuramente, e Paul), battezzò la bambina Doris in ricordo di Doris Kenyon, un'attrice del cinema muto, di cui Alma era una grande ammiratrice[3]. I genitori divorziano per l'infedeltà del padre: la Day ha affermato che alcuni rapporti adulterini ebbero luogo nella stessa casa di famiglia[4].

All'età di 12 anni, dopo la separazione dei genitori, Doris iniziò a prendere lezioni di danza e a esibirsi in manifestazioni amatoriali in coppia con un giovanissimo ballerino di tip-tap, Jerry Doherty. Dopo un breve e sfortunato trasferimento in California, il 13 ottobre 1937 rimase seriamente ferita alla gamba destra in un grave incidente stradale, che pose termine alla prospettiva di una carriera da ballerina professionista[5].

Il successo musicaleModifica

 
Doris Day a bordo della U.S.S. Juneau (1952)

Durante la convalescenza, Doris iniziò a prendere lezioni di canto e a esibirsi nelle radio locali. Nel periodo tra il 1939 e il 1940 fu ingaggiata nell'orchestra di Barney Rapp, che prese spunto dalla canzone Day by Day, cantata spesso da Doris, per suggerirle il definitivo nome d'arte di Doris Day, in sostituzione del cognome Kappelhoff, da lui ritenuto troppo lungo e non adatto dal punto di vista pubblicitario.[4]

Dopo aver lavorato con Rapp, Doris collaborò con altre orchestre, tra le quali quelle di Jimmy James,[6] di Bob Crosby e di Les Brown. Durante il suo periodo nell'orchestra di Brown, la cantante interpretò il suo primo hit, Sentimental Journey: uscito nei primi mesi del 1945, raggiunse la prima posizione negli Stati Uniti nella Billboard Hot 100 per 9 settimane e vinse il Grammy Hall of Fame 1998.

Il brano diventò presto simbolico per le truppe americane, un inno alla smobilitazione e al desiderio di fare ritorno a casa dopo la seconda guerra mondiale. La canzone è ancora associata a Doris Day, che la registrò più volte in diverse occasioni e la incluse nel suo special televisivo del 1971.[7]

Tra il 1945 e il 1946 Doris, come vocalista della Les Brown Band, ebbe 5 Top Ten Hits sulla Billboard Hall of Fame: My Dreams Are Getting Better All the Time (nel 1945 raggiunse la prima posizione nella Billboard Hot 100 per 7 settimane e accrebbe la sua popolarità come cantante anche radiofonica), Till the End of Time, Come to Baby Do, I Got the Sun in the Morning e Journey. Doris fu in tournée con l'orchestra di Les Brown per tutti gli Stati Uniti.

Carriera cinematograficaModifica

Gli anni alla Warner Bros. (1948-1954)Modifica

Nel 1947, mentre Doris stava per lasciare Los Angeles per tornare alla casa materna a Cincinnati, dopo la separazione dal secondo marito, il suo agente Al Levy la convinse a partecipare a un party nella casa del compositore Jule Styne. Il delicato momento personale e l'iniziale riluttanza a esibirsi contribuirono a un'emozionante performance di Embraceable You, che impressionò favorevolmente Styne e il suo socio Sammy Cahn, che la presentarono al regista cinematografico Michael Curtiz.

 
Doris Day in Amore sotto coperta (1948), il suo primo film
 
Doris Day e Gordon MacRae nel trailer di Tè per due (1950)

Doris firmò un contratto di sette anni con la Warner Bros e Michael Curtiz le affidò un ruolo nella commedia musicale brillante Amore sotto coperta (1948), dando il via alla sua carriera cinematografica. Pur al suo primo film e in un ruolo marginale, Doris colpì favorevolmente il pubblico per la sua freschezza e spontaneità, e per l'espressività con cui interpretò le canzoni del film.

Contemporaneamente al lancio del film, Doris sfondò sul mercato discografico con It's magic (che faceva parte della colonna sonora di Amore sotto coperta) e alla radio come partner di Bob Hope in un programma della NBC. Ad appena ventiquattro anni aveva raggiunto il successo simultaneo in ben tre rami dello spettacolo[8].

Nel 1948 il suo successo musicale proseguì con Buddy Clark e i singoli Love Somebody e Confess, nel 1949 con Again e Bewitched, Bothered and Bewildered con The Mellomen e l'orchestra condotta da John Rarig arriva in nona posizione, nel 1951 con (Why Did I Tell You I Was Going To) Shanghai e nel 1952 con Sugar Bush in coppia con Frankie Laine.

Nel 1950 apparve nei suoi primi film importanti. Accanto a Lauren Bacall e Kirk Douglas fu nel cast di Chimere, ancora per la regia di Michael Curtiz, liberamente ispirato alla vita del musicista jazz Bix Beiderbecke; in seguito interpretò Tè per due di David Butler, ispirato alla commedia musicale No, No, Nanette. Per alcuni anni si confermò reginetta delle commedie musicali della Warner, come in La ninna nanna di Broadway (1951) e Aprile a Parigi (1952), entrambi ancora diretti da Butler. Già in questi primi anni la sua popolarità crebbe a dismisura e dal 1951 comparve tra le prime 10 attrici più pagate negli USA, restando in questa classifica per quasi un ventennio[9].

Il suo migliore film del periodo alla Warner Bros. rimane però Non sparare, baciami! (1953), accanto al cantante Howard Keel, allora piuttosto famoso, dove Doris fu una straordinaria Calamity Jane, personaggio emblematico e in qualche modo riassuntivo di tutto il suo primo periodo cinematografico. Il brano Secret Love, da lei cantato nel film, raggiunse la prima posizione in classifica nel 1954 negli Stati Uniti per tre settimane e nella Official Singles Chart per nove settimane, vinse l'Oscar alla migliore canzone e venne premiato con il Grammy Hall of Fame Award 1999[9]. Sempre nel 1954 ebbe successo anche il singolo If I Give My Heart to You.

Le migliori interpretazioni (1955-1957)Modifica

 
Doris Day nel trailer del film Amami o lasciami (1955)

Lasciata la Warner Bros., dal 1955 al 1957 Doris Day apparve in tre film che probabilmente rappresentano le migliori interpretazioni della sua carriera. In Amami o lasciami (1955) di Charles Vidor, al posto della prevista Ava Gardner, interpretò la cantante Ruth Etting, una sciantosa degli anni venti, accanto a James Cagney, che nel non facile ruolo del gangster Marty Snyder diede una delle sue più memorabili interpretazioni. I fan reagirono positivamente all'interpretazione più sofisticata e disinvolta dell'attrice, in netto contrasto con la freschezza, la vulnerabilità, ma anche l'ingenuità, dei suoi primi film[9]. Ebbe successo anche il singolo I'll Never Stop Loving You, tratto dalla colonna sonora dello stesso film. L'album Love Me or Leave Me raggiunge la prima posizione nella Billboard 200 per 25 settimane.

Nel 1956 Alfred Hitchcock, che l'aveva casualmente conosciuta in un party qualche anno prima, le offrì l'occasione forse più allettante della sua carriera, e lei rispose con un'interpretazione di grande intensità, tanto da sorprendere favorevolmente anche la critica dell'epoca. In L'uomo che sapeva troppo (1956), Doris è Jo McKenna, un'americana in vacanza in Marocco con il marito medico (James Stewart) e il figlioletto. La famigliola, apparentemente piuttosto ordinaria e molto felice, si trova al centro di un intrigo che comporta il rapimento del bambino e che doveva portare a un assassinio politico a Londra. Nella straordinaria e lunga sequenza durante il concerto londinese alla Royal Albert Hall, ove compare di persona anche il musicista allora preferito dal regista, Bernard Herrmann, Doris Day offrì probabilmente il migliore saggio di recitazione della sua già notevole carriera[9], coinvolgendo il pubblico nell'angoscia del personaggio, diviso tra il dilemma di rivelare l'imminente assassinio e il rischio di compromettere l'incolumità del figlio rapito. Nel film la diva cantò il celebre tema musicale Whatever will be (que sera sera), uno dei suoi maggiori successi, che ripropose parzialmente e in contesti non drammatici in due suoi film del 1960 e 1966, e con il quale è tuttora immediatamente riconosciuta dal pubblico. Nello stesso 1956 e nel 1960 verrà offerto all'attrice un nuovo ruolo drammatico rispettivamente nei film Salva la tua vita! e Merletto di mezzanotte, ma con risultati stavolta piuttosto deludenti, tanto che da allora la Day non abbandonerà più il genere leggero.

Nel 1957 fu la volta de Il gioco del pigiama, adattamento cinematografico di uno dei più grandi successi di Broadway. È un film musicale di stampo classico, curiosamente ambientato in una fabbrica di pigiami di una cittadina del Middle West, che fa da sfondo ai conflitti sentimentali e professionali tra il direttore nuovo arrivato (John Raitt) e l'impetuosa animatrice della commissione interna, Babe Williams, personaggio interpretato appunto da Doris. A dispetto della sua buona qualità, il film non fu un trionfo sotto l'aspetto commerciale, nonostante la bravura dell'attrice, dei comprimari e anche del giovane coreografo Bob Fosse, non ancora famoso. Il 1957 fu infatti un anno di transizione per il musical, genere cinematografico che, almeno per come era fino ad allora conosciuto, stava iniziando un lento e inesorabile declino[9].

Commedie, stereotipi e qualche novitàModifica

Nel 1958 iniziò il terzo periodo d'oro della carriera di Doris Day: una serie di commedie di grande successo commerciale, anche se di diseguale valore sul piano artistico, permisero all'attrice di rimanere a lungo ai vertici della popolarità. Con Il letto racconta (1959) Doris inaugurò un sodalizio artistico con Rock Hudson e un filone che si protrasse con poche varianti anche nelle pellicole degli anni successivi, caratterizzato da sceneggiature in genere piuttosto ripetitive e incentrate sulla collaudata "battaglia tra i sessi", in cui Doris interpretò donne orgogliose, peraltro non più giovanissime, ed impegnate a contrastare la virilità dei partner, i loro aggressivi corteggiamenti e in un certo modo a proteggere la propria "onorabilità". Visto il successo subito riscontrato, Doris ritrovò il partner Rock Hudson anche in Amore, ritorna! (1961) e in Non mandarmi fiori (1964). In tutti e tre i film Tony Randall rimase il co-protagonista nel ruolo del terzo "incomodo".

Anche Il visone sulla pelle (1962) fu una delle pellicole che maggiormente diedero corpo e fiato allo studiato mito della vergine quarantenne[10], con il quale, per ragioni commerciali, doveva continuare ad essere identificata da parte del suo pubblico. Doris Day, in un ruolo abbastanza improbabile, è qui impegnata a difendere la propria innocenza dalla assidua corte del milionario uomo d'affari di turno (interpretato da un maturo Cary Grant prossimo a concludere la propria gloriosa carriera), per concedersi a lui solo dopo il matrimonio, degno finale del film. Il terzetto di protagonisti fu completato stavolta da Gig Young, "coscienza" critica che disapprova il comportamento del milionario e difende ad oltranza l'innocenza della donna.

Doris Day, pur senza essere stata premiata dal suo pubblico abituale, riuscì comunque ad allontanarsi dallo stantio stereotipo della "ragazza della porta accanto" in alcune felici occasioni ed accanto ad attori forse più congeniali, come in Attenti alle vedove (1959), in cui fece coppia con Jack Lemmon, e in La ragazza più bella del mondo (1962), ambientato nel mondo circense, nel quale lavorò insieme a Stephen Boyd e ad alcuni veterani dello spettacolo statunitense (Jimmy Durante e Martha Raye) e che rinverdì brevemente i gloriosi fasti del film musicale, con ottime esibizioni canore dell'attrice.

Nel 1963 interpretò il film Fammi posto tesoro, in un ruolo previsto inizialmente per Marilyn Monroe e con la regia di George Cukor, dal quale ebbe origine il successo del singolo Everybody Loves a Love.

La popolarità della Day in quel periodo divenne tale che anche la creazione della celeberrima bambola Barbie, da parte della Mattel nel 1959, sembra che si ispirasse proprio all'immagine cinematografica dell'attrice connessa al suo partner Rock Hudson.

Gli anni dell'addio al cinema (1968) e della televisioneModifica

Intorno alla metà degli anni sessanta Doris Day, dopo avere continuato a lavorare con celebri attori quali Clark Gable, Richard Widmark, David Niven, Rex Harrison e Cary Grant, cominciò a diradare le sue interpretazioni al cinema, soprattutto per la evidente difficoltà di mantenere inalterata la sua immagine giovanile e "puritana", ma non perse affatto in popolarità, tanto che almeno fino al 1966 rimase una delle attrici statunitensi in assoluto più pagate. Forse anche per questa ragione nei suoi ultimi film (1963-1968) venne affiancata da partners più giovani come James Garner, Rod Taylor, Richard Harris e Robert Morse. Recitò con una certa ironia, e prendendo in giro anche la propria immagine divistica patinata, in La mia spia di mezzanotte (1966) e soprattutto in Caprice la cenere che scotta (1967), entrambi film di buon successo diretti da Frank Tashlin; nel suo penultimo film Che cosa hai fatto quando siamo rimasti al buio? (1968) la Day, citando in qualche modo se stessa, interpretava addirittura una famosa attrice di Broadway con in cartellone una commedia intitolata "The constant virgin". Nel suo ultimo film C'è un uomo nel letto di mamma, sempre del 1968, rinunciò del tutto ad una immagine sofisticata e a lanciare, come di consueto, una nuova canzone nei titoli di testa per pubblicizzare la pellicola. Nonostante tutto, la diva non accettò mai di interpretare ruoli decisamente più moderni, in linea con la sua reale età e con un cinema che stava rapidamente mutando, rifiutando per esempio lo "scabroso" ruolo di Mrs. Robinson nel film Il laureato (1967), che riteneva del tutto inadatto e che venne poi assegnato ad Anne Bancroft. Subito dopo, a quarantasei anni, Doris Day si ritirò in effetti dalle scene cinematografiche per passare alla fortunata serie televisiva The Doris Day Show, pensata appositamente per lei dal manager e suo terzo marito Martin Melcher (sposato nel 1951 e deceduto proprio nel 1968) e che andrà in onda fino al 1973, pur con diverse modifiche.

Sempre abbastanza attiva nello show televisivo e nella incisione o riedizione di dischi, ed avvicinatasi con determinazione all'associazionismo in difesa degli animali, oltre che membro da vario tempo del Cristianesimo scientista[11], nel 1969 l'attrice rischiò seriamente di perdere il suo unico figlio, Terry Melcher (nato nel 1942 dal primo matrimonio della Day con Al Jorden, e deceduto nel 2004), allora proprietario della villetta al 10050 Cielo Drive di Bel Air ed obiettivo dell'efferato eccidio nel quale l'attrice Sharon Tate, incinta, e alcuni suoi amici vennero trucidati da Charles Manson.

Gli ultimi anniModifica

Allontanatasi dagli schermi a partire dalla seconda metà degli anni settanta, ma senza isolarsi del tutto, l'attrice si stabilì definitivamente in un ranch nei pressi di Carmel, in California, ove si è dedicata con costante e riconosciuto impegno nella lotta per la protezione degli animali per mezzo di una sua fondazione, la Doris Day Animal League. Nel 2008 vinse il Grammy Award alla carriera. Pur con la sporadicità imposta anche dalla veneranda età, non disdegnò di apparire in occasioni pubbliche e in televisione. È morta a 97 anni, per le conseguenze di una polmonite, il 13 maggio 2019.

Nella cultura di massaModifica

Discografia (parziale)Modifica

Album in studioModifica

  • 1949: You're My Thrill
  • 1950: Young Man with a Horn
  • 1950: Tea for Two
  • 1951: Lullaby of Broadway
  • 1951: On Moonlight Bay
  • 1951: I'll See You in My Dreams
  • 1953: By the Light of the Silvery Moon
  • 1953: Calamity Jane
  • 1954: Young at Heart
  • 1955: Love Me or Leave Me
  • 1955: Day Dreams
  • 1956: Day by Day
  • 1957: The Pajama Game
  • 1957: Day by Night
  • 1958: Hooray for Hollywood
  • 1959: Cuttin' Capers
  • 1960: What Every Girl Should Know
  • 1960: Show Time
  • 1961: Bright and Shiny
  • 1961: I Have Dreamed
  • 1962: Duet
  • 1962: You'll Never Walk Alone
  • 1962: Billy Rose's Jumbo
  • 1963: Annie Get Your Gun
  • 1963: Love Him
  • 1964: The Doris Day Christmas Album
  • 1964: With a Smile and a Song
  • 1965: Latin for Lovers
  • 1965: Doris Day's Sentimental Journey
  • 1994: The Love Album
  • 2011: My Heart

FilmografiaModifica

OnorificenzeModifica

Doppiatrici italianeModifica

  • Rosetta Calavetta in: Amore sotto coperta (non nel canto), Musica per i tuoi sogni, L'amore non può attendere, Chimere, Tè per due, La ninna nanna di Broadway, Vecchia America, Aprile a Parigi, Non sparare, baciami!, Un pizzico di fortuna, Tu sei il mio destino, Il giuoco del pigiama, Attenti alle vedove, Il letto racconta..., Merletto di mezzanotte, Amore, ritorna!, Il visone sulla pelle, Quel certo non so che, Non mandarmi fiori!, La donna del West
  • Dhia Cristiani in: Amami o lasciami, Salva la tua vita!, Non mangiate le margherite, La mia spia di mezzanotte, Che cosa hai fatto quando siamo rimasti al buio?
  • Maria Pia Di Meo in: Tu sei il mio destino (ridoppiaggio), Fammi posto tesoro, Non disturbate
  • Lydia Simoneschi in: L'uomo che sapeva troppo, 10 in amore
  • Rina Morelli in: La setta dei tre K
  • Flo Sandon's in: La ninna nanna di Broadway (canto)
  • Gabriella Genta in: La ragazza più bella del mondo
  • Rita Savagnone in: Caprice, la cenere che scotta
  • Cristina Grado in: The Doris Day Show

NoteModifica

  1. ^ Addio a Doris Day, morta icona americana, su ANSA.it, 13 maggio 2019.
  2. ^ The Nothern Times 15 maggio 2019
  3. ^ Hotchner, A. E., Doris Day: Her Own Story, Morrow & Co., Inc., 1976, p. 18
  4. ^ a b (EN) The Dark Days of Doris Day, dailymail.co.uk, 25 giugno 2008. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  5. ^ Hamilton Daily News Journal, October 18, 1937, "Trenton Friends Regret Injury To Girl Dancer"
  6. ^ The Lima (Ohio) News, April 17, 1940, Page 11, "To Entertain At Convention Here"
  7. ^ Eric Braun, Doris Day, 2ª ed., London, Orion Books, 1º settembre 2004, p.26, ISBN 978-0-7528-1715-6.
    «It is not surprising... that she took so readily to Christian Science in her later life».
  8. ^ "Doris Day" di George Morris, Milano Libri Edizioni, pag. 23 (1983)
  9. ^ a b c d e "Doris Day" di George Morris, Milano Libri Edizioni, 1983
  10. ^ "Doris Day" di George Morris, Milano Libri Edizioni, pag. 104 (1983)
  11. ^ Maurizio Porro, È morta Doris Day, la «fidanzata» d’America che stregò Hitchcock, in Corriere della Sera, 13 maggio 2019. URL consultato il 13 maggio 2019.

BibliografiaModifica

  • A. E. Hotchner, Doris Day: Her Own Story, William Morrow & Co., Inc., 1976
  • Garry McGee, Doris Day: Sentimental Journey, McFarland & Company, Inc., 2005
  • Pierre Patrick, Garry McGee, Que Sera, Sera: The Magic of Doris Day Through Television, Bear Manor Media, 2005
  • Tom Santopietro, Considering Doris Day, Thomas Dunne Books, St. Martin's Press, 2007
  • Mary Anne Barothy, Day at a Time: An Indiana Girl's Sentimental Journey to Doris Day's Hollywood and Beyond, Hawthorne Publishing, 2007
  • David A. Kaufman, Doris Day: The Untold Story of the Girl Next Door, Virgin Books, 2008

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Collegamenti esterniModifica

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