Apri il menu principale

La figlia del capitano (film 1947)

film del 1947 diretto da Mario Camerini
La figlia del capitano
La figlia del capitano (1947) titolo.png
I titoli di testa del film
Titolo originaleLa figlia del capitano
Paese di produzioneItalia
Anno1947
Durata97 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, storico
RegiaMario Camerini
SoggettoAleksandr Puskin
SceneggiaturaIvo Perilli, Mario Camerini, Steno, Mario Monicelli
ProduttoreLuigi Rovere e Dino De Laurentiis
Casa di produzioneLux Film
Distribuzione in italianoLux Film
FotografiaAldo Tonti
MontaggioMario Camerini
MusicheFernando Previtali
ScenografiaPiero Filippone
CostumiMaria de Matteis
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

La figlia del capitano è un film del 1947 diretto da Mario Camerini.

Il soggetto è tratto dal romanzo omonimo di Aleksandr Puskin, tra gli sceneggiatori anche Steno e Mario Monicelli.

Sul medesimo soggetto, nel 1965 è stato girato uno sceneggiato televisivo omonimo diretto da Leonardo Cortese, in cui Amedeo Nazzari interpretò lo stesso personaggio.

È stato presentato in concorso al Festival di Cannes 1947[1] in cui vinse il Nastro d'argento.

Indice

TramaModifica

 
Piotr e Mascia

Russia: durante il regno di Caterina II il giovane alfiere Piotr, in seguito a una mancanza di responsabilità, viene spedito per punizione dal padre, un ex generale, in un fortino sperduto nella steppa siberiana. Durante il tragitto assieme all'accompagnatore Savelich, riverisce, salvando da morte certa, un cosacco scampato a una valanga di neve. Giunto a destinazione viene accolto nella casa del capitano Minorov. Qui rimane attratto dalla bella Mascia, figlia del capitano, la quale riceve anche le attenzioni, non ricambiate, del giovane ufficiale Svabrin.

 
Il cosacco Pugacioff

I due si fidanzano, ma l'armonia viene interrotta dall'assalto al fortino delle orde ribelli dei cosacchi capitanati da Emiliano Pugacioff, il quale si fa passare per lo zar Pietro III grazie alla sua forte somiglianza col sovrano. Conquistato il fortino, Pugacioff fa impiccare chiunque non decida di unirsi a lui. Svabrin giura fedeltà all'uomo, Piotr rinuncia e viene messo al patibolo. Pochi istanti prima dell'esecuzione Savelich riconosce nel feroce capo l'uomo da loro salvato pochi mesi prima. Pugacioff offre riconoscenza ai due salvandoli dall'impiccagione. In seguito il forte viene attaccato dalle truppe imperiali e riconquistato. Nel mentre Piotr e Svabrin hanno un duello di spada in cui Svabrin viene ferito mortalmente, non prima di accusare Piotr di essersi venduto ai ribelli in presenza delle truppe. Piotr viene così condannato a morte. Disperata, Mascia tenta di raccontare la realtà dei fatti all'imperatrice Caterina, che rimane pressoché inflessibile. Poco prima della pena capitale Caterina si reca nelle segrete da Pogacioff per sapere la verità sul giovane: egli afferma che Piotr non ha mai tradito la sovrana. Caterina concede dunque la grazia al fedele Piotr, il quale può così riunirsi all'amata Mascia.

CriticaModifica

«[...] Il film merita in pieno il successo ottenuto a Cannes perché risolto con mezzi scenici sempre esatti, senza enfasi, senza inutili decorativismi ambientali, senza superflue compiacenze emotive.Per la prima volta Amedeo Nazzari partecipa intimamente alla natura del suo personaggio. La Dilian riesce a superare se stessa con una interpretazione sensibilizzata al massimo. Ottimi anche Gassman a Danova [...].»

(Alfredo Orecchio su Il Messaggero del 12 ottobre 1947)

«[...] Pur con qualche toccarella di cattivo gusto, e con un chè di vagamente disorganizzato e approssimativo, La figlia del capitano è un lavoro nobile e dignitoso, di effetto sicuro o d'infallibile presa. Le cose migliori sono la rappresentazione del fortino sperduto e la figura spavalda e pittoresca di Pugacioff, che Amedeo Nazzari interpreta egregiamente. Gassmann dà al personaggio di Svabrin il taglio e il sibilo del « malvagio » di qualità, mentre più convenzionali e scialbi riescono Cesare Danova e Irasema Dilian, cui meglio degli sfoghi frontali e delle apostrofi ai troni, si addicono vezzosi pigolii e incantati stupori. Della Russia ritagliata nella campagna romana, non c'è che dire, essa fa una eccellente figura, e così in certe « macchiette » e situazioni è qualcosa di romanescamente sbracato che passa benissimo, senza sforzo, per colorito barbarico.»

(Leo Pestelli su Stampa Sera del 23 ottobre 1947[2])

CuriositàModifica

Aldo Silvani interpreta il ruolo di Mironov e allo stesso tempo doppia l'attore Gualtiero Tumiati.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Official Selection 1947, festival-cannes.fr. URL consultato il 25 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2013).
  2. ^ Irasema strapazza Caterina di Russia

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema