La pagella

film del 1978 diretto da Ninì Grassia
La pagella
La pagella - titoli di testa.jpg
Titoli di testa
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1980
Durata90 min
Generepoliziesco, drammatico, musicale
RegiaNinì Grassia
SoggettoSergio Garrone
SceneggiaturaSergio Garrone
ProduttoreMichele Dello Iacono
Casa di produzioneConcorde Cinematografica
Distribuzione in italianoIndipendenti Regionali
FotografiaLuigi Ciccarese
MontaggioGianfranco Amicucci
MusicheTony Iglio - edizioni musicali Piccola Vela
ScenografiaNicola Losito
Interpreti e personaggi

La pagella è un film poliziesco e musicale diretto da Ninì Grassia. È tratto dalla canzone (e dalla sceneggiata omonima) di Antonio Moxedano e Tony Iglio 'A pagella del 1977.[1] Il visto della censura è stato rilasciato il 5 gennaio 1980, come attesta la ANICA.[2]

TramaModifica

Napoli. Salvatore e Assunta Fontana sono orgogliosi del loro unico figlio, Gennarino, che è il primo della classe, grazie anche alle lezioni extra-scolastiche che riceve da Amelia, la figlia della padrona del palazzo dove hanno l'appartamento e l'officina meccanica condotta dallo stesso Salvatore, assistito dal suo aiutante Antonio. Il commissario di polizia Vincenzo Saliani fonde il motore durante un inseguimento: fa riparare la vettura da Salvatore, diventandone così amici. Gennarino è promosso con tutti dieci e il padre lo porta da un orefice per acquistargli il promesso orologio d'oro, ma entrambi capitano nel mezzo d'una rapina, nella quale Gennarino e il gioielliere restano uccisi. Saliani tenta invano di fare uscire Salvatore dalla depressione, ma l'uomo cede l'officina all'inetto Antonio e fa debiti verso la poco generosa madre di Amelia. In un bar Salvatore viene avvicinato da un certo Riccio per truccare una moto di grossa cilindrata da usare per commettere delle rapine. Ma quelle moto fanno scattare nella sua mente la vendetta, perché vi riconosce quelle usate per la rapina nella quale morì il figlio. Saliani comprende che Salvatore collabora con la banda di Riccio, ma lo capisce anche Angelo, uno di loro, assassino di Gennarino e ragazzo di Amelia: poco prima di morire, Gennarino aveva detto chiaramente: “Ho visto Angelo” e Salvatore collega la frase al nome dell'omicida e alla moto. Scoperto, Salvatore viene aggredito dai rapinatori e imprigionato nel garage covo della banda. Mentre i criminali stanno rapinando una banca, Salvatore riesce a liberarsi e ingaggia un disperato inseguimento, che si conclude con uno scontro a fuoco sulle pendici del Vesuvio dove, alla fine, consuma la vendetta del figlio, uccidendo Angelo.

CastModifica

 
Mario Trevi e Marc Porel (in secondo piano) sul set del film

È l'ultimo film in cui compare Beniamino Maggio, all'età di 71 anni.[3]

Nel film tutti gli attori sono doppiati, compreso il protagonista Mario Trevi (doppiato da Bruno Alessandro[4][5], storica voce di Horst Tappert nei panni de L'ispettore Derrick). Pur essendo doppiato, tutte le canzoni presenti nel film sono di Mario Trevi.

LocandinaModifica

Appare molto efficace il manifesto del film, in cui appare l'immagine di una “pagella scolastica” insanguinata, che prende l'intero formato, sovrastata da una pistola, su fondo nero. [6]

ProduzioneModifica

Il film è prodotto per la “Concorde Cinematografica” da Michele Dello Iacono. [7] È il primo film che vede Ninì Grassia in veste di regista.[8]

Seguiranno almeno altri otto film musicali curati a vario titolo dallo stesso, tra regia e produzione, ed almeno sei film diretti da Grassia, ambientati a Napoli e dintorni.

Alcune scene sono state girate nello Zoo di Napoli e nella Villa Comunale di Napoli. Sequenze tratte dal film appaiono sul web.[9] L'Autofficina Salvatore Fontana[10] si trova a Napoli, nella piazzetta Pietro Giannone, nei pressi di Piazza Carlo III, ed ospita un parcheggio ad ore.[11]

In origine il testo della canzone e della sceneggiata si concludeva con la rapina nella gioielleria; per il film si pensò di prolungare la vicenda, aggiungendo una seconda parte in cui Salvatore Fontana cerca vendetta per la morte del figlio. Per l'ampliamento della trama, Grassia si ispirò al film Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli. L'incasso del film al botteghino sarà di un miliardo e ottocento milioni di lire.[12]

Colonna sonoraModifica

  • 'N'avventura (Moxedano-Iglio)
  • Disprezzo (Fiore-Iglio)
  • Buonanotte amore mio (Fiore-Iglio)
  • Scioscià sciò (Bonagura-Moxedano-Iglio)
  • Carissima (Fiore-Iglio)
  • 'A pagella (Moxedano-Iglio)

CuriositàModifica

Nello sketch in cui Fiorello fa una parodia della sceneggiata napoletana prende come modello (seppur non nominandolo), il film La pagella di Mario Trevi, menzionando il figlio Gennarino e la rapina nella gioielleria.[13][14]

NoteModifica

  1. ^ Mario Trevi, 'A pagella (1977)
  2. ^ Archivio Cinema[collegamento interrotto]
  3. ^ film di Beniamino Maggio sul sito Internet Movie Database
  4. ^ [1]
  5. ^ [2]
  6. ^ Pollanet Squad - I polizieschi - La pagella (1980)
  7. ^ “I registi: dal 1930 ai giorni nostri” di Roberto Poppi.
  8. ^ Sezione Filmografia del sito ufficiale di Ninì Grassia, su ninigrassia.com. URL consultato l'8 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2010).
  9. ^ scene del film tratte dal canale ufficiale di Mario Trevi su YouTube
  10. ^ scena del film in cui si vede l'insegna, al minuto 5:40
  11. ^ vista da Google Maps
  12. ^ Indifferentemente Trevi, la voce di Piedigrotta articolo di Pietro Gargano su Il Mattino, 17 aprile 2005, pag. 51
  13. ^ Sketch di Fiorello ispirato al film La pagella
  14. ^ Scena tratta da La pagella, dalla quale Fiorello ne ha ricavato lo sketch

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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