La regina delle piramidi

film del 1955 diretto da Howard Hawks
La regina delle piramidi
Titolo originaleLand of the Pharaohs
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1955
Durata106 min
Generestorico, drammatico
RegiaHoward Hawks
SceneggiaturaHarold Jack Bloom, William Faulkner e Harry Kurnitz
FotografiaLee Garmes e Russell Harlan
MontaggioVladimir Sagovsky
MusicheDimitri Tiomkin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La regina delle piramidi (Land of the Pharaohs) è un film del 1955, diretto da Howard Hawks.

TramaModifica

Il faraone Cheope, dopo aver vinto tante guerre e battaglie e conquistato molte terre e molti regni, è ossessionato dalla preparazione della tomba per la sua "seconda vita". Insoddisfatto dalle offerte dei propri architetti, affida all'architetto Vashtar, dotato di un ingegno grazie al quale era quasi riuscito a impedire al suo popolo di venire conquistato e schiavizzato da Khufu/Cheope, la costruzione di una maestosa piramide a prova di profanatori di tombe, che ha la particolarità rispetto alle altre di chiudersi automaticamente dall'interno sfruttando i vasi comunicanti e la sabbia per spostare i pesanti blocchi di pietra per la chiusura ermetica. In cambio, Khufu libererà lui e il suo popolo, ma Vashtar, una volta che la piramide sarà completata, dovrà morire in modo che i suoi segreti non vadano divulgati.

Mentre, durante gli anni nei quali viene costruita la piramide, il Faraone esige tributi e operai da tutti i suoi territori, ammassando così una grande quantità di oro e tesori che gli saranno interceduti, in Egitto arriva Nellifer, una principessa proveniente dal tributario Cipro; arrivatavi in qualità di ambasciatrice, ella si offre al Faraone come dono dei ciprioti, affermando che, essendo povera, la sua gente è dunque incapace di pagargli il tributo dovuto. Come conseguenza, Nellifer diventa la seconda moglie di Khufu. La donna riesce a farsi portare dal Faraone nella sua tesoreria, praticamente colma fino all'orlo ma da utilizzare solo per la sua "seconda vita". Si impossessa quindi di una collana riccamente ornata, e nonostante in un primo momento sia costretta a togliersela per ordine del Faraone, se la rimette, e la usa per sedurre Treneh, il capitano della guardia.

Poco dopo, nei cantieri della piramide, Senta, figlio di Vashtar, salva Khufu da un blocco di pietra sfuggito di mano da un operaio, anche se il Faraone rimane ferito. Sul capezzale di quest'ultimo, Senta gli rivela che anche lui conosce i segreti della tomba, ed è anche conscio del fatto che dovrà condividere il destino del padre. Khufu, però, gli è grato, e gli offre qualsiasi cosa egli desideri, e Senta sceglie Kyra, la schiava di Nellifer, che la donna tratta con una certa crudeltà.

Intanto, Nellifer si serve di un cobra, preso da un incantatore di serpenti con l'aiuto di Treneh, per assassinare la regina Nailla, suo figlio Zanin e il marito Khufu, in modo da dominare l'Egitto. Inizia quindi con i primi due, e dopo aver convinto Khufu che nel lontano nord vi è una tomba contenente un grande tesoro, allontanandolo così dal palazzo, dona a Zanin un flauto insegnandogli una canzone alla quale il serpente sarà attratto. Vedendo che il serpente si sta avvicinando a Zanin, Nailla si sacrifica per salvare il figlioletto.

Khufu, udendo della morte della regina, manda degli investigatori alla ricerca di vari incantatori di serpenti, al che Nellifer, nel panico, manda il suo servo Mabuna per uccidere Khufu nell'oasi dove si trova, ma questi riesce solo a ferire il Faraone, e viene da questi ucciso. Khufu ritorna così nella capitale, e origlia dalla camera della sua concubina, scoprendo così che Nellifer e Treneh stanno ordendo un nuovo piano per ucciderlo. Khufu irrompe e sfida Treneh in un duello di spade: riesce a ucciderlo, ma rimane lui stesso ferito mortalmente, e prima di morire, dopo aver visto Nellifer indossare la stessa collana riccamente ornata di prima, ha appena la forza di chiamare il suo migliore amico e sommo sacerdote, Hamar.

Quest'ultimo, purtroppo, riesce solo a costatare la morte dell'amico Faraone, ma poi, sospettando di Nellifer e ritenendo la tomba veramente a prova di profanatori, persino per Vashtar e Senta, libera questi ultimi due dalle loro condanne a morte, e li lascia partire nelle loro terre d'origine con tutto il loro popolo, un po' per compassione, e un po' come parte di un piano per sconfiggere Nellifer. Durante i funerali del Faraone, Hamar si fa accompagnare da Nellifer nella sala di sepoltura, in quanto questa deve "dare l'ordine" di sigillare il sarcofago. L'ordine viene eseguito, ma con ciò si attiva un meccanismo costruito da Vashtar per sigillare la tomba. Hamar riesce a scappare dalla sala dove si trova Nellifer, che è invece rinchiusa all'interno, e le dichiara che la tomba è sigillata. Soddisfatto, Hamar la lascia a morire di stenti.

«Non hai via d'uscita. Questo è ciò che hai mentito, complottato e ucciso per raggiungere. Questo è il tuo regno.»

BibliografiaModifica

  • Adriano Aprà e Patrizia Pistagnesi, Il cinema di Howard Hawks, Venezia, La Biennale di Venezia, 1981, ISBN 88-208-0284-8.

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