Lee Israel

Leonore Carol "Lee" Israel (New York, 3 dicembre 193924 dicembre 2014) è stata una scrittrice e falsaria statunitense.

BiografiaModifica

Era di famiglia ebrea. Aveva un fratello, Edward. Ha studiato a New York, prima alla Midwood High School, per poi laurearsi al Brooklyn College nel 1961[1]. Negli anni '60 iniziò a lavorare come scrittrice free lance. Dopo essersi recata in California per incontrare Katharine Hepburn poco prima della morte di Spencer Tracy, scrisse un profilo-intervista dell'attrice pubblicato nel novembre 1967 sulla rivista Esquire[2]. Proseguì la sua carriera di giornalista, per poi pubblicare le biografie dell'attrice Tallulah Bankhead, della giornalista e presentatrice Dorothy Kilgallen e del'imprenditrice Estée Lauder. Il libro su Kilgallen fu inserito nell'elenco dei best seller del New York Times[1][3].

Nel suo libro del 2008 Can You Ever Forgive Me? Israel ha affermato che nel 1983 aveva ricevuto un anticipo da Macmillan per dare il via a un progetto su Lauder. Ha scritto inoltre che Lauder aveva ripetutamente tentato di corromperla nel far cadere il progetto. Nel libro, Israel screditò alcune affermazioni pubbliche di Lauder[4]. Nel 1985, Lauder scrisse un'autobiografia che il suo editore fece uscire in coincidenza con il libro di Israel[5]: quest'ultimo fu stroncato dalla critica e fu un fallimento commerciale.

Nel 1991, quando viveva in un appartamento infestato dalle mosche con un vecchio gatto di nome Jersey bisognoso di cure veterinarie[6], Lee Israel rubò alcune lettere di Fanny Brice da una biblioteca. Dopo essere riuscita a venderle, decise di fabbricare lettere false[7]. Arrivò a scriverne circa 400, firmate coi nomi di vari personaggi famosi, tra cui Louise Brooks, Dorothy Parker, Ernest Hemingway e Noël Coward, delle quali due furono pubblicate nel libro The Letters of Noël Coward, pubblicato dall'editore Alfred A. Knopf, eliminate poi in una successiva ristampa. Rubò anche diverse lettere da altre biblioteche, sostituendole con dei falsi e rivendendole[6]. Fu scoperta proprio in seguito a questa ultima attività, a causa dei sospetti di uno dei compratori: arrestata, si è dichiarata colpevole nel 1993, ed è stata condannata a sei mesi di arresti domiciliari e cinque anni di libertà vigilata[8]. Nel 2008 ha pubblicato con la casa editrice Simon & Schuster il libro Can you Ever Forgive Me?, da cui è tratto l'omonimo film diretto da Marielle Heller.

OpereModifica

  • Miss Tallulah Bankhead, 1972
  • Kilgallen, 1980
  • Estee Lauder: Beyond the Magic (An Unauthorized Biography), 1985
  • Can You Ever Forgive Me? Memoirs of a Literary Forger, 2008

Film biograficoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Copia originale.

NoteModifica

  1. ^ a b Can You Ever Forgive Me? vs the True Story of Lee Israel's Letters, su HistoryvsHollywood.com. URL consultato il 15 febbraio 2019.
  2. ^ Lee Israel, Last of the honest to God Ladies, su classic.esquire.com.
  3. ^ (EN) Margalit Fox, Lee Israel, a Writer Proudest of Her Literary Forgeries, Dies at 75, in The New York Times, 7 gennaio 2015. URL consultato il 15 febbraio 2019.
  4. ^ (EN) Lee Israel, Can You Ever Forgive Me?: Memoirs of a Literary Forger, Simon and Schuster, 18 settembre 2018, ISBN 9781982100339. URL consultato il 15 febbraio 2019.
  5. ^ Lodi News-Sentinel - Google News Archive Search, su news.google.com. URL consultato il 15 febbraio 2019.
  6. ^ a b The True Story of Lee Israel and the Literary Forgeries in Can You Ever Forgive Me?, su www.autograph-market.com. URL consultato il 15 febbraio 2019.
  7. ^ (EN) Julie Bosman, Author Says It’s True, Her Memoir About Her Forgeries, in The New York Times, 24 luglio 2008. URL consultato il 15 febbraio 2019.
  8. ^ (EN) Lauren Hubbard, The True Story of Lee Israel and the Literary Forgeries in Can You Ever Forgive Me?, su Town & Country, 4 gennaio 2019. URL consultato il 15 febbraio 2019.

Collegamenti esterniModifica

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