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Lembotropis

genere di pianta della famiglia Fabaceae

DescrizioneModifica

FustoModifica

Il fusto è legnoso con i rami eretti più o meno pubescenti.

FoglieModifica

Le foglie sono disposte in modo alternato lungo il fusto; sono trifogliate (a tre segmenti o lobi o foglioline) di forma lanceolata (3 volte più lunghi che larghi) con apice acuto. La pagina superiore dei lobi è percorsa da nervi che però non raggiungono il margine del lobo stesso. Il margine delle foglie è intero, sono inoltre picciolate e il colore è verde scuro.

InfiorescenzaModifica

L'infiorescenza è del tipo a racemo eretto terminale afillo con fiori privi di brattee. I fiori sono disposti in modo patente e sono peduncolati.

FioriModifica

I fiori sono ermafroditi, pentameri, zigomorfi, eteroclamidati (calice e corolla ben differenziati) e diplostemoni (gli stami sono il doppio dei petali).

K (5), C 3+(2), A (10), G 1 (supero)

FruttiModifica

Il frutto è un legume glabro, appiattito e arcuato alle estremità, deiscente, senza tubercoli ghiandolari ma con fitti peli appressati. I semi (giallastri e scuri) di forma lenticolare, alla base presentano una appendice callosa.

BiologiaModifica

Il ciclo biologico di queste piante è perenne, mentre la forma biologica prevalente è del tipo nano-fanerofita (NP), quindi sono piante legnose con gemme svernanti poste tra i 30 cm e i 60 cm (massimo 1 metro) dal suolo.

Distribuzione e habitatModifica

La diffusione di questo genere è relativa all'emisfero boreale e principalmente all'areale corologico Eurasiatico; mentre l'habitat tipico sono le zone boschive o a cespuglieti.

SistematicaModifica

Il genere Lembotropis appartiene alla famiglia delle Fabaceae, che raccoglie 650 generi circa con oltre 12.000 specie. Nelle classificazioni più vecchie è chiamata Leguminosae o Papilionaceae.
Lembotropis appartiene alla tribù delle Genisteae, caratterizzata dall'avere tutti e 10 gli stami monadelfi; mentre un suo specifico carattere morfologico (fatto per cui alcuni botanici ne fanno un genere a parte) è dovuto alle sue infiorescenze lunghe, compatte e prive di brattee.
Le specie di questo genere sono a volte molto somiglianti con altre specie di generi vicini dal punto di vista tassonomico. In effetti le specie di Lembotropis inizialmente appartenevano al genere Cytisus ora smembrato in più parti. Da ciò si capisce perché nelle diverse flore la classificazione di questo e altri generi affini vari anche notevolmente appesantendo la nomenclatura e creando non poca confusione. Pignatti, ad esempio, nella sua opera “Flora d'Italia” si lamenta che i limiti artificiali tra i vari generi qui contemplati siano poco evidenti[2]. Per dare una quadro completo di questa situazione, nel paragrafo “Generi simili”, vengono elencati i generi che più si avvicinano a quello di questa scheda.

Il genere Lembotropis comprende attualmente (marzo 2015) due specie e due sottospecie:[1]

  • Lembotropis emeriflora (Rchb.) Skalická, 1969
  • Lembotropis nigricans (L.) Griseb. – unica specie presente sul territorio italiano ove è nota come citiso scuro
    • Lembotropis nigricans subsp. nigricans (L.) Griseb.
    • Lembotropis nigricans subsp. australis (Wohlf.) Holub

Binomi obsoletiModifica

Generi similiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Lembotropis, in The Plant List. URL consultato il 31 marzo 2015.
  2. ^ Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.

BibliografiaModifica

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 840.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 629, ISBN 88-506-2449-2.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica