Leopoldo Torlonia

politico italiano
Leopoldo Torlonia
Leopoldo Torlonia - Senato.gif

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 4 aprile 1909 –
23 ottobre 1918
Legislature XXIII

Assessore facente funzioni di Sindaco di Roma[1]
Durata mandato maggio 1882 –
7 maggio 1887
Predecessore Augusto Armellini
Successore Leopolodo Torlonia

Sindaco di Roma[1]
Durata mandato 7 maggio 1887 –
31 dicembre 1887
Predecessore Leopoldo Torlonia
Successore Alessandro Guiccioli

Dati generali
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Possidente
Leopoldo Torlonia
Duca di Poli e Guadagnolo
Stemma
In carica ? –
30 dicembre 1926
Predecessore Giulio Torlonia
Successore Giulio Torlonia
Trattamento Sua Grazia
Altri titoli Nobile romano, nobile di Viterbo
Dinastia Torlonia
Padre Giulio Torlonia
Madre Teresa Chigi
Consorte Eleonora Monroy di Belmonte
Amalia Colonna
Figli Teresa
Giulio
Flaminia
Annamaria
Maria Teresa
Andrea
Religione cattolicesimo

Il duca Leopoldo Torlonia (Roma, 25 luglio 1853Frascati, 23 ottobre 1918) è stato un politico italiano.

BiografiaModifica

Figlio di Giulio Torlonia, II duca di Poli e Guadagnolo e di sua moglie Teresa Chigi Albani Della Rovere (figlia di Sigismondo Chigi Albani della Rovere, VI principe di Farnese), Leopoldo era membro della nobile famiglia romana dei Torlonia nonché nipote di Marino Torlonia ed esordì in politica nel 1877, appena laureatosi, entrando a far parte del consiglio comunale di Roma per diventare membro della giunta l'anno successivo nell'amministrazione di Emanuele Ruspoli.

Deputato della destra nel 1877 abbandonò la carica essendo stato nominato facente funzioni sindaco di Roma nel maggio 1882. Durante la sua amministrazione si incominciò ad utilizzare l'attuale stemma di Roma. Divenne Sindaco di Roma solo il 7 maggio 1887. Nelle vesti di sindaco rese visita al cardinale vicario Lucido Maria Parocchi per trasmettere a papa Leone XIII gli auguri per il suo giubileo sacerdotale (il cinquantesimo anno di sacerdozio)[2]. Il presidente del Consiglio Francesco Crispi, irato per tale gesto, ottenne dal re la sua destituzione (31 dicembre 1887).

Fu coinvolto nello scandalo della Banca Romana[Quando? Come? Aggiungere fonti].

Si sposò tre volte, nel 1885 con una greca, l'anno successivo con Eleonora Monroy e nel 1892 con Amalia Colonna di Stigliano. Ebbe il titolo di terzo duca di Poli e di Guadagnolo.[3]

OnorificenzeModifica

Onorificenze italianeModifica

  Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia

Onorificenze straniereModifica

  Commendatore del Reale Ordine di Carlo III (Spagna)
  Commendatore del Sovrano Militare Ordine di Malta

AntenatiModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Giovanni Raimondo Torlonia Marin Tourlonais  
 
Mariangela Lanci  
Marino Torlonia  
Anna Maria Schultheiss Johannes Schultheiss  
 
Frida Bernstein  
Giulio Torlonia  
Francesco Sforza Cesarini Gaetano Sforza Cesarini  
 
Marianna Gaetani  
Anna Sforza Cesarini  
Geltrude Conti Alessandro Conti  
 
Marianna Conti  
Leopoldo Torlonia  
Agostino Chigi Albani della Rovere Sigismondo Chigi Albani della Rovere  
 
Flaminia Odescalchi  
Sigismondo Chigi Albani della Rovere  
Amalia Barberini Colonna Carlo Barberini Colonna  
 
Giustina Borromeo Arese d'Angera  
Teresa Chigi Albani della Rovere  
Luigi Doria Landi Pamphili Andrea Doria Landi Pamphili  
 
Leopolda di Savoia-Carignano  
Leopoldina Doria Landi Pamphili  
Teresa Orsini Domenico Orsini  
 
Faustina Caracciolo  
 

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Giulia Gorgone, Il costume è di rigore. 8 febbraio 1875: un ballo a Palazzo Caetani, pag. 36, L'Erma di Bretschneider, 2002
  • Alberto Caracciolo, I sindaci di Roma, pagg. 11-14, Donzelli, 1993, ISBN 978-88-7989-035-9

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Controllo di autoritàVIAF (EN256814967 · ISNI (EN0000 0003 7872 7632 · SBN IT\ICCU\CUBV\155194 · BAV (EN495/256118 · WorldCat Identities (ENviaf-256814967