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BiografiaModifica

Lucy è nata a New York ed è cresciuta a Londra[1]. Ha frequentato la Blackheath High School, a seguito della James Allen's Girls' School. È la figlia di Graham Boynton, l'editore del gruppo viaggi del Telegraph Media Group, e di Adriaane Pielou, una scrittrice di viaggi[2]. Lucy ha anche una sorella più grande, Emma Louise Boynton.

Vita privataModifica

Lucy Boynton è fidanzata con l'attore Rami Malek, conosciuto sul set di Bohemian Rhapsody.[3]

CarrieraModifica

 
Lucy Boynton nel 2006

Il primo ruolo professionale di Boynton fu quello della giovane Beatrix Potter nel film Miss Potter del 2006, per il quale è stata nominata per il Young Artist Award del 2007 come miglior interpretazione in un lungometraggio ("giovane attrice non protagonista").

Ha continuato a recitare nel ruolo di Posy Fossil in Ballet Shoes a fianco di Emma Watson e Yasmin Paige[4]

In seguito ha interpretato il ruolo di Margaret Dashwood nella miniserie televisiva Ragione e sentimento. Nel 2010 ha avuto un ruolo in Mo a fianco di Julie Walters e David Haig. Nel 2016 interpreta la misteriosa modella Raphina nel film Sing Street e la contessa Helena Andrenyi in Assassinio sull'Orient Express, tratto dall'omonimo romanzo di Agatha Christie.

Il 6 settembre 2017 è stato annunciato che Lucy avrebbe interpretato Mary Austin nel film biografico Bohemian Rhapsody uscito il 29 novembre 2018.[5]

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

Doppiatrici italianeModifica

NoteModifica

  1. ^ "Lucy Boynton - The Protagonist Magazine"., su theprotagonistmagazine.com. URL consultato il 15 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2019).
  2. ^ Once upon a time there was a little girl who wanted to be a movie star, su telegraph.co.uk.
  3. ^ Nicola Bambini, Rami Malek e Lucy Boynton, quando l'amore è meglio che in un film, su vanityfair.it, Vanity Fair, 5 giugno 2019. URL consultato il 22 giugno 2019.
  4. ^ based on Noel Streatfeild's 1936 novel Emma makes a classic pirouette, The Daily Telegraph (XML), su telegraph.co.uk.
  5. ^ "QueenOnline Reveals 'Mary Austin'"., su queenonline.com.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN44122321 · ISNI (EN0000 0000 4656 7054 · LCCN (ENno2008148793 · GND (DE113820644X · WorldCat Identities (ENno2008-148793