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Luigi Cibrario

storico, numismatico e magistrato italiano
Luigi Cibrario
Luigi cibrario by Stefano Bolognini.JPG

Ministro degli affari esteri del Regno di Sardegna
Durata mandato 31 maggio 1855 –
5 maggio 1856
Monarca Vittorio Emanuele II di Savoia
Capo del governo Camillo Benso, conte di Cavour
Predecessore Camillo Benso, conte di Cavour
Successore Camillo Benso, conte di Cavour

Ministro delle finanze del Regno di Sardegna
Durata mandato 21 maggio 1852 –
22 ottobre 1852
Capo del governo Massimo d'Azeglio
Predecessore Camillo Benso, conte di Cavour
Successore Camillo Benso, conte di Cavour

Ministro della pubblica istruzione del Regno di Sardegna
Durata mandato 4 novembre 1852 –
31 maggio 1855
Capo del governo Camillo Benso, conte di Cavour
Predecessore Carlo Bon Compagni di Mombello
Successore Giovanni Lanza

Senatore del Regno di Sardegna
Durata mandato 17 ottobre 1848 –
1º ottobre 1870
Legislature dalla I
Incarichi parlamentari
Cariche:
  • Segretario (5 febbraio-30 marzo 1849) (31 luglio-20 novembre 1849) (24 dicembre 1849-22 maggio 1852, dimissionario) (26 novembre 1850-27 febbraio 1852) (9 marzo 1852-22 maggio 1852) (29 dicembre 1857-21 gennaio 1860) (11 aprile-28 dicembre 1860) (22 febbraio 1861-7 settembre 1865) (21 novembre 1865-13 febbraio 1867) (22 marzo 1867-19 novembre 1869, dimissionario)
  • Vicepresidente (2 giugno-1º ottobre 1870)

Commissioni:

  • Membro della Commissione di finanze (7 agosto al 29 novembre 1849) (5 febbraio 1851 al 27 febbraio 1852) (9 marzo 1852 al 21 novembre 1853) (14 giugno al 14 luglio 1858)
  • Membro della Commissione di agricoltura e commercio (2 gennaio al 19 novembre 1850)
  • Membro della Commissione sulle domande di congedo (4 giugno 1851 al 27 febbraio 1852)
  • Membro della Commissione per l'esame del progetto di legge sull'igiene pubblica e sull'esercizio delle professioni sanitarie (21 febbraio 1857)
  • Membro della Commissione per la revisione del regolamento del Senato (14 aprile 1860)
  • Membro della Commissione per l'esame del progetto di legge sul codice civile (2 luglio 1860) (27 febbraio 1861)
  • Membro della Commissione sui progetti di legge per l'ìstruzione pubblica (27 giugno 1867)
  • Commissario regio per sostenere la discussione delle leggi di finanze (13 luglio 1848)
Sito istituzionale

Dati generali
Professione Magistrato, politico e storico

Giovanni Antonio Luigi Cibrario (Torino, 23 febbraio 1802Trobiolo, 1º ottobre 1870) è stato uno storico, numismatico, magistrato e politico italiano.

Indice

BiografiaModifica

Famiglia ed originiModifica

Nacque a Torino il 23 febbraio 1802, figlio del notaio Giovan Battista Cibrario (1764-1803) e di Maddalena Boggio (1765-1843).

La sua famiglia era originaria di Usseglio, nelle Valli di Lanzo, ove il nome Cibrario - in diverse forme - era assai diffuso, rimandando all'esercizio della professione di capraio. Il trisavo Giovanni Antonio Sebrari (Cibrario) acquistò nel 1708 la carica di sindaco di Usseglio, la quale conferiva la nobiltà personale. I suoi discendenti, tuttavia, esercitarono professioni borghesi e non radicarono quindi nella famiglia l'appartenenza al secondo stato. Luigi Cibrario, rimasto orfano di padre quasi appena nato e cresciuto nel difficile clima della Restaurazione, nel 1826 avanzò al governo la richiesta del riconoscimento della nobiltà familiare, fondandola sul titolo esercitato dall'antenato, ma senza successo. Il procuratore generale del Regno, infatti, non ebbe difficoltà a dimostrare l'inconsistenza delle sue tesi, con un parere del 7 dicembre 1826. In ogni caso, Carlo Felice, che lo aveva preso in simpatia, il 9 febbraio 1827 lo creò nobile, concedendogli di non pagare la tassa richiesta a chi facesse il suo ingresso nel secondo stato in virtù «del servizio che da più anni egli ci presta». Antonio Manno trattando della famiglia Cibrario nel suo Patriziato subalpino, scrisse: «Separo quindi riconoscenti attrattive per lo storico, dalle invocate ed inani sue pretensioni nobiliari; mentre sarebbe stato bellissimo che si fosse vantato: tutto comincia in me».

L'inizio della carriera con Carlo FeliceModifica

Dopo avere frequentato il Collegio del Carmine, nel 1819 ottenne una borsa al Collegio delle Province della capitale sabauda, grazie alla quale egli poté frequentare l'Università degli Studi.

Nel gennaio 1824 si laureò in legge ed entrò come applicato volontario alla Segreteria di Stato agli affari interni, dove iniziò la sua carriera di funzionario sabaudo. Come scrisse egli stesso, per la sua formazione fu centrale il rapporto con Prospero Balbo, antico funzionario di Vittorio Amedeo III e poi ministro di Vittorio Emanuele I, la cui politica liberale e riformatrice fu la principale vittima dei moti del 1821.

Inizialmente si volse all'attività poetica. Già nel marzo 1820 aveva scritto un'ode per la nascita del figlio del principe di Carignano, il futuro Vittorio Emanuele II, che gli valse la riconoscenza di Carlo Alberto di Savoia, e nel 1825 pubblicò, presso l'editore torinese «Alliana e Paravia» un volume di Poesie.

In quello stesso 1825, però, egli pubblicò anche, presso lo stesso editore, le Notizie sopra la storia dei principi di Savoia, pensate per il pubblico della scuola e che ebbero un discreto successo. Carlo Felice di Savoia, per ricompensarlo, gli concesse il 10 gennaio 1826 il titolo d'intendente insieme alla reggenza di una divisione della Segreteria di Stato agli interni e un anno dopo lo ammise tra le file della nobiltà.

Nel 1826 iniziò a dare saggi della propria attività di storico con la pubblicazione delle Notizie di Paolo Simeone de' Balbi da Chieri (Torino, Alliana e Paravia). L'opera era un'anticipazione di quello che può considerarsi il suo primo lavoro scorcio importante, il trattato Delle storie di Chieri libri quattro (Torino, Alliana, 1827, 2 voll.). Nel frontespizio di tale opera egli si poteva definire finalmente come il «nobil uomo Luigi Cibrario». A tale opera fece seguito nel 1828 la raccolta Lettere inedite di principi e d'uomini illustri (Torino, Alliana, 1828). Pur presentandosi ormai come uno storico, Cibrario in tale epoca non abbandonò l'attività letteraria. Nel 1827 infatti, egli pubblicò, presso il suo solito editore la raccolta di poesie I fiori dell'Alpi: significativamente però, in essa ad alcune poesie seguivano quattordici lettere sul problema delle origini di Casa Savoia.

Il 24 febbraio 1829 Carlo Felice di Savoia lo nominò Sostituto sovrannumerario del procuratore generale del re nella Camera dei conti. Nel 1830 inoltre, il re lo chiamò a fare parte della Classe di Scienze morali dell'Accademia delle Scienze.

Nel frattempo, il 4 febbraio 1828 aveva sposato a Torino, nella Chiesa dei Santi Martiri, Marina Turinetti (1803-1836), dalla quale ebbe sette figli (di cui solo tre, però, un maschio e due femmine, giunti all'età adulta). Significativamente, egli volle chiamare il primogenito Prospero (1828-1832), in segno di riconoscenza al conte Balbo, che era stato suo mentore.

Quando, nell'aprile 1831, Carlo Felice morì lasciando il trono a Carlo Alberto, Cibrario era ormai una delle personalità di maggior rilievo della cultura letteraria piemontese: funzionario e letterato, stava per iniziare per lui una delle fasi più importanti della sua carriera.

L'attività di storico per Carlo AlbertoModifica

Fu eletto senatore del regno il 17 ottobre del 1848[1].

Ministro con Vittorio Emanuele IIModifica

Fu ministro delle finanze nel governo d'Azeglio nel 1852, e della Pubblica Istruzione nel primo governo Cavour (1852-1855). Quando il Piemonte entrò nella guerra di Crimea, Cibrario sostituì Cavour come ministro degli esteri.

Nel 1856 fu nominato Primo presidente onorario di Corte d'appello.

Nel 1869 presiedette la Commissione Cibrario, istituita per dirimere vari problemi archivistici e formulare un regolamento delle biblioteche governative, Archivi di biblioteche: per la storia delle biblioteche pubbliche statali[2]

Massone, nel 1860 fece parte della loggia "Ausonia" e nel 1863 della loggia "Cavour", entrambe di Torino[3].

Morì nel (1870) a Trobiolo, una frazione di Roè Volciano.

OpereModifica

Fra i suoi lavori principali sono:[4]

  • Documenti, sigilli e monete appartenenti alla storia della monarchia di Savoia raccolti in Savoia, in Isvizzera ed in Francia per ordine del re Carlo Alberto, Torino, 1833
  • Sigilli de' principi di Savoia raccolte ed illustrate per ordine del re Carlo Alberto, Torino, Stamperia Reale, 1834 [5]
  • L'economia politica del Medioevo
  • Storia della monarchia di Savoia, Torino, Fontana, 1840-44, 3 voll. [6] [7]
  • Opusculi, Torino, Fontana, 1841 [8]
  • Storia di Torino, Torino, Fontana, 1846 [9]
  • Descrizione storica degli ordini cavallereschi, Torino, 1846 [10]
  • Descrizione storica degli ordini religiosi compilata sulle opere di Bonanni, d'Helyot, dell'Abate Tiron, Torino, Stamperia reale, 1845 [11] [12]
  • Delle artiglierie dal 1300 al 1700, Torino, 1847 [13]
  • Origini e progresso della monarchia di Savoia, Torino, Stamperia Reale, 1854 [14]

OnorificenzeModifica

Onorificenze sabaudeModifica

  Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 27 dicembre 1850
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— marzo 1854
  Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia
— 1º marzo 1834
  Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 25 marzo 1869
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1869

Onorificenze straniereModifica

  Cavaliere dell'Ordine di San Giuseppe (Granducato di Toscana)
  Cavaliere dell'Ordine di Leopoldo del Belgio
  Ufficiale dell'Ordine di Leopoldo del Belgio
  Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo del Belgio
  Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
  Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
  Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
  Croce d'argento dell'Ordine del Salvatore (Grecia)
  Cavaliere di V classe dell'Ordine di Medjidié (Impero Ottomano)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
  Commendatore dell'Ordine del Cristo (Portogallo)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa
  Cavaliere di III classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Prussia)
  Ufficiale dell'Aquila Rossa (Prussia)
  Cavaliere dell'Ordine di San Stanislao (Impero russo)
  Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Spagna)
  Cavaliere di IV Classe dell'Ordine di San Vladimiro (Impero di Russia)
  Commendatore dell'Ordine di Vasa (Svezia)

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Federico Sclopis, Notizie della vita e degli studi del conte Luigi Cibrario, «Atti della Regia Accademia delle Scienze di Torino», VI (1870-71), pp. 63–92 Atti della R. Accademia delle scienze di Torino - Google Libri
  • Federico Odorici, Il conte Luigi Cibrario e i tempi suoi. Memorie storiche con documenti, Firenze, Civelli, 1872 Il Conte Luigi Cibrario e i tempi suoi: memorie storiche con documenti - Federico Odorici - Google Libri
  • Leone TettoniVita letteraria del conte Giovanni Antonio Luigi Cibrario, Torino, Eredi Botta, 1872 Vita letteraria del conte Giovanni Antonio Luigi Cibrario - Leone Tettoni - Google Libri
  • Mauro Vanzetti, Carlo Alberto e le ricerche sulle origini della Casa Savoia, «Bollettino Storico-bibliografico Subalpino», XXXVII (1935), pp. 396–417.
  • Maria Fubini Leuzzi, voce Cibrario, Luigi nel Dizionario biografico degli italiani, t. XXV, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1981, pp. 278–284 CIBRARIO, Luigi in "Dizionario Biografico"
    • Gli studi storici in Piemonte dal 1766 al 1846: politica culturale e coscienza nazionale, «Bollettino Storico-bibliografico Subalpino», LXXXI (1983), pp. 113–192.
  • Gian Paolo Romagnani, Storiografia e politica culturale nel Piemonte di Carlo Alberto, Torino, Deputazione subalpina di storia patria, 1985, passim.
  • Piera Grisoli, L'uso politico della storiografia: Carlo Alberto e Luigi Cibrario, «Rivista di storia contemporanea», 1986, f. 1, pp. 1–37
  • Rinaldo Comba, Storia civile ed economia politica. Progetti e lavori storiografici di Luigi Cibrario nell'età della Restaurazione, in Piemonte risorgimentale. Studi in onore di Carlo Pischedda nel suo settantesimo compleanno, Torino, Centro studi piemontesi, 1987, pp. 209–231
  • Rinaldo Comba, Bruno Guglielmotto-Ravet, Emanuela Lavezzo, Gustavo Mola di Nomaglio, Luigi Cibrario d'Usseglio, cittadino torinese (1802-1870), Lanzo Torinese, Società Storica delle Valli di Lanzo, LXXIV, 2002
  • Franca Petrucci, CIBRARIO, Luigi, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 25, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1981. URL consultato il 14 aprile 2015.
  • Luigi Cibrario, Lettere inedite di principi e d'uomini illustri, Torino, per l'Alliana: a spese di P.G. Pic, 1828.

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Collegamenti esterniModifica

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