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Luis Manuel Fernández de Portocarrero-Bocanegra y Moscoso-Osorio

cardinale italiano
Luis Manuel Fernández de Portocarrero-Bocanegra y Moscoso-Osorio
cardinale di Santa Romana Chiesa
Retrato del Cardenal Luis Manuel Fernández de Portocarrero.jpg
Ritratto del cardinale Fernández, opera di Juan Carreño de Miranda del 1675
Coat of Arms of Cardinal Luis Fernández de Portocarrero (Philip V of Spain Reign).svg
 
Incarichi ricoperti
 
Nato8 gennaio 1635 a Palma del Río
Ordinato presbiteroin data sconosciuta
Nominato arcivescovo20 dicembre 1677 da papa Innocenzo XI
Consacrato arcivescovo16 gennaio 1678 dall'arcivescovo Giacomo Palafox y Cardona
Creato cardinale5 agosto 1669 da papa Clemente IX
Pubblicato cardinale29 novembre 1669 da papa Clemente IX
Deceduto4 settembre 1709 (74 anni) a Madrid
 

Luis Manuel Fernández de Portocarrero-Bocanegra y Moscoso-Osorio (Palma del Rio, 8 gennaio 1635Madrid, 14 settembre 1709) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico spagnolo.

BiografiaModifica

Luis Manuel Fernàndez de Portocarrero-Bocanegra y Moscoso-Osorio nacque l'8 gennaio 1635 a Palma del Río, nella diocesi di Cordova, figlio minore del conte di Palma e Marchese di Almenares, Luis Andrés Fernández Portocarrero e di Leonor de Guzmán. Fu zio del cardinale Luis Antonio Fernández de Córdoba Portocarrero Guzmán y Aguilar. Da alcuni testi è anche indicato come Louis de Porto Carrero e Fernández de Portocarrero.

Iniziò i propri studi all'università di Toledo, ove si laureò in teologia, venendo quindi ordinato sacerdote. Entrato nell'orbita della cattedrale di Toledo ne divenne dapprima canonico e poi decano.

Creato cardinale "in pectore" il 5 agosto 1669, venne pubblicato il 29 novembre 1669. Prese parte al conclave del 1669-1670 che elesse papa Clemente X, giungendo a Roma il 19 aprile 1670, ed entrando nel conclave il 23 aprile.

Il 19 maggio 1670 ricevette la porpora cardinalizia con il titolo di Santa Sabina e prese parte nuovamente al conclave del 1676 che elesse Innocenzo XI. Divenuto amministratore apostolico della sede di Toledo durante la vacanza della medesima (1665-1666), divenne vicario per gli affari temporali e spirituali dell'arcidiocesi dal 1666 al 1677. Cappellano reale, declinò la promozione alla sede metropolitana di Granada. Divenuto viceré di Sicilia, il 4 maggio 1677, occupò tale posto sino al 1678.

Eletto arcivescovo di Toledo il 20 dicembre 1677, venne consacrato sabato 16 gennaio 1678 a Palermo, per mano di Jaime Palafox Cardona, arcivescovo di Palermo, assistito da Juan Ruano Corrionero, arcivescovo di Monreale e da Francisco Arata, vescovo di Lipari.

Non partecipò al conclave del 1689 che elesse a pontefice Alessandro VIII e neppure prese parte al conclave del 1691, che elesse Innocenzo XII. Optò per l'ordine dei vescovi e per la sede suburbicaria di Palestrina il 27 gennaio 1698, non prendendo parte però al conclave del 1700 che elesse Clemente XI.

Nominato presidente del Consiglio di Reggenza spagnolo, fu l'esecutore testamentario di re Carlo II di Spagna, favorendo nel contempo l'ascesa di Filippo di Borbone al trono spagnolo. Anche la sua nomina fu in parte una delle cause che fece scattare la Guerra di Successione spagnola, ma lo ricompensò ampiamente dopo che Filippo V ebbe cinta la corona spagnola, in quanto egli divenne suo braccio destro negli affari della corona, divenendo Governatore del Regno di Spagna dal 18 febbraio 1702. Per gli intrighi invidiosi della Principessa di Ursinos, cadde in disgrazia e rinunciò ai propri incarichi nel 1703. Per tutta risposta, dal 1706 diede il proprio appoggio all'arciduca Carlo d'Austria, uno dei contendenti al trono spagnolo, ma rettificò le proprie posizioni due mesi dopo quando Filippo V ribadì senza discussioni la propria sovranità sullo stato spagnolo.

Morì il 14 settembre 1709 a Madrid e la sua salma venne esposta alla pubblica venerazione nella cattedrale di Toledo e sepolto quindi nella cappella della "Bienaventurada Virgen María" della medesima cattedrale. La notizia della sua morte raggiunse Roma il 12 ottobre 1709.

Genealogia episcopaleModifica

Successione apostolicaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN66401169 · ISNI (EN0000 0000 9493 9211 · LCCN (ENnr2001047644 · GND (DE13157485X · BNF (FRcb14977532d (data) · CERL cnp00811841 · WorldCat Identities (ENnr2001-047644