Maestro di Rimini

scultore

Il maestro di Rimini, noto anche come maestro dell'Altare di Rimini o maestro della Crocifissione di Rimini (Tournai o Lille, area (?), fine XIV secolo – metà XV secolo), è stato uno scultore francese.

Altare della Crocifissione di Rimini, dettaglio del Calvario.
Altare della Crocifissione di Rimini, dettaglio degli Apostoli
Pietà di Lorch

Biografia e stileModifica

La figura di questo artista è riconducibile a quella del titolare di una vasta bottega di scultori attiva nella prima metà del XV secolo nella produzione di sculture in alabastro per commissioni sparse in tutta Europa. Le sue opere sono ad oggi frammentarie e spesso decontestualizzate, tanto da rendere difficoltosa la ricostruzione della sua attività, ma si mantengono complessivamente su un livello qualitativo abbastanza alto, riuscendo quasi sempre in un'espressione colta e raffinata dei soggetti rappresentati[1].

La sua origine e attività è localizzabile sulla linea di confine tra Francia e Belgio, non a caso nell'area di Arras, dove al tempo fioriva proprio l'arte della lavorazione dell'alabastro. Considerazioni stilistiche portano a credere che la sede della bottega fosse a Tournai, Lille o dintorni. Altri studi, comunque, hanno variamente ricollegato la bottega alla Renania e ai Paesi Bassi, sintomo forse della concentrazione di personalità dalla cultura artistica differente sotto un unico nome. Il più noto e inusuale dettaglio della produzione del maestro è la presenza di sue opere nei principali centri dell'Italia settentrionale, particolarità le cui ragioni sono ancora incerte[2][1].

La ricostruzione della vasta e complessa produzione scultorea di questa bottega ruota infatti attorno alla sua opera eponima, l'altare della Crocifissione già in Santa Maria delle Grazie a Rimini e oggi al Liebieghaus di Francoforte sul Meno, oltre ad altre opere pure italiane[1].

È possibile che la bottega non si sia mai trasferita in Italia, bensì che la sua produzione si sia specializzata in opere di piccole dimensioni, facili da trasportare, smontare e rimontare, e quindi indirizzate all'esportazione. Ciò spiegherebbe come mai tutte le opere ad essa riferibili siano piccole e perché siano sparse in praticamente tutta Europa, a prescindere da eventuali spostamenti subiti nei secoli. Inoltre, la distruzione delle immagini sacre operata nel XVI secolo dopo la Riforma protestante nei Paesi del Nord Europa, mai avvenuta nell'Italia della Controriforma, potrebbe essere causa di un bias cognitivo e far credere che la bottega abbia lasciato opere più in Italia che altrove[2].

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d Nanni, pp.27-42.
  2. ^ a b c d Romina Balducci, Il maestro di Rimini, storia e mistero, su ilponte.com. URL consultato il 14 ottobre 2018.

BibliografiaModifica

  • Francesca Nanni, Il Maestro di Rimini: una traccia, in Romagna, arte e storia, n. 80, 2007.
  • Paul Williamson, Scultura europea al Victoria and Albert Museum, Londra, 1996.

Altri progettiModifica

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