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Marentino
comune
Marentino – Stemma Marentino – Bandiera
Marentino – Veduta
Panorama del paese
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitanaCittà metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
SindacoBruno Corniglia (lista civica) dall'11/06/2017
Territorio
Coordinate45°03′N 7°52′E / 45.05°N 7.866667°E45.05; 7.866667 (Marentino)Coordinate: 45°03′N 7°52′E / 45.05°N 7.866667°E45.05; 7.866667 (Marentino)
Altitudine383 m s.l.m.
Superficie11,26 km²
Abitanti1 306[1] (31-12-2018)
Densità115,99 ab./km²
FrazioniAvuglione e Vernone
Comuni confinantiAndezeno, Arignano, Moncucco Torinese (AT), Montaldo Torinese, Sciolze
Altre informazioni
Cod. postale10020
Prefisso011
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001144
Cod. catastaleE941
TargaTO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 928 GG[2]
Nome abitantimarentinesi
PatronoAssunzione di Maria
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marentino
Marentino
Marentino – Mappa
Localizzazione del comune di Marentino nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Marentino (Marentin in piemontese) è un comune italiano di 1.306 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte, distante circa 20 chilometri a est dal capoluogo e 8 chilometri dalla città di Chieri.
Prodotto tipico del territorio di Marentino è il miele, per cui il comune è inserito nel circuito "Le città del Miele".[3]

Il paese è costituito dai tre antichi borghi di Marentino, Avuglione e Vernone, per molto tempo indipendenti fra loro. Un regio decreto del 1927 li ha riuniti in un unico comune e Marentino è stato scelto come capoluogo comunale.

Indice

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Chiesa parrocchiale dell'Assunzione di Maria VergineModifica

Con un decreto arcivescovile del 1º ottobre 1986 si sono riunite le tre antiche parrocchie di Marentino, Avuglione e Vernone. Fu scelta la chiesa del capoluogo come parrocchiale.

Marentino sorse probabilmente, come molti paesi confinanti, nell'ambito della vasta campagna di ripopolamento delle colline del Po e del Monferrato promossa verso l'anno Mille dalle autorità vescovili di Torino e Asti. Il primo insediamento doveva trovarsi sulla collina (bric) circostante l'antica chiesa di Maria Assunta (attuale chiesa cimiteriale di Santa Maria dei Morti), le cui parti più antiche risalgono all'XI secolo. Il toponimo "Marentino", forse di origine latina (diminutivo del nome proprio Emerentius) induce peraltro a presumere che un villaggio con questo nome potesse esistere già in epoca romana.

Nei secoli successivi (XIII-XIV sec.) l'abitato si spostò sulla collina vicina, sovrastata dalla rocca del castello feudale, all'interno del quale esisteva una cappella intitolata a San Bartolomeo. Fra Tre e Quattrocento questa «chiesa semplice», subentrò per la comodità della popolazione all'antica pieve nelle funzioni di parrocchiale e nell'intitolazione all'Assunta.

Non sappiamo di preciso come si presentasse la chiesa medievale di San Bartolomeo: probabilmente nel tempo era stata ampliata e rimaneggiata, e tuttavia nel Seicento minacciava rovina. Nel Settecento l'edificio fu completamente abbattuto e ricostruito. Risalgono a quell'epoca la facciata e la struttura attuale a croce latina con una navata e due profonde cappelle laterali. Agli inizi del XX sec. il parroco don Federico Leschiera promosse ancora alcuni importanti lavori di ristrutturazione: il presbiterio fu completamente ricostruito e ingrandito; ai suoi fianchi furono edificati due bracci absidali e fu realizzata una nuova sacrestia.

La base del campanile è tuttora costituita dall'antica torre difensiva del castello, sopraelevata nel 1764. Venne cinta negli anni '50 del Novecento da un sostegno in cemento armato, oggi rivestito da uno strato di mattoni a vista.

La facciata barocca della chiesa parrocchiale di Marentino, stretta fra il possente campanile e la canonica, risalta grazie al sapiente uso delle linee spezzate dei cornicioni e delle volute che avvolgono il livello superiore. Il portone è sormontato dal cartiglio: «All'Assunta in cielo, Vergine e Madre di Dio, dolce pegno, venite adoriamo». All'interno della chiesa, nel vano sottostante il campanile, è sistemato un altare con la statua della Vergine di Lourdes. Un battistero ligneo circondato da una cancellata è posto nel vano di fronte, a sinistra dell'ingresso. Nei suoi pressi si può osservare una lapide in ricordo di Ludovico Beccaria, signore di Marentino, che alla fine del Seicento donò il suo palazzotto perché divenisse la nuova casa parrocchiale. La cappella laterale di destra ospita l'altare dedicato a san Giuseppe, con la tela raffigurante la sua morte, alcune urne reliquiarie, una statua di Gesù fanciullo e l'icona della Consolata. Nella cappella laterale di sinistra appare l'altare della Madonna del Rosario, ricostruito nel Novecento. La nicchia con la statua di Maria è circondata da 15 formelle che raffigurano i misteri del Rosario. Appese ai quattro pilastri centrali della navata, che sostengono il tiburio, si notano le statue di Cristo Re, della Madonna di Fatima, di santa Rita e di santa Teresa di Lisieux. L'ampio presbiterio ospita l'altare-mensa e il tabernacolo, elementi superstiti del vecchio altar maggiore. L'abside è caratterizzata dalla presenza di tre nicchie nella parte bassa, sovrastate dalle vetrate di san Bartolomeo e santa Cecilia e dalla grande pala d'altare, copia ottocentesca dell'Assunta di Guido Reni. Coronano le pareti del presbiterio due finti coretti lignei e pregevoli tele raffiguranti i dodici Apostoli. Nel braccio absidale di destra è conservata l'originaria pala d'altare con l'Assunta e il compatrono san Bartolomeo. Nel vano antistante la sacrestia è esposto un crocifisso processionale del XVIII sec.

Degna di nota, infine, la targa posta da don Leschiera nel 1936 nell'altare di San Giuseppe, in onore del generale Gaetano Giardino, Maresciallo d'Italia. Celebre comandante della IV Armata del Grappa nel 1918, fu molto legato a Marentino che frequentò per tutta vita. La targa riporta un'effige del generale e l'icona della Madonnina del Monte Grappa.

 
Chiesa parrocchiale di Marentino, interno

Chiesa di Santa Maria Maddalena di AvuglioneModifica

 
Chiesa di S. Maria Maddalena in Avuglione (fraz. di Marentino)

La bella chiesa barocca di Santa Maria Maddalena, già parrocchiale di Avuglione fu costruita fra il XVII e il XVIII secolo sul luogo in cui sorgeva già un edificio sacro. In origine intitolata a san Bernardino, nel Settecento subentrò definitivamente alla pieve antica di santa Maria Maddalena come nuova parrocchiale. Dal 1986 è suffraganea della parrocchia marentinese.

Esternamente presenta una facciata con stucchi ed è affiancata da un campanile.

La chiesa è a navata unica, con volta e pareti completamente affrescate. La cappella laterale di destra ospita l'altare settecentesco della Madonna del Rosario; quella sinistra presenta un altare neogotico d'inizio Novecento dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Da notare il fronte del pulpito ligneo intarsiato. L'altar maggiore è di legno dipinto. Nel coro è presente una grande tela ovale (probabilmente ottocentesca) raffigurante il Noli me tangere, l'incontro fra Maria Maddalena e Cristo risorto.

Vanto della chiesa è l'organo, datato 1878, sistemato su una bellissima cantoria scolpita, sovrastante il portone d'ingresso. Si tratta di un piccolo ma pregevole strumento a trasmissione meccanica, costruito nel 1878 dall'organo Michele Barchietti di Torino. Fu restaurato nel 1997 dalla ditta Marin di Genova. Presenta una tastiera di 54 tasti in ebano e osso; una pedaliera di 12 pedali. È dotato dei seguenti registri:

Principale

Ottava

Decimaquinta

Decimanona

Vigesimaseconda

Flauto in ottava

Voce Umana

Bassi al pedale

Chiesa di San Giorgio Martire di VernoneModifica

 
Chiesa di S. Giorgio martire in Vernone (fraz. di Marentino)

Chiesa cimiteriale di Santa Maria dei Morti, già Santa Maria AssuntaModifica

 
Chiesa romanica di S. Maria dei morti, Marentino

Inserita dal 1888 nell'albo dei monumenti nazionali, Santa Maria dei Morti è nota agli studiosi come notevole esempio di stile romanico lombardo. È l'edificio più antico di Marentino, sorto probabilmente intorno all'anno Mille, come chiesa e abitazione del sacerdote "pievano". Attorno ad essa nacque probabilmente il primo nucleo del paese, che si spostò tuttavia nei secoli successivi sulla vicina collina del castello feudale. Dapprima dedicata a Maria Assunta, cedette il titolo e la funzione di chiesa parrocchiale al nuovo tempio che stava sorgendo presso il castello. Da allora fu declassata a cappella cimiteriale e ribattezzata popolarmente come "Santa Maria dei Morti".

La porzione più antica dell'edificio (abside in blocchi di arenaria) risale con ogni probabilità al Millecento. I muri della navata (in mattoni) sono stati in gran parte ricostruiti nel Quattrocento. La copertura dell'edificio è lignea, con soffitto a cassettoni. La facciata presenta, oltre al sobrio portale, un'elegante e minuscola bifora. Varie monofore si aprono nei muri perimetrali e nell'abside semicircolare. Sia la facciata sia le pareti perimetrali all'esterno mostrano una teoria di archetti ciechi, ingentiliti alla base da sculture di volti enigmatici e grotteschi. I curiosi segni incisi all'esterno dell'abside sono graffiti popolari medievali.

Il catino absidale è in muratura arricchito, in due riprese, di un bellissimo ciclo pittorico su due livelli. Di stile bizantino la "Madonna del latte" e due santi non meglio identificati. Attribuiti invece a Guglielmetto Fantini (autore dei dipinti nel battistero del Duomo di Chieri, metà '400) gli affreschi della Pietà fra i santi Stefano e Lucia, i santi Cristoforo, Giacomo (o Rocco), Sebastiano, Valeriano.
In epoca barocca la chiesa fu totalmente restaurata secondo i canoni del nuovo stile. Fu realizzata una volta in muratura, i muri vennero intonacati, si aprirono grandi finestre a sud e vennero innalzati nuovi altari. Nella prima metà del '900 il parroco don Federico Leschiera promosse una notevole campagna di restauro sotto la supervisione dell'architetto Vittorio Mesturino, che restituì e in parte ricostruì lo stile romanico originario.

CuriositàModifica

  • I muri di molte abitazioni del comune sono stati affrescati, a partire dal 2005, da originali "murales" raffiguranti alcuni rebus da risolvere, in collaborazione con un noto settimanale di enigmistica italiano. Attualmente le opere sono in numero di 20, di autori diversi, provenienti da tutta Italia, e creano un contesto visivo sicuramente originale[5]
  • Il Municipio ha sede nella ex chiesa confraternale di San Carlo Borromeo. Edificata in stile barocco nel Seicento, presenta un grazioso campanile triangolare. Nella ex navata (oggi aula del Consiglio comunale), sono conservate due pale d'altare: quella della stessa chiesa di San Carlo e un'altra proveniente dalla cappella marentinese di San Rocco.

SportModifica

CalcioModifica

La squadra di calcio della città è l'U.S.D. Marentinese che milita nel girone A torinese di 3ª Categoria. È nata nel 1980. Nella stagione 2007/2008 ha militato in Promozione.

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 giugno 1985 1º giugno 1990 Livio Corniglia lista civica Sindaco [6]
1º giugno 1990 24 aprile 1995 Livio Corniglia - Sindaco [6]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Livio Corniglia - Sindaco [6]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Livio Corniglia lista civica Sindaco [6]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Gianluigi Cochis lista civica Sindaco [6]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Gianluigi Cochis lista civica Sindaco [6]
24 maggio 2014 27 novembre 2016 Ines Molino lista civica Sindaco [6]
27 novembre 2016 11 giugno 2017 Bruno Corniglia lista civica Vicesindaco reggente [6]
11 giugno 2017 in carica Bruno Corniglia lista civica Sindaco [6]

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Le città del miele, su cittadelmiele.it. URL consultato il 18 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2014).
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ [1]
  6. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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